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Encj: dichiarazione di Lisbona sul Leading Positive Change

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06 giugno 2018

Encj: dichiarazione di Lisbona sul Leading Positive Change
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Dal 30 maggio al 1 giugno 2018 si è svolta a Lisbona l’Assemblea generale della Rete europea dei Consigli di Giustizia (ENCJ). In tale occasione sono state rinnovate le cariche relative alla Presidenza e all’Executive Board della Rete. Il nuovo Presidente eletto è Mr. Kees Sterk, Componente del Consiglio di Giustizia olandese che durerà in carica fino al 2020. Nell’ambito dell’Executive Board, invece, sono stati eletti quattro rappresentanti delle seguenti istituzioni: il Consiglio di Giustizia lituano, il Consiglio Superiore della Magistratura italiano, il Consiglio di Giustizia belga e il Consiglio Generale del Potere Giudiziario spagnolo. La durata del mandato è di due anni. Il nuovo rappresentante italiano eletto in seno al Board è il Cons. Luca Forteleoni, Componente del C.S.M.

 

L’Assemblea Generale dell’ENCJ ha adottato la Dichiarazione di Lisbona sul Leading Positive Change.

La Dichiarazione sottolinea che i Consigli di Giustizia dovrebbero avviare e guidare un processo di cambiamento positivo e focalizzare la loro attenzione principalmente su due aspetti: l'aspetto interno, nel senso di un maggior coinvolgimento degli stakeholders e, nel senso esterno, con riguardo alla relazione del potere giudiziario con gli altri poteri ed al rafforzamento del ruolo della magistratura all'interno del proprio Stato.

I Consigli dovrebbero assumere un nuovo ruolo, sia all’interno del proprio paese che, in senso più ampio, per conseguire un migliore equilibrio dei poteri e rafforzare la posizione della magistratura, esprimendo e spiegando il ruolo svolto da una magistratura indipendente e responsabile all'interno di uno Stato in cui vige lo stato di diritto. Lo stato di diritto è universale e non è confinato all’interno di un particolare paese ma è transnazionale.

La Dichiarazione tratta anche le delicate questioni inerenti le situazioni in Polonia e Turchia. In particolare, la partecipazione dei rappresentanti del Consiglio polacco all'Assemblea Generale non rappresenta una garanzia di permanenza della Polonia, quale membro della Rete.

 

In allegato il testo della Dichiarazione di Lisbona, in lingua inglese, letta ed approvata dall’Assemblea Generale.

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