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sequestri e corpi di reato

sequestri e corpi di reato

1. Premessa

Nell’ambito del sistema informatico sono state previste delle funzioni per la gestione di tutte le attività relative alle misure cautelari reali (sequestri).

Le misure cautelari reali (sequestro preventivo, sequestro conservativo) sono provvedimenti, previsti dal codice di procedura penale, che incidono su uno o più  beni  che vengono sottratti alla disponibilità del titolare.

Analoghi effetti in ordine all’ablazione delle ordinarie facoltà di godimento del bene realizza il sequestro probatorio che il codice di procedura penale colloca tra i mezzi di ricerca della prova. Anche la gestione di tale istituto giuridico è stata oggetto di automazione nel Sicp: le funzioni progettate sono similari a quelle previste per le misure cautelari tenuto conto della comune incidenza su beni giuridici e materiali dei diversi istituti.

Anzi, proprio la necessità di gestire e seguire la “vita processuale” del Bene  oggetto di sequestro (sia esso di natura preventiva, conservativa o probatoria) ha portato ad inserire nel Sicp delle funzionalità nuove che prima venivano gestite con autonomi registri cartacei.

Nel nuovo sistema, invece, diventa centrale la gestione del bene dal momento in cui diventa oggetto di un provvedimento che lo sottrae al proprietario, possessore o detentore, fino al momento in cui un provvedimento definitivo decide della destinazione finale di quel bene.

Pertanto il Sicp non si limita a gestire solo le attività processuali (svolte da uffici diversi) che riguardano il sequestro come provvedimento ma gestisce anche  la situazione effettiva del bene di cui deve essere garantita la conservazione durante tutte le fasi processuali fino alla decisione finale che potrà disporre la restituzione del bene, la confisca o la sua distruzione.

Per comodità espositiva, quindi, nel presente paragrafo si illustrano tanto le funzioni attinenti alle misure cautelari in senso stretto (sequestro preventivo e conservativo) quanto al sequestro probatorio.


2. La classificazione del bene

Per la gestione dei beni sottoposti a misura cautelare reale o a sequestro probatorio è fondamentale, innanzitutto, classificare il bene stesso attraverso delle chiavi logiche di riconoscimento ed identificazione uguali per tutti i soggetti coinvolti nel processo e per tutte le fasi del processo.

Tale classificazione, soprattutto per i beni immobili,è stata ideata in modo conforme a quella utilizzata dalle altre pubbliche amministrazioni in quanto i beni oggetto di sequestro, alla fine del processo, possono essere destinati ad usi sociali (es. confisca di un immobile e attribuzione ad un Comune, una associazione etc.) per cui la loro classificazione deve corrispondere a quella adottata ad esempio dal catasto.

Pertanto è stata prevista una classificazione dei beni basata su tre livelli gerarchici:

  • Tipologia,
  • Categoria,
  • Sottocategoria.

 

Le tipologie individuate sono 6:

a) quattro per i Beni/Cose sequestrate:

  • Azienda
  • Immobile
  • Mobile
  • Mobile registrato

b) due per le Somme in sequestro:

  • Finanziario,
  • Mobile.

Per ciascuna tipologia sono previste categorie e sottocategorie indicate nel documento allegato.

Per ciascuna sottotipologia di bene sono previsti poi i dati necessari per lo scambio di informazioni con le altre amministrazioni giudiziari.

Va evidenziato che le “somme in sequestro”, pur rappresentando un sottoinsieme delle cose sequestrate hanno una disciplina ed una gestione peculiare in quanto sono beni fungibili.

Le somme in sequestro vengono infatti conglobate nel Fondo Unico della Giustizia da cui, periodicamente, ne viene prelevata una quota che viene ripartita tra il Ministero della Giustizia e il Ministero degli Interni per il finanziamento di attività connesse all’attività giudiziaria o di repressione dei reati.

Il sistema informatico prevede, quindi, l’invio dei dati relativi alle somme poste in sequestro al Fondo Unico della Giustizia secondo quanto previsto dalla Circolare del Dipartimento per gli Affari di Giustizia (DAG) del Ministero del 29 Dicembre 2008 e dalla successiva Circolare del DAG del 30 Luglio 2009

In particolare al FUG devono essere inviate le informazioni riguardanti i seguenti eventi che incidono sulla gestione della somma in sequestro:

  • Sequestro della somma (informazioni iniziale);
  • Dissequestro della somma e relativa restituzione;
  • Confisca della somma;
  • Devoluzione allo stato di somme sequestrate, di cui all’articolo 262 comma 3-bis c.p.p.;
  • Somme ricavate dalla vendita di benisequestrati e confiscati o beni sequestrati deperibili.

3. La gestione iniziale delle varie tipologie di sequestro

3.1. Il sequestro probatorio

Il sequestro probatorio può essere eseguito di iniziativa dalla Polizia Giudiziaria oppure essere disposto dal Pubblico Ministero.

Per i sequestri operati dalla Polizia Giudiziaria è prevista la registrazione sul sistema:

a) del Decreto di convalida del sequestro probatorio

b) del decreto di Convalida e conseguente restituzione del bene

c) del decreto di Non convalida e successivo decreto di sequestro da parte del PM

d) del decreto di Non convalida e restituzione

E’ poi prevista l’annotazione del Decreto di sequestro emesso direttamente dal Pubblico Ministero.

Tali attività processuali possono essere gestite dal Pubblico Ministero durante le indagini preliminari e dagli uffici giudicanti (Giudice Udienza Preliminare, Dibattimento di primo e secondo grado) dopo l’esercizio dell’azione penale.

Ciascun evento determina l’indicazione di un diverso status del bene (sottoposto a misura / dissequestrato)

 

3.2. Il sequestro preventivo

Il sistema prevede l’annotazione di tutte le ipotesi di sequestro preventivo con indicazione del bene oggetto del sequestro.

In particolare è prevista l’annotazione:

a) del sequestro preventivo ordinario che viene richiesto dal Pubblico Ministero al Giudice delle Indagini Preliminari o, dopo l’esercizio dell’azione penale, al Giudice del Dibattimento.

b) del sequestro preventivo nei casi di urgenza, durante le indagini preliminari, che può essere eseguito di iniziativa dalla Polizia Giudiziaria oppure essere disposto dal Pubblico Ministero.

 

3.3. Il sequestro conservativo

Il sistema prevede l’annotazione delle varie ipotesi di sequestro conservativo con indicazione del bene oggetto del sequestro.

Va ricordato che il sequestro conservativo è disposto con ordinanza del Giudice 

a) su richiesta del P.M. quando vi è una "fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese di procedimento e di ogni altra somma dovuta all’erario dello Stato" e si esegue sui beni mobili o immobili dell’imputato o sulle somme o cose a lui dovute;

 b) su richiesta della parte civile "se vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato" e si esegue sui beni dell’imputato o del responsabile civile (art. 316 c.p.p.). Mediante un’offerta di cauzione è possibile evitare ex ante il sequestro o ottenerne ex post la revoca (art. 319 c.p.p.).

In seguito alla pronuncia di una sentenza di condanna divenuta irrevocabile si assiste alla conversione del sequestro in pignoramento (art. 320 c.p.p.).


4. La gestione dei sequestri nelle fasi successive del procedimento.

Durante il procedimento il tipo di vincolo imposto sul bene (sequestro probatorio, preventivo, conservativo) può essere modificato (ad esempio trasformando un sequestro probatorio in preventivo o conservativo) o revocato.

Tale decisione può essere assunta:

a) dal Tribunale del Riesame in sede di impugnazione del provvedimento con cui è stato disposto il sequestro (o la restituzione) del bene o della somma;

b) dal giudice che ha in carico il procedimento di merito, tanto nella fase delle indagini preliminari quanto nella fase del dibattimento, per essere sopraggiunti elementi nuovi che rendono non necessario il mantenimento del sequestro

Il sistema prevede la gestione di tutti i provvedimenti, tanto del giudice di merito quanto del Tribunale del Riesame, che incidono sulla vita della misura cautelare.

 

In ogni caso, all’esito del processo, per ciascun bene o somma sequestrata, a qualunque titolo, deve essere pronunciato un provvedimento definitivo che stabilisce se tale bene debba essere confiscato o restituito.

Tale provvedimento deve essere pronunciato anche nel caso in cui il procedimento venga archiviato all’esito delle indagini preliminari.

Il sistema prevede che, con la decisione finale, sia annotato uno dei seguenti esiti:

  • Dissequestro del bene
  • Confisca del bene
  • Confisca e vendita del bene
  • Confisca e distruzione del bene
  • Confisca e assegnazione del bene

5. La gestione del bene e l’attività dell’ufficio corpi di reato.

Durante il procedimento il bene oggetto di sequestro, quando non è allegato al fascicolo (come avviene, ad esempio, nel caso di un documento) viene gestito dall’ufficio corpi di reato (che è collocato presso il Tribunale) oppure, se non ne è possibile la custodia all’interno di tale ufficio (ad esempio nel caso di autovetture) ne viene affidata la custodia a terzi.

Il sistema informatico prevede la annotazione di tutti i provvedimenti che possono essere adottati durante il procedimento in relazione ai beni in sequestro al fine di disporre la movimentazione temporanea o definitiva del bene stesso, movimentazione che in alcuni casi (ad esempio nel caso di sequestro di beni di natura “deperibile”) può essere disposta anche prima della sentenza definitiva.

Il sistema prevede quindi la possibilità di annotare i seguenti provvedimenti adottabili in ogni fase del procedimento: 

  • Provvedimento di Vendita
  • Provvedimento di Distruzione
  • Provvedimento di Assegnazione ad Enti
  • Provvedimento di Perizia/Consulenza
  • Provvedimento di Stima
  • Provvedimento di Traduzione in Udienza
  • Provvedimento di Attribuzione provvisoria

Tale gestione dei beni permette di attribuire a ciascun bene uno specifico “status” che ne caratterizza la situazione.

Va ricordato, per quanto riguarda le somme in sequestro, che queste ultime sono versate in appositi strumenti finanziari (conti correnti o libretti) e gestiti poi dal Fondo Unico Giustizia fino alla decisione definitiva.



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