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L'attività della VI Commissione in materia di formazione e accesso in magistratura

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01 febbraio 2018

L'attività della VI Commissione in materia di formazione e accesso in magistratura
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In relazione al dibattito scaturito nelle scorse settimane sui temi della formazione degli aspiranti magistrati e dell’accesso in magistratura, il comitato di Presidenza, su richiesta di alcuni consiglieri, aveva disposto l’apertura di una pratica in sesta commissione per valutare la possibilità di formulare al Ministro della Giustizia proposte  ex art. 10 della legge 195 del 1958. La pratica è stata discussa nella seduta del 15 gennaio 2018 e, in quel contesto, si è manifestata la volontà unanime di organizzare un seminario aperto alle figure istituzionali di riferimento ed al mondo della formazione, al fine di avviare un confronto per la successiva discussione in Consiglio. Durante la discussione, in vista dell’organizzazione del predetto seminario,  la commissione ha ipotizzato di acquisire delle informazioni, eventualmente anche attraverso la Scuola Superiore della Magistratura, in ordine ai percorsi formativi, pubblici o privati, maggiormente utilizzati dagli aspiranti magistrati. La discussione, rimasta ad un primo stadio di approfondimento, è stata invece ritenuta, per un fraintendimento, dalle strutture di segreteria come conclusa e già idonea ad essere attuata attraverso un format che la commissione stessa non ha mai esaminato né approvato. A seguito delle notizie pervenute in via informale nel pomeriggio di venerdì 26 gennaio, che consentivano ai componenti della commissione di conoscere l’accaduto, la Presidente della Commissione autorizzava l’inoltro immediato di una comunicazione nella quale si chiedeva di soprassedere nella raccolta dei dati. Nella seduta di lunedì 29 gennaio la Commissione, preso atto delle informazioni acquisite in ordine al fraintendimento che aveva indotto a diramare un questionario mai approvato dalla Commissione, provvedeva a ricostruire la vicenda nei termini sopra descritti e disponeva che gli uffici giudiziari non dessero seguito alla richiesta.

Si riporta il testo dell’informativa resa al plenum del 31 gennaio 2018 dal Presidente della Commissione:

Nella seduta di lunedì 29 u.s., la Commissione VI a seguito di ampia discussione ha potuto accertare che si era verificato un fraintendimento circa l’esito della precedente seduta del 15 gennaio. In quella seduta si era convenuto circa la possibilità di avviare un’attività conoscitiva nelle forme che sarebbero poi state discusse successivamente in commissione, ma non era stata assunta alcuna decisione circa lo svolgimento di specifiche attività, né alcun mandato era stato dato alla struttura di procedere ad alcuna istruttoria.    

Il funzionario di seduta aveva maturato la convinzione che l’iniziativa di un questionario fosse stata invece approvata dalla Commissione nel corso della seduta del 15 gennaio, e riteneva perciò di dovere dare attuazione a una delibera già assunta.

Considerata la delicatezza dell’attività da svolgere, ritenendo che le dichiarazioni del Consigliere Morgigni, in quanto proponente dell’iniziativa, dovessero poi costituire il principale punto di riferimento per la formulazione dei quesiti da inserire nel questionario, decideva, per propria tranquillità, di rivolgersi allo stesso Consigliere, al fine di riscontrare la correttezza del brogliaccio di verbale della seduta.

Successivamente il funzionario, sulla base della bozza di verbale per tale via elaborata e a quel punto per lei definita, provvedeva a delineare i testi delle domande che poi utilizzava per la realizzazione del questionario.

Una volta confezionato il questionario provvedeva quindi a inserirlo nel Prat-prot ai fini della sua diffusione, senza informare di ciò né il Cons. Morgigni né alcun altro Consigliere o la Presidenza della Commissione, in conformità del resto alla prassi ordinaria degli Uffici quando chiamati a dare esecuzione ad una delibera consiliare.

Concluso questo accertamento la Commissione ha assunto le ulteriori seguenti determinazioni:

  • conferma l’esclusione dello svolgimento di attività istruttoria collegata alla distribuzione di un questionario;
  • delibera di procedere all’organizzazione di  un incontro, con data e programma  da determinarsi in dettaglio, articolato in due momenti:
    • il primo con i protagonisti della formazione: il coordinatore nazionale delle SSPL, il Rettore dell’Università “Federico II” di Napoli, il Presidente della SSM, dr. Silvestri, il Segretario generale dell’ Institute des haute études de Justice, Prof. Antoine Garapon, il Presidente dell’ANM, Dr. Albamonte, il Presidente della Commissione ministeriale per lo studio della riforma dell’accesso in Magistratura, dr. Sirena, il Presidente del Consiglio di Stato, dr. Alessandro Pajno.
    • il secondo a carattere più strettamente ordinamentale, aperto ai rappresentanti delle magistrature amministrative, avente ad oggetto, ad es.,  l’autorizzabilità degli incarichi di insegnamento, il funzionamento delle scuole private, etc.

All’esito, la Commissione si riserva di formulare un’articolata proposta sui temi della formazione e dell’accesso al concorso in magistratura.

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