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Commemorazione di Giovanni Falcone: Mattarella, occorre riprendere e far proprio lo spirito e i criteri del suo impegno

Commemorazione di Giovanni Falcone: Mattarella, occorre riprendere e far proprio lo spirito e i criteri del suo impegno

22 maggio 2017
Plenum straordinario presieduto dal Capo dello Stato

“La rievocazione della figura di Giovanni Falcone e, con lui, di Francesca Morvillo e degli agenti di polizia uccisi con loro, non deve trasformarsi in una celebrazione rituale. Per evitare che divenga soltanto formale occorre riprendere e far proprio lo spirito e i criteri del suo impegno”. L'auspicio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, espresso in apertura del Plenum straordinario del CSM dedicato a Giovanni Falcone a 25 anni dalla strage di Capaci, si è pienamente realizzato nel corso della giornata commemorativa nell'aula Bachelet di Palazzo dei Marescialli alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Maria Falcone,  Alfredo Morvillo, Giuseppe Ayala e Giuseppe Di Lello Finuoli. Toccante e sincera la loro testimonianza di quel tragico 23 maggio 1992, giorno in cui a Capaci persero la vita, assieme a Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

"La mafia non è affatto invincibile" , ha detto il presidente Mattarella citando Falcone; piuttosto, "occorre rendersi conto che si tratta di un fenomeno terribilmente serio e molto grave". Soprattutto, la mafia "si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini ma impegnando tutte le forze migliori della società". Falcone è stato tra le forze migliori che la magistratura italiana abbia avuto e per darne piena testimonianza il plenum del CSM  ha approvato all’unanimità la risoluzione proposta dalla VI Commissione, relatori i Consiglieri Ercole Aprile e Antonio Ardituro, che autorizza la pubblicazione di tutti gli atti relativi alla vita professionale di Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo.  Documenti rimasti per 25 anni nel caveau di Palazzo dei Marescialli e che adesso potranno essere consultati sul portale internet del CSM.

Dalla strage di Capaci - ha spiegato il vicepresidente del CSM Giovanni Legnini - “Giovanni Falcone è assurto alla statura del mito, dell'esempio per antonomasia di dedizione, integrità morale, di intelligenza e rigore estremo nel condurre la lotta contro le mafie, fino ad essere percepito, in Italia e nel mondo, come archetipo e  modello di magistrato. Abbiamo pensato - ha aggiunto Legnini -  che il contributo migliore che il CSM potesse fornire per alimentare la memoria collettiva e per contribuire a completare la ricostruzione della vicenda professionale ed umana di un magistrato così straordinario, potesse essere quello di rendere pubblici gli atti che segnarono un rapporto molto difficile - “sofferto” è stato, nel corso del tempo, l'aggettivo più utilizzato - quello tra Falcone e il CSM”.

I passaggi di quel rapporto difficile e sofferto  tra Falcone e il CSM sono ora ricostruibili dalle trascrizioni integrali della audizioni e dagli atti resi pubblici. E ai quali seguiranno altre pubblicazioni e riflessioni che riguarderanno anche Paolo Borsellino. Figure, quelle di Falcone e Borsellino,  che - ha detto il primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio - "vorremmo  fossero onorati e commemorati come uomini delle Istituzioni, leali servitori dello Stato, uccisi barbaramente dalla mafia perché difendevano le regole della Costituzione e delle leggi. Il ricordo della loro esemplare lezione di legalità e di giustizia rappresenta una perenne eredità da trasmettere alle nuove generazioni”.

Nel corso del plenum straordinario hanno preso la parola  anche i consiglieri Ercole Aprile, Luca Palamara, Claudio Galoppi, Antonio Ardituro, Renato Balduzzi, Aldo Morgigni, Elisabetta Casellati e Piergiorgio Morosini, tutti per sottolineare l'importanza di non dimenticare e di conoscere per non rassegnarsi. Come seppe fare Giovanni Falcone.

 

Gli atti sono disponibili a questi link:

Giovanni Falcone 

Francesca Morvillo

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