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Verso il processo online

Verso il processo online




Nella delibera del 15.12.2015, sullo stato di informatizzazione del processo penale, il CSM ravvisava la necessità di una accelerazione nell'utilizzo di nuove tecnologie che consentissero la "collaboration" multimediale all'interno del processo penale, ed in particolare la "collaborazione e partecipazione a distanza"

"Si rende ormai necessario, nell'ottica di un processo penale telematico, anche attraverso chiari interventi a livello legislativo, consentire una agevole partecipazione a distanza" delle parti processuali, testimoni, periti, tramite idonei sistemi di "telepresence", non vincolati a reti dedicate.
La fruibilità di tali sistemi di partecipazione a distanza anche attraverso devices personali (Tablet/Smartphone) andrà a rappresentare una delle migliori soluzioni organizzati ve per la celerità di definizione dei procedimenti penali, soprattutto nelle fasi collegate alle udienze (Gip-Gup-Dibattimento ).

Il facile accesso ad avanzate  tecnologie (telepresence-videopresenza) disponibili sul mercato, abbinato alla diffusione della banda-larga e ultra-larga, l'abbattimento del digital-divide, sono le condizioni per rendere effettivo un nuovo concetto di "partecipazione" al processo penale, che vada a valorizzare in concreto l'esercizio effettivo dei poteri delle parti rispetto alla presenza fisca delle stesse avanti al Giudice. Evidenti e innegabili i vantaggi, in relazione ai tempi e costi di trasferimento fisici dei testimoni, periti, consulenti, e degli stessi difensori, rispetto ad efficaci collegamenti in telepresenza in Alta Definizione.

Anche in questo settore, l'innovativa apertura del CSM ha trovato un fertile terreno nella dinamica esperienze di alcuni Uffici Giudiziari, che hanno sperimentato soluzioni di "collaboration" applicate alla concreta attività giudiziaria






Le esperienze degli uffici

Dal 2007 vari Uffici Giudiziari hanno sperimentato soluzioni dirette a rendere concreta ed effettiva la partecipazione a distanza di parti processuali all'attività giudiziaria. La possibilità per il Difensore e il Pubblico Ministero di interloquire con un testimone che si collega online con l'aula di udienza, con audio e video in Alta Definizione senza tempi di latenza annulla di fatto anche quelle riserve collegate al cd body-speech che solo la presenza fisica fino ad ora aveva assicurato.

Le soluzioni hanno preso in considerazione di volta in volta le problematiche relative a possibili condizionamenti ambientali (testimone che si collegava a distanza da un Ufficio Giudizario all'altro), all'identificazione certa del testimone (condivisione di copia documenti di identità, sistemi di autenticazione e identitficazione del soggetto collegato tramite firma digitale, carta dei servizi), trovando, anche con il consenso delle parti,  la piena compliance al quadro normativo del processo penale, "ancora" prevalentemente pensato in un ottica analogica.

Si sono avute per altro significative esperienze, che si sono sviluppate al di fuori dei regolamentati casi di videopresenza (cfr 146 bis e 147 bis disp att. c.p.p), con la caratteristica comune di non utilizzare linee dedicate ma sfruttando la rete internet a la sua diffusione, pur in presenza di sistemi di crittazione e sicurezza elevati.

La disponibilità di un sistema di videopresenza implementato di recente dal Ministero che collega tutti gli uffici giudiziari ha reso possibili ulteriori sperimentazioni e collaborazioni

Audizione a distanza di testimoni e periti

Le audizioni a distanza via telepresence di testimoni, consulenti e periti sono stati le sperimentazioni  più frequenti negli Uffici Giudiziari di "collaboration", assieme a quelle della Magistratura di Sorveglianza per l'audizione dei detenuti. La struttura accusatoria del processo penale, e la necessità che la prova si formi in dibattimento, in contraddittoiro fra le parti, avanti ad un giudice terzo (che fino a quel momento non conosce nulla delle precedenti dichiarazioni) impone che il testimone sia sentito in dibattimento, e che le parti possano interrogarlo direttamente. I frequenti casi in cui i testimoni si trovano, per le regole di competenza territoriale che disciplinano il luogo in cui si svolge il processo, a volte a distanza di centinaia o migliaia di chilometri dalla residenza della persona offesa, oppure addirittura all'estero, si riverberano necessariamente sui tempi di definizione del processo, con frequensti rinvii, o costi di trasferimento ingenti (per non calcolare il tempo occupato dal testimone e sottratto alla sua attività lavorativa). 

In questo contesto l'audizione a distanza del testimone coonsente di offrire un servizi efficiente ed efficace, consentendo il collegamento da qualsiasi luogo in cui si trovi l'interessato, e addirittura attraverso l'utilizzo di smartphone o tablet, in tempi brevissimi.

Accelerazione dei tempi processuali e drastica riduzione dei costi, oltre ad un approccio "service oriented" diretto ad agevolare la partecipazione a testimone sono stati gli innegabili risultati delle varie sperimentazioni

 

Le scelte organizzative

Una scelta organizzativa è stata quella di realizzare collegamenti a distanza fra vari Uffici Giudiziari sul territorio, L'ufficio richiedente contatta l'Ufficio Giudiziario più vicino al luogo di residenza/dimora del testimone, concordando le modalità del collegamento, al quale è chiamato ad assistere un cancelliere dell'ufficio richiesto, per la certa identificazione della persona sentita.

Altri Uffici hanno ritenuto di andare oltre, operando collegamenti a distanza di testimoni anche da luoghi privati (casa, ufficio), previa identificazione degli stessi con la condivisione, possibile anche online, di documenti di identificazione,   

Più sofisticati sistemi prevedono l'autenticazione del testimone a distanza tramite credenziali digitali (firma digitale qualificata, carat regionale dei servizi ecc)

In ogni caso, in mancanza di una specifica disciplina normativa, la "compliance" è stata di solito assicurata dalla preventiva collaborazione e assenso da parte delle parti processuali (Pm e Difensori) all'utilizzo di queste modalità di audizione

La circostanza che nella maggior parte dei processi penali il testimone (per es un Ufficiale di Polizia Giudiziaria) non sia suscettibile di un condizionamento ambientale, e la possibilità delle piattaforme utilizzate di  svolgere una fluente "cross-examination" ha reso possibile un significativo utilizzo di queste modalità di audizione

Audizioni protette

I sistemi di telepresence hanno trovato spazio anche per l'esecuzione della audizioni protette (per esempio dei minori). Con i sistemi di telepresence il minore viene sentito da apposite aule predispsote dell'ufficio Giudiziario, dal Giudice e dall'Esperto, mentre le altre parti processuali possono seguire l'audizione a distanza da altra aula del Tribunale collegata. Apposite chat consentono anche di modulare le domande delle parti, gli interventi/eccezioni, secondo le esigenze del caso concreto e la direzione del Giudice.

La flessibilità di queste modalità di audizioni ha garantito contenimento di costi e di spazi, non essendo più necessario predisporre costose aule con specchi riflettenti e relativi sistemi di ripresa/registrazione, essendo poi le stesse aule utilizzata per la normale attività giudiziaria.

 

 

I provvedimenti giudiziari presenti in questa sezione sono pubblicati per finalità di informazione giuridica. L’oscuramento dei dati è stato effettuato, ove necessario, in conformità alle disposizioni del D.lgs. 30 giugno 2003 n.196 (c.d. codice della privacy).



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