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Il Presidente Mattarella ai magistrati ordinari in tirocinio: "Non fatevi condizionare da nulla, se non dall'autentica volontà della legge"

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06 febbraio 2017

Il Presidente Mattarella ai magistrati ordinari in tirocinio: "Non fatevi condizionare da nulla, se non dall'autentica volontà della legge"
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

I nuovi 318 magistrati ordinari in tirocinio, nominati con decreto ministeriale del 18 gennaio 2016, sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’incontro si è svolto nella sala dei Corazzieri alla presenza del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando; del Vice Presidente del CSM, Giovanni Legnini; del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio; del Procuratore Generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo; del Presidente della Scuola Superiore della Magistratura, Gaetano Silvestri.

“Assumete un compito molto importante della nostra convivenza. Non fatevi condizionare da nulla, se non dalla autentica volontà della legge - ha detto ai giovani magistrati il Presidente della Repubblica,  Sergio Mattarella - cercate di rifuggire anche da quel sottile condizionamento, talvolta inavvertito, che deriva dalla percezione dell'importanza del proprio ruolo”. “Equilibrio, ragionevolezza, misura, riserbo sono virtù che, al pari della preparazione professionale, devono guidare il magistrato in ogni sua decisione – ha aggiunto il Presidente Mattarella - lo spirito critico verso le proprie posizioni e "l'arte del dubbio", l'utilità del dubbio, sorreggono sempre una decisione giusta, frutto di un consapevole bilanciamento fra i diversi valori tutelati dalla Costituzione. La magistratura, nella nostra recente storia, ha dimostrato di avere tutti gli strumenti per garantire il riconoscimento dei diritti, senza condizionamenti. È un bene che sia sempre più orgogliosa della sua funzione insostituibile, ma anche consapevole della grande responsabilità che grava sulla sua azione”.

 “L’ordine giudiziario è chiamato, oggi – ha sottolineato il Vice Presidente, Giovanni Legnini, nel corso del suo intervento -   a far fronte ad inedite aspettative ed alle necessità poste da un’attività interpretativa dai confini vasti e dalla forte impronta integrativa rispetto alle incertezze della legislazione ed è tenuto a muoversi nei larghi, ma puntuali limiti posti dalla Costituzione repubblicana”.
“Il Consiglio sta conducendo a termine un’ambiziosa opera di autoriforma – ha spiegato Legnini ai nuovi magistrati ordinari in tirocinio - sviluppando i propri spazi di autonomia in chiave propositiva, puntando, in particolare sulla proposta diffusa e analitica di modelli organizzativi; facendo leva, per la selezione dei capi degli uffici, sulla già conclusa riforma organica del testo unico sulla dirigenza giudiziaria. Una traiettoria nuova, dunque, che  dovrà presto informare anche il sistema delle valutazioni di professionalità e che ha già inciso a fondo, con una recente delibera consiliare, sui criteri tabellari di organizzazione degli uffici giudiziari, in funzione della qualità del lavoro e della corretta gestione dei ruoli e delle competenze dei singoli magistrati". 

 

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