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Protocolli nel settore famiglia, quando la giustizia mette a punto un servizio trasparente e uniforme - Modello 23 (sintesi)

Protocolli nel settore famiglia, quando la giustizia mette a punto un servizio trasparente e uniforme - Modello 23 (sintesi)



Un settore delicato


Nel settore famiglia il processo affronta situazioni emotive complesse. I sentimenti in gioco creano frequenti contrasti tra le parti e i tempi di gestione del contenzioso incidono in modo diretto sul livello di tensione che, già di per sé, è elevato. Alcuni uffici, allora, attraverso il confronto e il dialogo continuo tra i protagonisti di questa delicata forma di processo, offrono un aiuto concreto agevolando l’attività dei vari professionisti coinvolti e riducendo i tempi di svolgimento.




Un terreno ideale per i protocolli

La natura del processo di famiglia e minorile, caratterizzato da una continua ricerca di linee guida condivise per risolvere la controversia, offre lo spunto per individuare prassi comuni ai vari attori del processo. Nel diritto di famiglia, istituire un protocollo, cioè creare una “cornice” di regole in via preventiva e convenzionale, esplica una grande efficacia: esse non solo permettono una maggiore prevedibilità delle decisioni ma, soprattutto, costituiscono una guida ai comportamenti da adottare nelle separazioni e nei divorzi. I protocolli, infatti, permettono agli avvocati e agli altri attori del processo di orientare in modo uniforme l’attività di mediazione legata alla fase giudiziale,  creando quindi le condizioni per giungere a separazione e divorzi consensuali.



Le questioni in gioco

I protocolli sono strumenti preziosi per recuperare efficienza per mezzo di scelte organizzative e operative “partecipate”. Contengono accorgimenti pratici che la comunità degli operatori riconosce come regole di comune utilità. Affrontano questioni di frequente contrasto tra le parti come qualificare e differenziare “spese ordinarie” e “spese straordinarie”, individuare modalità standard per pagare le spese,  gestire la documentazione a fini fiscali,  definire i documenti da produrre in sede di udienza presidenziale, ascoltare il minore, utilizzare la Consulenza tecnica di ufficio psicologica e quella patrimoniale.



Risorse e condizioni necessarie

Per adottare un protocollo nel settore famiglia è necessario:

  • individuare una figura di coordinamento
  • individuare obiettivi comuni da raggiungere
  • individuare figure di consulenza tecnica e organizzativa
  • formare gli attori coinvolti
  • attivare forme di concertazione con gli ordini professionali e con tutti gli attori: servizi sociali, consulenti psicologici e fiscali, Asl , strutture di mediazione familiare, associazionismo sul territorio
  • determinare modalità di monitoraggio e istituire momenti periodici di verifica comune dei risultati.



Uffici coinvolti

Tribunale di Belluno

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari

Tribunale per i Minorenni di Palermo 



Normativa di riferimento

Normativa primaria e secondaria sul processo civile della famiglia



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