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Circolare in materia di supplenze, assegnazioni, applicazioni e magistrati distrettuali

circolari e risoluzioni - VII commissione


20 giugno 2018
Circolare in materia di supplenze, assegnazioni, applicazioni e magistrati distrettuali

Disposizioni in materia di supplenze, assegnazioni, applicazioni e magistrati distrettuali per assicurare il regolare svolgimento della funzione giurisdizionale in presenza di difficoltà organizzative.

La nuova circolare sulle applicazioni e supplenze, approvata il 20 giugno 2018, negli intenti dei presentatori costituisce la summa degli strumenti a disposizione degli uffici per il governo delle difficoltà organizzative.

Nello specifico, la delibera provvede da un lato a una risistemazione formale della previgente circolare, secondo regole di redazione volte a semplificare e razionalizzare le disposizioni. Dall’altro lato, è stata effettuata una razionalizzazione sostanziale degli istituti, individuando come criterio guida quello di una progressione per fronteggiare le difficoltà organizzative, partendo cioè dalle risorse interne fino all’extrema ratio dell’applicazione extradistrettuale.

Sono stati, inoltre, classificati gli istituti in funzione del tipo di esigenza da fronteggiare:

  • assenza o impedimento temporaneo: supplenza (interna o infradistrettuale) o magistrato distrettuale in sostituzione
  • vacanze in organico o potenziamento dell’ufficio: assegnazione (interna o congiunta infradistrettuale), applicazione di magistrato distrettuale, applicazione infradistrettuale, applicazione extradistrettuale
  • trasferimento di un magistrato ad altra posizione tabellare o ad altro ufficio: applicazione dello stesso magistrato (nell’ambito dell’ufficio, o da altro ufficio, anche se di diverso distretto).

A fronte della pluralità di strumenti utilizzabili, la circolare rimarca l’eccezionalità del provvedimento di congelamento del ruolo.

La circolare, quindi, disciplina presupposti applicativi e procedimento (ivi compresi i poteri del Consiglio giudiziario e del CSM) inerenti:

  • le modalità di formazione dei collegi con magistrati non titolari
  • la supplenza interna all’ufficio
  • la supplenza in Corte di Appello
  • la supplenza infradistrettuale
  • la supplenza dei magistrati con funzioni direttive e semidirettive
  • l’assegnazione interna
  • l’assegnazione congiunta o coassegnazione, i cui presupposti sono individuati in esigenze straordinarie e temporanee (carenza di organico superiore al 20%, sopravvenienze straordinarie e temporanee, incompatibilità funzionali)
  • l’applicazione infradistrettuale, per gli uffici giudicanti e requirenti, per la quale è stato introdotto il parere preventivo del Consiglio giudiziario che, ove positivo, determina l’immediata esecutività del provvedimento di applicazione (salvo il potere di approvazione finale del CSM)
  • l’applicazione c.d. ad processum di magistrato trasferito, in caso di procedimenti particolarmente complessi
  • l’applicazione extradistrettuale
  • l’utilizzo dei magistrati distrettuali per supplenze e applicazioni
  • le modalità di formazione delle tabelle infradistrettuali (le regole, cioè, per individuare secondo criteri automatici i magistrati da destinare alla supplenza o applicazione infradistrettuale) e i relativi abbinamenti fra uffici
  • l’applicazione dei magistrati con funzioni requirenti per la trattazione dei procedimenti di criminalità organizzata, per reati con finalità di terrorismo e per le misure di prevenzione. La disciplina concerne: l’individuazione di un magistrato appartenente all’ufficio requirente presso il giudice competente, in funzione dei carichi di lavoro degli uffici coinvolti; l’applicazione dei magistrati della DNAA e delle DDA; l’applicazione alle procure distrettuali e quella di magistrati delle procure distrettuali; il divieto di applicazione dei magistrati delle procure generali in subiecta materia
  • l’applicazione dei magistrati della procura della repubblica alla procura generale, per procedimenti particolarmente complessi e per non disperdere il patrimonio di conoscenze acquisite in primo grado
  • l’applicazione alla procura generale a seguito di avocazione. Nello specifico, come criterio generale si sancisce che di regola non è possibile l’applicazione per la fase delle indagini del sostituto originariamente assegnatario, salvi casi eccezionali legati alla complessità del procedimento e previa intesa con il Procuratore della Repubblica. Al contrario, per udienza preliminare e fase dibattimentale l’applicazione è prevista per motivate ragioni (e in funzione dei carichi di lavoro degli uffici coinvolti)
  • l’applicazione per la trattazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale
  • le applicazioni per gli uffici "specializzati" (sorveglianza, uffici minorili, lavoro)
  • il regime applicabile agli uffici giudiziari di Bolzano.

In allegato:

  • relazione introduttiva
  • testo della circolare
  • schema degli accorpamenti infradistrettuali
  • schema sinottico degli istituti
  • indice analitico
  • appendice normativa
  • Email