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Brevi dal plenum

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01 giugno 2017

Brevi dal plenum

Il plenum ha provveduto a coprire numerosi posti vacanti.

  • Uffici direttivi:
    • Presidente Tribunale Santa Maria Capua Vetere: nominata la dott.ssa Gabriella Maria Casella, attualmente presidente sezione Tribunale Santa Maria Capua Vetere,
    • Presidente Tribunale Catania: nominato il dott. Francesco Saverio Maria Mannino, attualmente presidente sezione tribunale Roma,
    • Presidente Corte appello Venezia: nominata la dott.ssa Ines Maria Luisa Marini, attualmente Presidente Tribunale Cremona,
    • Procuratore Messina: nominato il dott. Maurizio De Lucia, attualmente sostituto presso la Direzione Nazionale Antimafia e antiterrorismo,
    • Presidente Tribunale Sorveglianza Roma: nominata la dott.ssa Maria Antonia Vertaldi, attualmente presidente tribunale sorveglianza Salerno;
  • Uffici semidirettivi:
    • Procuratore aggiunto Palermo: nominato il dott. Paolo Guido, attualmente sostituto procuratore Palermo,
    • Presidente sezione lavoro tribunale Roma: nominato il dott. Antonio Maria Luna, attualmente giudice lavoro Roma,
    • Presidente sezione Corte appello Catania: nominata la dott.ssa Carmela La Rosa, attualmente presidente sezione tribunale Catania,
    • Procuratore Aggiunto Reggio Calabria: nominato il dott. Giuseppe Lombardo, attualmente sostituto procuratore Reggio Calabria,
    • Presidente sezione tribunale Mantova: nominato il dott. Enzo Rosina, attualmente corte appello Brescia;
  • Posti ordinari: sono stati coperti i posti di secondo grado, presso le Corti di appello e le procure generali, banditi ad aprile 2017. L’elenco completo dei trasferimenti è disponibile in allegato.

 

Su proposta della VI commissione è stata approvata una proposta al Ministro della Giustizia di modifica normativa volta all’introduzione della riabilitazione nel procedimento disciplinare. Più nello specifico, la delibera prende le mosse dalla constatazione dell’assenza, nel sistema disciplinare relativo ai magistrati ordinari, di una disciplina – pur presente in numerosi settori dell’ordinamento (ad esempio, è prevista nel diritto penale) - che consenta di annullare, per il futuro, gli effetti di un provvedimento che irroga una sanzione all’interessato. L’annullamento è possibile ove si accerti che quest’ultimo abbia tenuto una condotta meritevole in un determinato intervallo di tempo.

Su queste basi, la delibera sottolinea che il legislatore – nell’esercizio dei suoi sovrani poteri discrezionali – dovrà individuare i tassativi presupposti che consentono l’adozione del provvedimento di riabilitazione, fra cui il periodo che deve trascorrere dalla condanna, gli illeciti e le sanzioni rispetto alle quali può essere chiesta la riabilitazione stessa, le condizioni di fatto e di diritto in presenza delle quali è possibile attivare il procedimento, i poteri valutativi della Sezione disciplinare. In proposito, nella proposta al Ministro il Consiglio dà varie indicazioni: prevedere la riabilitazione per le sanzioni meno gravi (censura e ammonimento, salvo il caso di condanna per ritardi, in cui potrebbe essere possibile estendere la riabilitazione anche a condanne a sanzioni più gravi), introdurre un congruo intervallo di tempo fra condanna e richiesta di riabilitazione, stabilire che il procedimento è attivabile solo su istanza di parte e porre quale condizione ostativa alla riabilitazione la pendenza di procedimenti penali o disciplinari per fatti tali da pregiudicare la credibilità del magistrato o il prestigio dell’ordine giudiziario.

Il testo è disponibile nella sezione del sito in cui sono raccolte le principali delibere consiliari su materie di competenza della VI Commissione.

 

Sono stati poi approvati due bandi: uno, su proposta della Quinta Commissione, relativo alla pubblicazione dei posti direttivi giudicanti e requirenti di legittimità, e uno, su proposta della Terza commissione, inerente l’interpello per due posti di magistrato addetto all’Ufficio studi del CSM.

 

Su proposta della Settima commissione, è stata approvata una risoluzione relativa alle modalità organizzative per la più efficiente trattazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, settore in cui - stante la delicatezza delle questioni trattate, che coinvolgono di diritti fondamentali della persona – massima è l’attenzione del Consiglio. Nello specifico, poiché con l’istituzione, presso i tribunali c.d. distrettuali, delle sezioni specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale è sorto il problema di definire la concreta organizzazione degli uffici, il Consiglio, con la risoluzione ha dettato alcune regole generali. In particolare, per un verso è stato affermato il principio di autonomia organizzativa nella creazione della sezione specializzata, in ragione delle peculiari situazioni e dei diversi flussi di procedimenti di ogni realtà giudiziaria. Per altro verso, è stata delineata la cornice generale nella quale i Tribunali devono muoversi: il numero di magistrati da destinare alle sezioni è rimesso a ciascun ufficio, ovviamente considerando carichi di lavoro e garanzia di efficiente risposta giudiziaria; assegnazione dei procedimenti a una o più sezioni, anche preesistenti, purché nel settore civile, senza vincolo di esclusività delle materie trattate delle sezioni stesse (che possono, cioè, trattare anche altri tipi di procedimenti); rispetto del principio di specializzazione dei magistrati. La delibera affronta, poi, il problema del divieto di permanenza ultradecennale, le modalità per la selezione dei magistrati destinati a comporre le sezioni specializzate, il contributo della magistratura onoraria, le applicazioni extradistrettuali. Infine, la risoluzione introduce modifiche alla vigente circolare sulle tabelle, volte ad adeguare la circolare stessa rispetto all’istituzione delle sezioni specializzate.

Una ulteriore modifica alla circolare sulle tabelle, connessa all’istituzione delle sezioni specializzate, riguarda la modifica del termine per il deposito delle tabelle, per gli uffici “distrettuali”: il deposito della proposta di tabella viene fissato al 31 luglio 2017.

Infine, il Consiglio ha deliberato di sottoscrivere con il Consiglio nazionale forense un protocollo di intesa per favorire, presso gli uffici giudiziari e i Consigli dell’Ordine, l’adozione di protocolli condivisi in materia di ammissione al patrocinio a spese dello stato nei procedimenti in materia di protezione internazionale, al fine di garantire al massimo i diritti di difesa dei richiedenti la protezione internazionale.

Il testo della risoluzione e la circolare sono disponibili nella sezione del sito in cui sono raccolte le principali delibere consiliari su materie di competenza della VII Commissione. Ulteriori approfondimenti possono essere trovati nella sezione del sito dedicata alla protezione internazionale. Il protocollo, infine, è reperibile nella sezione relativa ai rapporti istituzionali del CSM con il CNF.

 

I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum. Inoltre, nella sezione concorsi e interpelli saranno disponibili nei prossimi giorni i due bandi sopra indicati.

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