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Brevi dal plenum

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12 dicembre 2019

Brevi dal plenum

Il plenum, nelle sedute dell'11 e 12 dicembre 2019, ha adottato le seguenti delibere:

 

Collocamenti fuori ruolo:

  • Serena Papini, attualmente giudice tribunale La Spezia: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento affari di giustizia
  • Giovanni Mimmo, attualmente giudice lavoro tribunale Roma: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento affari di giustizia
  • Marco Mazzeo, attualmente consigliere corte appello Roma: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, ispettorato generale
  • Carmela Chiara Palermo: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, capo ufficio legislativo

Trasferimenti ordinari:

  • Giudice (civile) tribunale Taranto: Anna Carbonara, attualmente sostituto procuratore minorenni Lecce
  • Giudice tribunale Bolzano: Daniela Pol, attualmente sostituto procuratore Bolzano

 

Su proposta della VI commissione, è stato approvato il parere sul disegno di legge si stabilità, nella parte in cui contiene disposizioni in materia di giustizia e, più specificamente, di c.d. piante organiche flessibili e FUG.

La delibera esamina le nuove previsioni, in forza della quale le piante organiche dei singoli distretti vengono aumentate di un numero flessibile di unità. L’esigenza sottesa alla novella è quella di superare l’istituto del magistrato distrettuale, che non ha reso i risultati sperati, introducendo uno strumento funzionale all’obiettivo di offrire agli uffici giudiziari un numero di magistrati da destinare alla sostituzione dei magistrati assenti o a fronteggiare specifiche criticità nei singoli uffici. Per garantire il raggiungimento di tali obiettivi, il legislatore prevede incentivi ai magistrati che andranno a ricoprire tali incarichi, in termini di aumento dell’anzianità di servizio nei successivi trasferimenti ordinari (ad esclusione, quindi, degli incarichi direttivi e semidirettivi e dei trasferimenti presso la DNAA o a funzioni di legittimità); ove la permanenza si protragga per più di sei anni, il beneficio si sostanzia nella preferenza assoluta rispetto agli altri aspiranti. La flessibilità, a sua volta, è tale per cui il contingente flessibile è sottoposto a revisione periodica, in relazione alle esigenze specifiche che possono manifestarsi.

Rispetto a tale assetto normativo, il Consiglio rileva che la norma non indica i criteri di individuazione né del numero complessivo dei posti destinati alla pianta flessibile né del numero di posti destinati ai singoli distretti.

Inoltre, viene posto in rilievo il fatto che la previsione in forza della quale il Ministro (sentito il CSM) determina le condizioni critiche di rendimento degli uffici per l’individuazione delle piante flessibili si pone in delicato equilibrio fra le prerogative del Ministro stesso di determinare le piante organiche e quelle del CSM di destinare i magistrati ai singoli uffici per fronteggiarne le difficoltà organizzative. Pertanto, da un lato il parere auspica che non venga adottata una tipizzazione rigida delle ipotesi di criticità, al fine di mantenere la giusta elasticità ed adattabilità alle esigenze degli uffici, e dall’altro che tali criteri vengano adottati d’intesa con il CSM.

Quanto alle procedure di destinazione dei magistrati ai singoli uffici, le norme introducono un nuovo sistema nel quale la sostituzione viene ora decisa da CSM, su proposta del Presidente della Corte di Appello o del Procuratore generale, prima invece titolari del potere di disporre la sostituzione. In tal modo, si mira a garantire omogeneità di indirizzi sul territorio nazionale.

A sua volta, l’utilizzo per risolvere le criticità di rendimento prevede un parere favorevole del Ministro. Sul punto il parere rileva la necessità che tale intervento, pur necessario nell’ottica delle prerogative di tale organo in materia di organizzazione, sia costruito in maniera tale da porsi in equilibrio con le prerogative del CSM in materia di mobilità e trasferimenti dei magistrati.

Altre questioni si pongono per la sorte dei magistrati, nell’ipotesi in cui la pianta flessibile venga modificata. In particolare, si rileva che non vengono disciplinate le modalità di individuazione degli eventuali magistrati in sovrannumero, l’applicabilità dei benefici e dei termini di legittimazione, le modalità di destinazione ad uno degli uffici del distretto.

Infine, quanto ai benefici, ed in particolare quello della preferenza assoluta nei successivi trasferimenti, il parere auspica un contemperamento (attraverso l’introduzione di quote percentuali come nel previgente regime delle c.d. sedi disagiate) per preservare le aspirazioni alla mobilità degli altri magistrati.

 

Su proposta della VII commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato che, ai sensi dell’art. 102 della circolare sulle applicazioni, solo i magistrati interessati possono presentare osservazioni avverso i decreti del presidente della Corte o del PG. Nel caso in cui le osservazioni siano comunque presentate da altri soggetti (quali ad esempio il dirigente dell’ufficio di provenienza del magistrato applicato o quello dell’ufficio c.d. ricevente), esiste solo la facoltà per il Consiglio giudiziario di esaminarle e valutarle ove ritenute utili. Non sussiste invece la possibilità, né tantomeno l’obbligo, di instaurare un contraddittorio con tali soggetti.

Viene altresì precisato che il divieto di cui all’art. 105 della circolare non è derogabile neanche sulla base del consenso del magistrato interessato

 

Su proposta della VII commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato che i giudici onorari di pace, nel periodo transitorio previsto dall’art. 30 d.lgs. 116/2017, anche se non inseriti nell’ufficio per il processo, possono far parte dei collegi che trattano la materia della famiglia, atteso che le sezioni che la trattano non rientrano tra quelle specializzate alle quali si applica il divieto di cui all’art. 12 del medesimo decreto legislativo. La delibera precisa inoltre che ai sensi degli artt. 10 e 11 del decreto i magistrati onorari, pur potendo integrare i collegi, non possono essere relatori o estensori dei relativi provvedimenti.

 

Su proposta della VIII commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato che l’incarico dei magistrati onorari nominati dopo l’entrata in vigore del d.lgs. 116/2017 ha durata quadriennale, con decorrenza dal decreto di nomina. Le domande di conferma, quindi, devono essere presentate almeno 6 mesi prima di tale scadenza. Contestualmente, i dirigenti degli uffici vengono invitati a non trasmettere le istanze di conferma presentate con eccessivo anticipo rispetto alla scadenza, perché in tal caso non sarebbe possibile valutare adeguatamente il periodo di funzioni svolto dal magistrato.

 

I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum. Nella sezione concorsi e interpelli, inoltre, saranno disponibili nei prossimi giorni gli interpelli per applicazione extradistrettuale.

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