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Protocolli Pct: quando la tecnologia accende l’innovazione - Modello 22 (sintesi)

Protocolli Pct: quando la tecnologia accende l’innovazione - Modello 22 (sintesi)



Se la tecnologia non basta


Se è vero che il processo civile telematico aumenta la trasparenza e rende più efficiente la macchina giudiziaria, è altrettanto evidente che, come ogni innovazione, ha ricadute organizzative rilevanti. Ricadute che vanno gestite, pena l’insuccesso del processo di digitalizzazione. Il trattamento di informazioni automatizzate, infatti, e ancor più quanto stabilisce il Codice della Amministrazione Digitale sui documenti nativi informatici, impongono una collaborazione tra i diversi attori del processo ben diversa da quella richiesta quando si lavora su carta. E allora alcuni uffici si attivano per definire forme di concertazione mirate.






Collaborare per cambiare

Di fronte a una normativa lacunosa e frammentata, gli uffici rispondono concertando con il mondo dell’avvocatura, nelle commissioni permanenti appositamente create, specifici protocolli. Questi accordi da un lato danno attuazione alle regole tecniche del Pct, dall’altro forniscono indicazioni operative per gli attori del processo: regole su come redigere gli atti processuali, sui sistemi di trasmissione, sui requisiti di deposito degli atti telematici, sulle comunicazioni telematiche di cancelleria, rilascio copie e accesso alle cancellerie. In questo modo, i protocolli colmano le lacune di una normativa difficile o comunque indietro rispetto a una materia in continua evoluzione.



Un prezioso strumento di stimolo

Gli attori principali del Pct, giudici, avvocati e cancellerie, trovano nei protocolli un’interpretazione condivisa delle norme e un’operatività che, con reciproco vantaggio, davvero agevola il processo telematico. Ma tali atti non hanno nulla di definitivo. Sono piuttosto un work in progress che evolve in funzione delle frequenti novità tecnologiche e normative. Una delle funzioni principali di tali protocolli, per altro, è far emergere le difficoltà incontrate negli uffici giudiziari. E così l’impegno e la creatività degli uffici stimola l’intervento correttivo ed evolutivo del Ministero e del legislatore.



Risorse umane e condizioni necessarie

Non sono necessarie risorse aggiuntive per adottare questa prassi. È essenziale, invece, che presidente del Tribunale o della Corte coordini le attività dei diversi soggetti coinvolti nella attuazione del Pct: magistrati referenti distrettuali per l’informatica (Rid) e magistrati di riferimento per il settore civile e penale (Magrif), Coordinamenti interdistrettuali per i sistemi informativi automatizzati (Cisia), Ufficio innovazione, magistrati delegati al monitoraggio, responsabili di cancelleria, consiglio dell’ordine degli avvocati.

Sono, inoltre, indispensabili

  • un quadro chiaro degli attori da coinvolgere e degli obiettivi comuni da raggiungere
  • formazione dei soggetti coinvolti
  • disponibilità degli attori alla verifica e al dialogo permanenti.



Uffici coinvolti

Tribunale di Savona

Tribunale di Pordenone

Tribunale di Nocera

Tribunale di Macerata

Procura di Firenze

Tribunale di Imperia

Tribunale di Perugia

Tribunale di Oristano

Tribunale di Lanciano

Tribunale di Caltanissetta

Tribunale di Milano



Normativa di riferimento

Normativa primaria e secondaria sul processo civile 



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