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Il ruolo del Csm

Il ruolo del Csm

Il Consiglio superiore della magistratura ha un ruolo essenziale nel trasformare le iniziative locali e sperimentali in standard organizzativo per tutto l’apparato.


Da iniziative di base a modello istituzionale

Come è noto, il Csm non può assegnare risorse né acquisirne di nuove, compito questo che la Costituzione affida al Ministro. Da tempo, tuttavia, il Consiglio sta lavorando alla materia delle buone prassi e se ne è fatto promotore. Le buone prassi infatti sono uno strumento per migliorare il servizio giustizia. Così si chiude in modo organico il circuito tra iniziativa di  base, catalogazione,  traduzione  in  una regola generale e promozione: le buone prassi hanno oggi un riferimento istituzionale stabile e strutturato.


Le delibere progettuali

Lo strumento fondamentale cui ricorre il Consiglio per intervenire nel settore delle buone prassi è la sua potestà normativa secondaria.

Prima fase

Con le delibere 27 luglio 2010 (“Definizione, Rilevazione, Classificazione, Valutazione e Diffusione - Note metodologiche”) e 16 marzo 2011 (Istituzione della Banca Dati Nazionale delle Buone Prassi), il Consiglio ha delineato un percorso indirizzato a mettere a fuoco la realtà delle prassi territoriali. É stato così creato un primo strumento di catalogazione e conoscenza a servizio degli attori del sistema.

Seconda Fase

La  nuova strategia è stata compiutamente definita nella delibera del 17 giugno 2015, nell’ambito di un più ampio lavoro di innovazione e organizzazione degli uffici giudiziari. Esso trova riscontro anche

  • nella delibera del 13 maggio 2015 sul processo civile telematico
  • in quella del 14 ottobre 2015 in materia di informatizzazione e processo telematico nel settore penale
  • nelle delibere del 25 marzo 2015, 23 settembre 2015 e 27 gennaio 2016 istitutive del nuovo portale di comunicazione del CSM.

Fase recente

Quest'ultima fase si è sviluppata attraverso la delibera del 7 luglio 2016, dove è stato pubblicato il Manuale ricognitivo delle Buone Prassi, e la delibera di aggiornamento dello stesso del 18 giugno 2018, nella quale si è presentata la nuova Banca Dati delle Buone Prassi.



Archivio storico e area web

Il Comitato di progetto, la Struttura Tecnica per l’Organizzazione (STO) e l’Ufficio per lo sviluppo informatico (USI) hanno creato, nell’ambito del progetto di ristrutturazione del sistema informativo  del CSM, un archivio storico delle numerosissime prassi (complessivamente circa 1700) indicate dagli uffici giudiziari italiani. Hanno inoltre attivato, nel nuovo portale internet del Csm, un’area dedicata all’organizzazione degli uffici giudiziari e al progetto buone prassi: l’area Organizzazione, innovazione e statistiche.


I modelli

Dopo aver definito le prime regole di riconoscimento e validazione delle buone prassi e aver realizzato una prima  banca dati, Il Consiglio nel 2016 ha realizzato e,  tuttora sta mettendo a punto, una serie di modelli di riferimento che raccolgono e ordinano le buone prassi secondo obiettivi strategici. La realizzazione di un'area buone prassi in questo sito web è parte essenziale della strategia del Consiglio in questa materia. È attivo inoltre un monitoraggio per verificare l’attualità delle buone prassi catalogate nella banca dati, la persistenza di buone prassi connesse al progetto ministeriale Buone prassi – FSE stabilmente assunte nell’organizzazione dell’ufficio nonché alla natura e diffusione delle prassi in materia informatica attraverso il coinvolgimento dei magistrati referenti distrettuali (RID).

Il focus progettuale

La persistente carenza di risorse umane e materiali negli uffici giudiziari ha spinto il team di progetto ad attribuire un particolare rilievo ad un ambito selezionato  di pratiche organizzative. Si tratta di quelle prassisperimentate, con risultati positivi e in qualche modo misurabili, in due settori chiave: 

  • la pianificazione della gestione dei carichi di lavoro, lo smaltimento dell’arretrato, la ragionevole durata del processo e la gestione degli affari seriali
  • l’assistenza al magistrato – l’Ufficio per il processo: ad esempio modalità di organizzazione e utilizzo dei tirocinanti o di altre risorse umane esterne, utilizzo avanzato e innovativo della magistratura onoraria,  tecniche di integrazione delle diverse risorse umane interne ed esterne al servizio della giurisdizione, integrazione con gli strumenti tecnologici e informatici come la Consolle del  magistrato.

Moltissime, infine, sono le buone prassi informatiche. 



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