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ASPETTI NORMATIVI PPT

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Le uniche disposizioni di legge sul processo telematico espressamente riferite al settore penale riguardano le notifiche telematiche (argomento diffusamente affrontato nella sezione dedicata).

Per comprendere e ricostruire la normativa applicabile in materia di giustizia digitale penale è, quindi, necessario verificare se vi siano altre norme, dettate per il processo civile o amministrativo, ovvero per altri settori della pubblica amministrazione, che possano comunque trovare applicazione in ambito penale.

Gli interpreti più attenti condividono la conclusione secondo la quale, attraverso un’analisi sistematica, si devono ritenere applicabili al processo penale telematico, oltre all’art. 4 del decreto legge n. 193 del 2009 e all’art. 16 del D.L. 179 del 2012 convertito con legge 221 del 2012 (disposizioni in materia di notifiche telematiche), anche le seguenti norme:

- le norme generali contenute nel decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD );

- le regole tecniche contenute nel DM 21 febbraio 2011, n. 44 (denominato Regolamento);

- le specifiche tecniche contenute nel Provv. Resp. S.I.A. del 16 aprile 2014, come modificato dal successivo provvedimento del 28 dicembre 2015 e del 9 gennaio 2016.






LE BASI NORMATIVE DEL PROCESSO PENALE TELEMATICO

La esatta ricostruzione delle basi normative del processo penale telematico richiede un breve excursus storico.

Le prime norme in materia di digitalizzazione della pubblica amministrazione, introdotte con la cd. Legge Bassanini 1, rimandavano a specifici regolamenti.

I primi regolamenti attuativi (D.P.R. 10 novembre 1997, n. 513; successivamente abrogato dall'art. 77, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 444 e dall’art. 77, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e sostituito dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445) non riguardavano l'Amministrazione della Giustizia.

Aveva così avvio la stagione del “doppio binario”.

Con il D.P.R. 13/02/2001 n. 123, veniva poi emanato il Regolamento recante la prima disciplina sull'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo dinanzi alle sezioni giurisdizionali della Corte dei Conti.

Era la prima normativa italiana, non applicabile al processo penale, specificamente riguardante l'Amministrazione della Giustizia.

In questo contesto veniva emanato  il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che si inseriva nel sistema del "doppio binario" e, pertanto, si applicava alla p.a. (Art. 2) e ai privati (Art. 3), ma non si applicava al processo (Art. 16).

Con l’art. 4 del D.L. 29 dicembre 2009 n. 193 le regole stabilite in materia di notificazioni e comunicazioni, inizialmente dettate esclusivamente per il civile, sono state estese anche al processo penale.

L’art. 4  del D.L. 29 dicembre n. 193 rappresenta il vero punto di svolta dell’evoluzione della normativa in materia di processo telematico.

Infatti, non soltanto ha introdotto le notifiche telematiche penali, ma ha reso applicabili al processo le norme con valore di legge ordinaria del CAD (cfr. sent. Corte di Cassazione n. 22871 del 10 novembre 2015).

Le disposizioni del CAD costituiscono oggi le norme che - per il tramite dell'art. 4 del d.l. n. 193 del 29 dicembre 2009, convertito nella legge n. 24 del 22 febbraio 2010 - disciplinano gli atti del processo redatti in forma di documento informatico (cfr. art. 1 lett. p e art. 20 C. A. D.) e sottoscritti con firma digitale (cfr. art. 1 lett.  s e art. 21 C.A.D.).

Riassumendo, pertanto, devono ritenersi applicabili al processo penale telematico:

- l’art. 4 del decreto legge n. 193 del 2009, che rinvia ai decreti ministeriali la individuazione delle regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, prevedendo che le regole tecniche attuino i principi previsti dal CAD nell’ambito del processo civile e del processo penale;

- l’art. 16 del D.L. 179 del 2012 convertito con legge 221 del 2012 in materia di notifiche telematiche;

- le norme generali, aventi valore di legge, contenute nel CAD, posto che l’art. 4 del decreto legge n. 193 del 2009 estende al processo penale l’applicabilità delle stesse;

- le regole tecniche contenute nel D.M. 44/2011 (denominato Regolamento), previste espressadall’art. 4 decreto legge n. 193 del 2009;

- le specifiche tecniche contenute nel Decreto Responsabile S.I.A. 9 gennaio 2016, la cui emanazione con Decreto (dirigenziale) del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, sentito DigitPA e, limitatamente ai profili inerenti alla protezione dei dati personali, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, è stata prevista, a sua volta, dal D.M. 44/2011.



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