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Buone prassi e modelli di organizzazione degli uffici giudiziari: aggiornamento del manuale ricognitivo

circolari e risoluzioni - VII commissione


18 giugno 2018
Buone prassi e modelli di organizzazione degli uffici giudiziari: aggiornamento del manuale ricognitivo

La delibera del 18 giugno 2018 rappresenta un ulteriore passaggio dell’impegno del CSM nel catalogare e diffondere le buone prassi, attraverso la creazione di archivio delle stesse e un monitoraggio volto alla verifica dell’attualità delle buone prassi così catalogate.

Le direttrici attorno alle quali si è mossa l’attività di raccolta e validazione sono:

  • la pianificazione della gestione dei carichi di lavoro, lo smaltimento dell’arretrato e la ragionevole durata del processo e altre buone pratiche relative al contenimento della durata del processo ed alla gestione degli affari seriali.
  • l’assistenza al magistrato e l’Ufficio per il processo.

Su questa base, il CSM ha messo a punto una serie di modelli organizzativi da proporre come riferimento per Tribunali, Corti e Procure. Contemporaneamente, ha predisposto uno schema di manuale per ciascuno di questi modelli, allo scopo di diffondere una metodologia a disposizione degli operatori al fine della loro replicazione.

Il manuale ricognitivo fa riferimento alle esperienze di court management rilevate sul territorio, selezionando 33 modelli, raccolti in 7 ambiti, o macroaree (cooperazione con il territorio, organizzazione del processo civile e penale, assistenza al magistrato, assistenza al cittadino, buone prassi informatiche civili e penali), che delineano l’affermarsi di un nuovo modello di governance degli uffici giudiziari fondata su strumenti idonei a ottenere effettive rilevazioni di flussi e pendenze e strutture di ausilio al lavoro dei magistrati, nell’ottica di attuare i principi del giusto processo, della sua ragionevole durata e il diritto di difesa. Le buone prassi, inoltre, vengono in rilievo anche nella normativa secondaria consiliare, sia fra gli indicatori dell’attitudine direttiva sia come strumento per la pianificazione del lavoro negli uffici.

Per il futuro, il CSM proseguirà l’opera di raccolta delle buone prassi degli uffici, implementando l’ottica della programmazione per obiettivi, e incrementandone la diffusione anche attraverso specifici percorsi di formazione.

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