indietro

Brevi dal plenum

News


20 giugno 2018

Brevi dal plenum

Il plenum, nella seduta del 18 e 20 giugno 2018, ha provveduto a coprire numerosi posti vacanti.

Uffici direttivi:

  • Procuratore Patti: nominato il dott. Angelo Vittorio Antonio Cavallo, attualmente sostituto procuratore Messina
  • Presidente Corte appello Torino: nominato il dott. Edoardo Barelli Innocenti, attualmente presidente sezione corte appello Torino
  • Procuratore Rieti: nominata la dott.ssa Lina Cusano, attualmente sostituto procuratore Roma
  • Procuratore Ancona: nominata la dott.ssa Monica Garulli, attualmente sostituto procuratore Pesaro
  • Presidente Tribunale Castrovillari: nominata la dott.ssa Natina Maria Caterina Pratticò, attualmente presidente sezione tribunale Reggio Calabria
Uffici semidirettivi:
  • Avvocato Generale Bolzano: nominato il dott. Marcus Mayr, attualmente sostituto procuratore Bolzano
  • Presidente aggiunto sezione Gip Genova: nominata la dott.ssa Silvia Carpanini, attualmente giudice tribunale Genova
  • Presidente sezione tribunale Taranto: nominata la dott.ssa Stefania D’Errico, attualmente giudice tribunale Taranto
  • Presidente sezione tribunale Catania: nominata la dott.ssa Rosa Alba Maria Enza Recupido, attualmente giudice tribunale Catania
  • Presidente sezione tribunale Genova: nominato il dott. Domenico Pellegrini, attualmente giudice tribunale Genova
  • Presidente sezione tribunale Genova: nominato il dott. Roberto Braccialini, attualmente giudice tribunale Genova
  • Presidente sezione tribunale Genova: nominato il dott. Roberto Andrea Mario Cascini, attualmente giudice tribunale Genova
  • Procuratore aggiunto Ancona: nominata la dott.ssa Valentina D’Agostino, attualmente sostituto procuratore Pescara
  • Presidente sezione tribunale Taranto: nominato il dott. Pompeo Carriere, attualmente giudice tribunale Taranto

Collocamenti fuori ruolo:

  • dott.ssa Sara Panelli: deliberata la proroga del collocamento fuori ruolo come Esperto nazionale distaccato presso l’OLAF
  • dott. Luca Buffoni, attualmente giudice tribunale Tivoli: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, DOG
  • dott. Giuseppe Battarino: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo quale collaboratore della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti

Ricollocamenti in ruolo:

  • dott. Luciano D’Angelo, fuori ruolo presso la Corte costituzionale: deliberato il ricollocamento in ruolo come sostituto procuratore Napoli

Trasferimenti ordinari: Sono stati coperti ulteriori posti giudicanti e requirenti pubblicati nei primi mesi del 2018. L’elenco completo dei trasferimenti è disponibile in calce.

Pubblicazione posti: Attesa la grave situazione di scopertura degli organici, sono stati pubblicati 5 posti di consigliere corte appello Palermo.

 

Il Consiglio ha deliberato la desegregazione degli atti del fascicolo personale del Dott. Mario Amato ai fini della pubblicazione, sul sito istituzionale, degli stessi, per ripercorrere la vita professionale del magistrato in occasione del trentottesimo anniversario della sua tragica scomparsa avvenuta il 23 giugno 1980. Mario Amato, magistrato integerrimo e tenace, alla procura di Roma negli anni ’70 continuò il lavoro istruttorio condotto da Vittorio Occorsio, che per primo aveva cominciato ad indagare sul fenomeno del “terrorismo nero” e sulla strage di Piazza Fontana e che rimase vittima dei terroristi di estrema destra. Mario Amato si occupò quindi prevalentemente di indagini sui fenomeni eversivi dei gruppi di estrema destra attivi nel panorama romano e nazionale, dovendosi misurare con un ambiente ostile anche all’interno dell’Ufficio giudiziario. Le sue indagini e l’isolamento in cui fu costretto a condurle furono la causa dell’omicidio dello stesso ad opera dei nuclei armati rivoluzionari (NAR).

***

Con riferimento alla situazione degli uffici giudiziari di Bari, aggravatasi negli ultimi giorni per effetto delle condizioni metereologiche ed ambientali, si è sviluppato un dibattito durante la seduta del 18 giugno. Negli interventi è stata ribadita la posizione assunta dal Consiglio nella delibera del 6 giugno 2018, nella quale si richiedeva – nell’ambito dei propri poteri di proposta legislativa al Ministro della Giustizia – l’adozione di tutti gli strumenti normativi adeguati e tempestivi volti a fronteggiare la situazione (ivi compresi la dichiarazione dello stato di emergenza, la nomina di un commissario straordinario e l’eventuale sospensione temporanea delle attività giudiziarie e dei relativi termini). Inoltre, è stata avanzata la proposta di convocazione del tavolo tecnico con il Ministero della Giustizia, ove instaurare un confronto per analizzare le possibili strategie di intervento.

***

Su proposta della VII Commissione, è stata approvata la nuova circolare sulle applicazioni e supplenze, che – negli intenti dei presentatori - costituisce la summa degli strumenti a disposizione degli uffici per il governo delle difficoltà organizzative.

Nello specifico, la delibera provvede da un lato a una risistemazione formale della previgente circolare, secondo regole di redazione volte a semplificare e razionalizzare le disposizioni. Dall’altro lato, è stata effettuata una razionalizzazione sostanziale degli istituti, individuando come criterio guida quello di una progressione per fronteggiare le difficoltà organizzative, partendo cioè dalle risorse interne fino all’extrema ratio dell’applicazione extradistrettuale.

Sono stati, inoltre, classificati gli istituti in funzione del tipo di esigenza da fronteggiare:

  • assenza o impedimento temporaneo: supplenza (interna o infradistrettuale) o magistrato distrettuale in sostituzione
  • vacanze in organico o potenziamento dell’ufficio: assegnazione (interna o congiunta infradistrettuale), applicazione di magistrato distrettuale, applicazione infradistrettuale, applicazione extradistrettuale
  • trasferimento di un magistrato ad altra posizione tabellare o ad altro ufficio: applicazione dello stesso magistrato (nell’ambito dell’ufficio, o da altro ufficio, anche se di diverso distretto).

A fronte della pluralità di strumenti utilizzabili, la circolare rimarca l’eccezionalità del provvedimento di congelamento del ruolo.

La circolare, quindi, disciplina presupposti applicativi e procedimento (ivi compresi i poteri del Consiglio giudiziario e del CSM) inerenti:

  • le modalità di formazione dei collegi con magistrati non titolari
  • la supplenza interna all’ufficio
  • la supplenza in Corte di Appello
  • la supplenza infradistrettuale
  • la supplenza dei magistrati con funzioni direttive e semidirettive
  • l’assegnazione interna
  • l’assegnazione congiunta o coassegnazione, i cui presupposti sono individuati in esigenze straordinarie e temporanee (carenza di organico superiore al 20%, sopravvenienze straordinarie e temporanee, incompatibilità funzionali)
  • l’applicazione infradistrettuale, per gli uffici giudicanti e requirenti, per la quale è stato introdotto il parere preventivo del Consiglio giudiziario che, ove positivo, determina l’immediata esecutività del provvedimento di applicazione (salvo il potere di approvazione finale del CSM)
  • l’applicazione c.d. ad processum di magistrato trasferito, in caso di procedimenti particolarmente complessi
  • l’applicazione extradistrettuale
  • l’utilizzo dei magistrati distrettuali per supplenze e applicazioni
  • le modalità di formazione delle tabelle infradistrettuali (le regole, cioè, per individuare secondo criteri automatici i magistrati da destinare alla supplenza o applicazione infradistrettuale) e i relativi abbinamenti fra uffici
  • l’applicazione dei magistrati con funzioni requirenti per la trattazione dei procedimenti di criminalità organizzata, per reati con finalità di terrorismo e per le misure di prevenzione. La disciplina concerne: l’individuazione di un magistrato appartenente all’ufficio requirente presso il giudice competente, in funzione dei carichi di lavoro degli uffici coinvolti; l’applicazione dei magistrati della DNAA e delle DDA; l’applicazione alle procure distrettuali e quella di magistrati delle procure distrettuali; il divieto di applicazione dei magistrati delle procure generali in subiecta materia
  • l’applicazione dei magistrati della procura della repubblica alla procura generale, per procedimenti particolarmente complessi e per non disperdere il patrimonio di conoscenze acquisite in primo grado
  • l’applicazione alla procura generale a seguito di avocazione. Nello specifico, come criterio generale si sancisce che di regola non è possibile l’applicazione per la fase delle indagini del sostituto originariamente assegnatario, salvi casi eccezionali legati alla complessità del procedimento e previa intesa con il Procuratore della Repubblica. Al contrario, per udienza preliminare e fase dibattimentale l’applicazione è prevista per motivate ragioni (e in funzione dei carichi di lavoro degli uffici coinvolti)
  • l’applicazione per la trattazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale
  • le applicazioni per gli uffici "specializzati" (sorveglianza, uffici minorili, lavoro)
  • il regime applicabile agli uffici giudiziari di Bolzano.

***

Su proposta della VII commissione, è stata approvata una risoluzione sull’ufficio del processo (UPP), che analizza i risultati del monitoraggio sulle modalità attuative dell’istituto nei diversi uffici e le prospettive di sviluppo dello stesso come mezzo per assicurare la ragionevole durata del processo.

Un primo dato che emerge è la difficoltà degli uffici ad istituire tale struttura organizzativa, in ragione della carenza di risorse umane e materiali disponibili. In particolare, appare significativa la disomogenea distribuzione sul territorio dei tirocinanti, che rende necessario, ad avviso del Consiglio, un potenziamento dell’offerta formativa. Inoltre, sono riscontrabili difficoltà nel reperire il personale amministrativo necessario e le dotazioni materiali da fornire a tirocinanti e GOP.

Un secondo elemento che si desume è la necessità di sensibilizzare i magistrati togati rispetto ai tirocini, attesa la non elevata disponibilità degli stessi a collaborare con i tirocinanti. In proposito, inoltre, sono emerse disomogeneità anche con riferimento alle modalità di assegnazione dei tirocinanti ai magistrati. Per quanto concerne i giudici onorari di pace, allo stato meno della metà di quelli in servizio collabora con l’ufficio per il processo.

Con riferimento all’utilizzo dell’ufficio per il processo, è emerso come esso – per la sua congenita duttilità – sia stato destinato a una variegata gamma di obiettivi: la riduzione dell’arretrato, il filtro sui procedimenti (onde individuare quelli definibili, monitorare le cause seriali, riunire i processi in udienze dedicate tematiche), il miglioramento degli strumenti informatici, la creazione di archivi giurisprudenziali, l’elaborazione di dati statistici o infine il supporto alle cancellerie. Si tratta, cioè, di una struttura utilizzata in funzione di tutti i magistrati dell’ufficio o di specifiche articolazioni, per perseguire scopi specificamente definiti.

Con riferimento alle sezioni GIP/GUP, la delibera ribadisce la possibilità di costituire l’ufficio del processo anche in tale ambito, pur essendo necessario un coordinamento con la vigente circolare sulle tabelle, che si limita a escludere l’impiego dei giudici onorari nei procedimenti trattati da tali sezioni, senza operare la necessaria distinzione tra assegnazione del procedimento al GOP (vietato) e assegnazione del GOP all’ufficio del processo per tali procedimenti.

Quanto alla istituzione dell’UPP, la risoluzione rimarca come essa debba avvenire attraverso la procedura tabellare e debba divenire adempimento obbligatorio (eventualmente modificando in tal senso la circolare sulle tabelle).

Inoltre, la delibera definisce nel dettaglio la possibile sfera di impiego dei diversi protagonisti dell’UPP (magistrati onorari, tirocinanti, personale amministrativo).

Per le Procure, l'istituzione dell’ufficio di collaborazione del Procuratore è obbligatoria, anche se, nella prassi, non ha trovato grande riscontro applicativo, nonostante la normativa primaria non ponga limiti alle attività dei tirocinanti anche in tali uffici. Per i VPO, la delibera indica le attività che potranno essere loro affidate.

In relazione alle risorse, la risoluzione indica, quali strumenti utili a facilitare lo sviluppo dell’ufficio per il processo, alcune soluzioni logistiche, una maggiore assistenza tecnica ed informatica, la necessità di una parificazione economica fra giudici onorari destinati all’ufficio del processo (profilo rispetto al quale viene invitato il Ministro della Giustizia ad attivarsi con una modifica legislativa) e quelli che svolgono funzioni di giudici di pace, l’auspicio di destinare borse di studio ai tirocinanti, il potenziamento e la qualificazione professionale del personale amministrativo.

Un ulteriore settore di intervento è la formazione di giudici onorari, tirocinanti e personale amministrativo, attraverso piani specifici di formazione e il contributo delle strutture della formazione decentrata. Per i giudici onorari, inoltre, si suggerisce di far coincidere il magistrato che li segue nel tirocinio con quello cui essi saranno poi affidati.

***

Su proposta della VII Commissione, è stata approvata una delibera che analizza i risultati del monitoraggio in tema di benessere organizzativo e tutela della genitorialità e della salute.

Il punto di partenza – tradotto nelle previsioni della Circolare sulla formazione delle tabelle - è la constatazione che l’adozione di misure organizzative volte a garantire una adeguata qualità della vita professionale e condizioni di lavoro rispettose delle esigenze connesse alla genitorialità e alla malattia incide positivamente sulla produttività dei magistrati e, quindi, in definitiva, sull’efficacia dell’attività giudiziaria nel suo complesso.

Il Consiglio ha, quindi, effettuato un monitoraggio onde verificare quanto previsto negli uffici giudiziari.

Con riferimento alle misure volte a garantire il benessere fisico e psicologico, è emerso che la maggioranza degli uffici si è attivata in tal senso, attraverso strumenti funzionali a valorizzare le competenze dei magistrati all’organizzazione degli uffici, coinvolgendoli nelle relative scelte; a favorire la partecipazione ai progetti di innovazione; a garantire una equa distribuzione dei carichi di lavoro; a risolvere soluzioni conflittuali; alla creazione di strutture volte a migliorare il benese fisico e psicologico (asili nido, biblioteche giuridiche etc.).

Dall’analisi si rileva quindi che – onde ottenere una adeguata qualità della vita professionale negli uffici - va diffondendosi la tendenza ad utilizzare, al momento dell’adozione delle scelte organizzative e al fine di raggiungere gli obiettivi degli uffici stessi, metodi partecipati, mediante riunioni finalizzate all’organizzazione dell’ufficio e al confronto giurisprudenziale, l’istituzione di tavoli tecnici e commissioni per la gestione di settori particolari (digitalizzazione, ufficio del processo, etc.), l’adozione di modelli di provvedimento standardizzati, la costante verifica dei flussi di lavoro.

Nel contempo, però, un significativo dato comune che traspare è la carenza di risorse e mezzi logistici che connota la maggioranza degli uffici, situazione che da un lato determina che molti magistrati lavorino in condizioni disagevoli e dall’altro costituisce un ostacolo all’introduzione di efficaci misure, volte a migliorare la qualità della vita professionale (ad esempio, asili nido etc.).

Con riferimento alla tutela della genitorialità e della salute, dal monitoraggio è risultato che gli strumenti utilizzati incidono, nel settore civile, sul numero di udienze o delle assegnazioni e sulle modalità di celebrazione delle udienze; nel settore penale, inoltre, le misure adottate prevedono, fra le altre, anche l’assegnazione temporanea a funzioni monocratiche e l’esclusione dai turni urgenti.

***

È stata approvata la risoluzione sull’organizzazione degli uffici requirenti minorili, che completa l’assetto organizzativo degli uffici di Procura con una delibera specificamente modulata sulle peculiarità di tali organi: la dimensione distrettuale, le estese competenze nel settore civile, i rapporti con le istituzioni che si occupano dei minori.

La VII commissione, come già per la Circolare sulle Procure, è pervenuta all’elaborazione del testo anche sulla base dell’interlocuzione con i dirigenti degli uffici interessati, così da raccogliere problematiche ed esigenze.

La delibera, quindi, in primo luogo segnala quale soluzione auspicabile quella di inserire nel progetto organizzativo anche gli aspetti connessi ai protocolli di intesa con le procure ordinarie, i giudici civili ordinari, le forze dell’ordine e gli altri enti e istituzioni (ad esempio i servizi sociali e scolastici) coinvolti nelle attività dell’ufficio. Inoltre, quanto al settore penale, nel progetto vanno fornite indicazioni ai sostituti per assicurare uniformità ed omogeneità nelle scelte finalizzate allo sviluppo e recupero del minore. La risoluzione, inoltre, specificamente individua le disposizioni della Circolare generale sugli uffici requirenti applicabili al settore penale delle procure minorili e si pronuncia sulla compatibilità della risoluzione sull’avocazione.

Quanto al settore civile, anche in considerazione del fatto che si tratta di ambito privo di supporti normativi di rango primario, il documento organizzativo deve contenere tutte le previsioni necessarie a garantire l’uniformità dell’azione dell’ufficio, specialmente con riguardo agli aspetti non altrimenti regolamentati dalla legge, attraverso protocolli, linee guida etc. Peculiare attenzione è poi dedicata dalla delibera ai procedimenti ex art. 403 c.c., in cui vengono in rilievo situazioni di disagio dei minori e che, pur se non connotati sempre da attività giurisdizionali in senso stretto, vanno necessariamente inclusi nel progetto organizzativo, sia in funzione dell’esigenza di garantire un’uniforme gestione, sia ai fini della individuazione di flussi e pendenze. Anche per gli affari civili, poi, la risoluzione specifica l’ambito di applicabilità delle disposizioni della circolare generale, con particolare riferimento al visto e alla revoca dell’assegnazione.

Anche la vigilanza su comunità e strutture del distretto deve essere presa in considerazione nel progetto organizzativo, in quanto parte significativa dell’attività dell’ufficio.

Infine, la risoluzione reca indicazioni sui criteri di priorità, i criteri di assegnazione degli affari, i rapporti con le DDA, la pubblicità degli atti dei procedimenti inerenti minori.

***

Conseguentemente all’approvazione della risoluzione sulle procure minorili, è stato individuato nel 31 luglio 2018 il termine per le Procure minorili per adeguare i progetti organizzativi alla Circolare sull’organizzazione degli uffici requirenti e alla risoluzione sugli uffici requirenti minorili.

***

In conseguenza dell’approvazione della risoluzione sulle procure minorili, è stata portata all’attenzione del plenum una modifica alla Circolare sull’organizzazione degli uffici di procura che detta una specifica disciplina per le competenze civili degli uffici requirenti, ordinari e minorili, con riguardo ai criteri di assegnazione degli affari e agli aspetti organizzativi. Nello specifico, poiché la risoluzione sulle procure minorili contiene una approfondita disamina della materia, la scelta del Consiglio è quella di richiamare – nella Circolare generale – le disposizioni contenute in tale risoluzione e di evidenziare la necessità di un costante raccordo fra i gli uffici requirenti ordinari e quelli minorili.

***

Sempre su proposta della Settima commissione, è stata approvata una delibera ricognitiva del lavoro svolto sulle buone prassi. La delibera rappresenta un ulteriore passaggio dell’impegno del CSM nel catalogare e diffondere le buone prassi, attraverso la creazione di archivio delle stesse e un monitoraggio volto alla verifica dell’attualità delle buone prassi così catalogate.

Le direttrici attorno alle quali si è mossa l’attività di raccolta e validazione sono:

  1. la pianificazione della gestione dei carichi di lavoro, lo smaltimento dell’arretrato e la ragionevole durata del processo e altre buone pratiche relative al contenimento della durata del processo ed alla gestione degli affari seriali.
  2. l’assistenza al magistrato e l’Ufficio per il processo.

Su questa base, il CSM ha messo a punto una serie di modelli organizzativi da proporre come riferimento per Tribunali, Corti e Procure. Contemporaneamente, ha predisposto uno schema di manuale per ciascuno di questi modelli, allo scopo di diffondere una metodologia a disposizione degli operatori al fine della loro replicazione.

Il manuale ricognitivo fa riferimento alle esperienze di court management rilevate sul territorio, selezionando 33 modelli, raccolti in 7 ambiti, o macroaree (cooperazione con il territorio, organizzazione del processo civile e penale, assistenza al magistrato, assistenza al cittadino, buone prassi informatiche civili e penali), che delineano l’affermarsi di un nuovo modello di governance degli uffici giudiziari fondata su strumenti idonei a ottenere effettive rilevazioni di flussi e pendenze e strutture di ausilio al lavoro dei magistrati, nell’ottica di attuare i principi del giusto processo, della sua ragionevole durata e il diritto di difesa. Le buone prassi, inoltre, vengono in rilievo anche nella normativa secondaria consiliare, sia fra gli indicatori dell’attitudine direttiva sia come strumento per la pianificazione del lavoro negli uffici.

Per il futuro, il CSM proseguirà l’opera di raccolta delle buone prassi degli uffici, implementando l’ottica della programmazione per obiettivi, e incrementandone la diffusione anche attraverso specifici percorsi di formazione.

***

Il Consiglio, inoltre, facendo seguito alle delibere del 5 luglio e 22 novembre 2017, ha portato a compimento l’attività in materia di linee guida per l’esame preliminare delle impugnazioni e le modalità di redazione dei provvedimenti. L’esigenza di un intervento consiliare nasce dalla necessità di introdurre strumenti idonei a intervenire sulla durata dei processi, atteso che dagli studi statistici emerge come la fase in cui si accumulano maggiori ritardi sia quella dell’impugnazione in appello, che determina un effetto frenante sulla quantità dei procedimenti definiti e sui loro tempi di conclusione. Da qui la volontà del CSM di elaborare delle direttive di carattere generale, partendo dalle esperienze positive maturate in alcune Corti d’Appello, sulle impugnazioni introduttive del giudizio di secondo grado, sia nel processo penale che civile, al fine di razionalizzare il giudizio di appello e individuare criteri di redazione degli atti volti alla chiarezza, completezza e semplicità.

A tal proposito, la delibera individua, anche attraverso l’interlocuzione con il CNF, una serie di buone prassi finalizzate a perseguire i suindicati obiettivi.

Il primo settore di intervento è quello dell’esame preliminare delle cause in appello, attraverso il quale è possibile individuare con celerità il grado di complessità del giudizio, i procedimenti da trattare secondo i criteri di priorità predefiniti, le inammissibilità e i giudizi definibili con rito abbreviato ex art. 281 sexies c.p.c., programmare ruoli e udienze, individuare questioni particolarmente complesse o processi e questioni seriali da trattare in udienze monotematiche, nonché redigere schemi sintetici della vicenda processuale, da condividere con il collegio mediante consolle.

Quanto alla redazione degli atti difensivi, nel rispetto dei principi costituzionali, la delibera - per una razionale gestione del giudizio di appello - individua dei modelli di redazione degli atti difensivi volti a renderli più fruibili, basati su schemi volti a rendere individuabili con chiarezza e immediatezza parti, oggetto del giudizio, i singoli punti del ricorso o della decisone, conclusioni o dispositivo.

Anche gli schemi degli atti così individuati verranno messi a disposizione dei magistrati nella consolle.

Quanto agli atti difensivi, viene approvato un protocollo di intesa fra CSM e CNF per il perseguimento degli obiettivi e l’attuazione delle buone prassi indicati nella delibera.

***

Proseguendo il lavoro in materia di buone prassi nel settore immobiliare, il Consiglio ha approvato una delibera nella quale vengono esposti i risultati di un monitoraggio sull’andamento delle procedure esecutive immobiliari (procedimenti pendenti, procedimenti sopravvenuti, procedimenti trattati). Dai dati raccolti emerge che la tendenza è ad un sostanzioso arretrato, di difficile riassorbimento, che determina una complessiva sofferenza del settore e, quindi un impatto negativo sul sistema economico. Le ragioni possono essere individuate nella carenza delle strutture giudiziarie a fare fronte al crescente numero di procedure esecutive derivanti dalla generale crisi economica. È pertanto necessario individuare le criticità più significative dell’organizzazione degli uffici, quali i tempi di calendarizzazione e trattazione delle cause, per verificare se ed attraverso quali strumenti organizzativi sia possibile migliorare l’efficienza del sistema.

***

Infine, su proposta della Sesta commissione, è stata approvata una delibera con la quale, in risposta ad un quesito, si afferma che i magistrati nominati con DM 3 febbraio 2017 hanno il diritto di elettorato attivo nelle elezioni per il rinnovo del CSM dell’8 e 9 luglio 2018, atteso che al momento dell’indizione delle elezioni era già stata approvata la delibera di conferimento delle funzioni giudiziarie.

 

I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum. Nella sezione concorsi e interpelli, inoltre, saranno disponibili il bando di trasferimento per la corte di appello di Palermo e gli interpelli per il rinnovo di consiglio direttivo di scuole di specializzazione per le professioni legali e per la commissione censuaria centrale.

 

TRASFERIMENTI ORDINARI:

Distretto di Ancona:

  • Giudice tribunale Ascoli Piceno: Barbara Caponetti, attualmente giudice tribunale Gorizia
  • Giudice tribunale Pesaro: Antonella Marrone, attualmente giudice tribunale Ancona

Distretto di Bari:

  • Giudice tribunale Bari: Luigi Lambriola, attualmente giudice tribunale Castrovillari
  • Giudice lavoro tribunale Trani: Luca Caputo, attualmente giudice tribunale Santa Maria Capua Vetere

Distretto di Bologna:

  • Giudice tribunale Bologna: Carmen Giraldi, attualmente giudice tribunale Forlì
  • Giudice lavoro tribunale Bologna: Chiara Zompì, attualmente giudice tribunale Reggio Emilia
  • Sostituto procuratore Bologna: Tommaso Pierini, attualmente giudice tribunale Marsala
  • Giudice tribunale Ferrara:
    • Alessandra Martinelli, attualmente giudice tribunale Rovigo
    • Mauro Martinelli, attualmente giudice tribunale Rovigo
    • Costanza Perri, attualmente giudice tribunale Rimini

Distretto di Campobasso:

  • Giudice tribunale Campobasso: Veronica D’Agnone, attualmente giudice tribunale Larino

Distretto di Catania:

  • Giudice tribunale Catania: Rita Nicosia, attualmente giudice tribunale Caltagirone
  • Giudice tribunale Siracusa: Salvatore Palmeri, attualmente giudice tribunale Caltanissetta

Distretto di Catanzaro:

  • Giudice lavoro tribunale Catanzaro: Francesco Aragona, attualmente giudice tribunale Lamezia Terme
  • Giudice tribunale Cosenza:
    • Margherita Letizia Benigno, attualmente giudice tribunale Castrovillari
    • Francesca Familiari, attualmente giudice tribunale Crotone
    • Maria Giovanna De Marco, attualmente giudice tribunale Castrovillari
    • Mariarosaria Savaglio, attualmente giudice tribunale Reggio Calabria
  • Giudice tribunale Crotone: Elvezia Antonella Cordasco, attualmente giudice tribunale Castrovillari

Distretto di L’Aquila:

  • Giudice tribunale minorenni L’Aquila: Roberto Ferrari, attualmente giudice tribunale L’Aquila
  • Giudice tribunale Avezzano: Daria Lombardi, attualmente giudice tribunale L’Aquila
  • Giudice lavoro tribunale Avezzano: Antonio Stanislao Fiduccia, attualmente giudice tribunale Rimini
  • Giudice tribunale Pescara: Cleonice Gabriella Cordisco, attualmente giudice tribunale Lanciano
  • Giudice tribunale Teramo: Ninetta D’Ignazio, attualmente giudice tribunale Catanzaro

Distretto di Messina:

  • Giudice tribunale Messina:
    • Simona Monforte, attualmente giudice tribunale Palmi
    • Rita Sergi, attualmente giudice tribunale Patti

Distretto di Lecce:

  • Giudice tribunale Lecce:
    • Antonio Barbetta, attualmente giudice tribunale Crotone
    • Manuela Pellerino, attualmente sostituto procuratore Brindisi
    • Caterina Stasi, attualmente giudice tribunale Taranto
  • Magistrato sorveglianza Lecce: Ivan Madaro, attualmente giudice tribunale Taranto
  • Giudice tribunale Brindisi: Anna Guidone, attualmente giudice tribunale Sciacca
  • Giudice lavoro tribunale Brindisi:
    • Emanuela Foggetti, attualmente magistrato sorveglianza Lecce
    • Piero Primiceri, attualmente giudice tribunale Matera

Distretto di Firenze:

  • Giudice tribunale Firenze:
    • Fabio Gugliotta, attualmente giudice tribunale Barcellona Pozzo di Gotto
    • Laura Maione, attualmente giudice tribunale Pistoia
    • Alessio Innocenti, attualmente giudice tribunale Siena
    • Federico Zampaoli, attualmente giudice tribunale Catanzaro
    • Cristian Soscia, attualmente giudice tribunale Siena
  • Giudice lavoro tribunale Livorno: Federica Manfrè, attualmente giudice tribunale Fermo
  • Giudice tribunale Lucca: Alessandro Trinci, attualmente giudice tribunale Massa
  • Giudice lavoro tribunale Prato: Cristina Mancini, attualmente giudice tribunale Prato
  • Giudice tribunale Siena:
    • Michele Moggi, attualmente giudice tribunale Perugia
    • Chiara Minerva, attualmente giudice tribunale Macerata

Distretto di Milano:

  • Giudice tribunale Milano:
    • Massimo Baraldo, attualmente sostituto procuratore Reggio Calabria
    • Patrizia Nobile, attualmente giudice tribunale Busto Arsizio
    • Alessandra Cecchelli, attualmente giudice tribunale Torino
    • Gian Piero Vitale, attualmente giudice tribunale Torre Annunziata
    • Sara Cipolla, attualmente giudice tribunale Busto Arsizio
    • Luca Agostini, attualmente giudice tribunale Parma
    • Debora Angela Ferrara, attualmente giudice tribunale Napoli Nord
    • Mauro Pacifico, attualmente giudice tribunale Teramo
    • Tommaso Perna, attualmente giudice tribunale Siracusa
    • Giovanna Taricco, attualmente giudice tribunale Vibo Valentia
    • Valeria Recaneschi, attualmente giudice tribunale Busto Arsizio
    • Lorenza Pasquinelli, attualmente giudice tribunale Lodi
    • Francesca Avancini, attualmente giudice tribunale Teramo
    • Roberta Sperati, attualmente giudice tribunale Varese
    • Francesco Pipicelli, attualmente giudice tribunale Biella
    • Rosa Grippo, attualmente giudice tribunale Barcellona Pozzo di Gotto
    • Olivia Condino, attualmente giudice tribunale Varese
  • Giudice lavoro tribunale Milano: Claudia Tosoni, attualmente giudice tribunale Vercelli
  • Giudice tribunale minorenni Milano:
    • Paola Ortolan, attualmente giudice tribunale Milano
    • Emanuela Rossi, attualmente giudice tribunale Milano
  • Sostituto procuratore Busto Arsizio: Stefania Brusa, attualmente sostituto procuratore Imperia
  • Giudice tribunale Como:
    • Massimo Mercaldo, attualmente giudice tribunale Lecco
    • Emanuele Quadraccio, attualmente giudice tribunale Barcellona Pozzo di Gotto
  • Giudice tribunale Monza: Marco Formentin, attualmente giudice tribunale Milano

Distretto di Napoli:

  • Giudice tribunale Napoli:
    • Diego Vargas, attualmente giudice lavoro tribunale Napoli
    • Giovanni De Angelis, attualmente giudice tribunale Torre Annunziata
    • Francesco Paolo De Feo, attualmente giudice tribunale Avellino
    • Giuseppe Sepe, attualmente giudice tribunale Nola
    • Guglielmo Manera, attualmente giudice tribunale Castrovillari
    • Fabrizio Finamore, attualmente giudice tribunale Napoli Nord
    • Maria Laura Ciollaro, attualmente giudice tribunale Torre Annunziata
    • Marco Carbone, attualmente giudice tribunale Nola
    • Edmondo Cacace, attualmente giudice tribunale Santa Maria Capua Vetere
    • Marco Pugliese, attualmente giudice tribunale Santa Maria Capua Vetere
    • Flora Vollero, attualmente giudice lavoro tribunale Santa Maria Capua Vetere
    • Manuela Robustella, attualmente giudice tribunale Santa Maria Capua Vetere
    • Rosamaria De Lellis, attualmente giudice tribunale Lagonegro
  • Magistrato sorveglianza Napoli: Elvira Castelluzzo, attualmente consigliere corte appello Napoli
  • Giudice lavoro tribunale Napoli Nord:
    • Raffaela Sorrentino, attualmente giudice tribunale Vibo Valentia
    • Federica Izzo, attualmente giudice tribunale Palmi
  • Giudice tribunale Avellino:
    • Lucio Galeota, attualmente giudice tribunale Napoli
    • Marcello Rotondi, attualmente Consigliere corte appello Napoli
    • Gilda Zarrella, attualmente giudice tribunale Napoli Nord
  • Giudice tribunale Benevento:
    • Vincenzo Landolfi, attualmente giudice tribunale Avellino
    • Grazia Maria Monaco, attualmente giudice tribunale Vibo Valentia
  • Giudice tribunale Nola:
    • Fortuna Basile, attualmente giudice tribunale Lagonegro
    • Teresa Valentino, attualmente giudice tribunale Lagonegro
    • Dora Tagliaferro, attualmente giudice tribunale Lagonegro

Distretto di Roma:

  • Sostituto procuratore Latina: Andrea D’Angeli, attualmente giudice tribunale Trani
  • Email