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Carceri: due giorni di studio al CSM sui problemi della magistratura di sorveglianza

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Carceri: due giorni di studio al CSM sui problemi della magistratura di sorveglianza


Il Consiglio Superiore della Magistratura ha ospitato due giorni di studio e approfondimento sui problemi della magistratura di sorveglianza e dell’esecuzione penale. Il convegno è stato organizzato dalla IX Commissione, presieduta da Giuseppe Fanfani, ed ha visto anche la partecipazione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Dopo la prima giornata dedicata alle misure alternative alla detenzione e alla tutela della salute nelle carceri, nella seconda giornata Consiglieri, magistrati di sorveglianza e operatori del diritto si sono confrontati sul tema dei “giovani adulti nell’ordinamento penitenziario minorile”. 

La due giorni è stata aperta dal Vice Presidente Giovanni Legnini, a cui sono seguiti gli interventi dei consiglieri togati e laici: Paola Balducci, Giuseppe Fanfani, Piergiorgio Morosini, Fabio Napoleone e Rosario Spina. Al centro del dibattito i lavori della Commissione Mista per lo studio dei problemi della magistratura di sorveglianza e dell’esecuzione penale (la IX) che congiuntamente alle VI Commissione, Presieduta da Paola Balducci, ha predisposto il testo del parere sulla Riforma, che mercoledì prossimo verrà discusso in Plenum.

Il Presidente della IX Commissione Giuseppe Fanfani, nel corso dell’incontro, ha auspicato “il superamento della dicotomia tra pena detentiva e pecuniaria” e “la valorizzazione della figura del soggetto leso, investendo di più nell’esecuzione delle pene fuori dal carcere”.

Per la Presidente della VI Commissione Paola Balducci “l’impianto complessivo della riforma dell’ordinamento penitenziario è molto positivo anche per l'impronta culturale che punta alla dignità del detenuto e persegue concretamente il reinserimento nella società di chi ha sbagliato.

La particolare attenzione alla salute dei detenuti e il rilancio del ruolo del magistrato di sorveglianza sono finalmente in sintonia con il dettato costituzionale e attestano un passo avanti di grande civiltà del nostro sistema senza rinunciare alle esigenze di sicurezza”.

Il Consigliere Piergiorgio Morosini ha sottolineato che la riforma “ha una visione non ideologica, laica del reinserimento sociale”, si tratta di una “inversione di tendenza rispetto a quanto vissuto negli ultimi anni”.

Per il Consigliere Rosario Spina, di fronte al fenomeno dilagante delle baby gang e degli atti di bullismo “l’opinione pubblica chiede pene afflittive, mentre sarebbe opportuna la prevenzione, e una concezione che privilegi i percorsi rieducativi e riabilitativi”.

 

Roma, 06 febbraio 2018

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