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Brevi dal plenum

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10 maggio 2018

Brevi dal plenum

Il plenum, nelle sedute del 9 maggio 2018, ha provveduto a coprire numerosi posti vacanti.

Uffici direttivi:

  • Presidente tribunale minorenni Catanzaro: nominata la dott.ssa Teresa Chiodo, attualmente consigliere corte appello Catanzaro
  • Procuratore generale Caltanissetta: nominata la dott.ssa Lia Sava, attualmente procuratore aggiunto Caltanissetta
  • Procuratore Tempio Pausania: nominato il dott. Gregorio Capasso, attualmente sostituto procuratore Latina

Uffici semidirettivi:

  • Presidente sezione tribunale Bari: nominato il dott. Antonio Diella, attualmente presidente aggiunto sezione GIP tribunale Bari
  • Presidente sezione tribunale Foggia: nominata la dott.ssa Filomena Mari, attualmente giudice tribunale Foggia
  • Presidente sezione tribunale Palermo: nominato il dott. Fabrizio La Cascia, attualmente giudice tribunale Palermo
  • Presidente sezione tribunale Latina: nominato il dott. Gian Luca Soana, attualmente giudice tribunale Roma
  • Presidente sezione tribunale Catania: nominata la dott.ssa Gabriella Larato, attualmente giudice tribunale Catania
  • Procuratore aggiunto Bolzano: nominato il dott. Axel Bisignano, attualmente sostituto procuratore Bolzano
  • Presidente sezione tribunale Trapani: nominato il dott. Enzo Agate, attualmente consigliere corte appello Palermo
  • Presidente sezione tribunale Catania: nominato il dott. Francesco Cardile, attualmente consigliere corte appello Catania
  • Presidente sezione corte appello Taranto: nominato il dott. Pietro Genoviva, attualmente giudice tribunale Taranto
  • Presidente sezione corte appello Catania: nominata la dott.ssa Rosa Anna Castagnola, attualmente presidente sezione tribunale Catania

Collocamenti fuori ruolo:

  • dott. Luciano D’Angelo: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo presso la Corte costituzionale, servizio studi

 

La seduta antimeridiana del 9 maggio si è aperta con il ricordo di Aldo Moro, Peppino Impastato e di tutti i magistrati vittime del terrorismo. Il 9 maggio difatti è la giornata dedicata alla memoria di tutte le vittime del terrorismo. Il Consiglio Superiore della Magistratura celebra il ricordo dei magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie, attraverso il volume curato nel 2011 dal titolo Nel loro segno, che contiene le biografie dei martiri della giustizia, nonché attraverso la sezione “Per non dimenticare” del sito, incrementata periodicamente mediante il recupero e la pubblicazione degli atti contenuti nei fascicoli personali dei magistrati caduti per servizio nonché delle sentenze emesse nei processi celebrati per i relativi omicidi, e che attualmente contiene la testimonianza della vita professionale di Bruno Caccia, Guido Galli, Gian Giacomo Ciaccio Montalto, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino. Inoltre, il Consiglio rende omaggio alle vittime dell’estremismo attraverso la raccolta e diffusione di molti atti giudiziari relativi agli omicidi ed alle stragi che hanno segnato i passaggi più delicati della storia repubblicana - come l’omicidio di Peppino Impastato o le stragi di Piazza della Loggia, di piazza Fontana o del 2 agosto 1980... -, atti disponibili nella sezione "Giurisdizione e società”.

 

Su proposta della Settima commissione, sono state approvate le linee guida in tema di organizzazione e buone prassi per la trattazione dei procedimenti penali per violenza di genere e domestica. La delibera rappresenta uno dei punti culminanti del percorso intrapreso dal Consiglio su una materia che vede una enorme recrudescenza di fatti di reato, che hanno quindi reso necessario un intervento del CSM volto a promuovere le buone prassi organizzative al fine di rendere più efficiente ed efficace la risposta giurisdizionale.

Attraverso un monitoraggio, è stato analizzato l’assetto organizzativo degli uffici giudiziari, al fine di verificare la presenza di gruppi o sezioni specializzate, di protocolli con organismi esterni, di strumenti volti a ridurre i tempi di trattazione dei procedimenti.

Più specificamente, con riferimento all’organizzazione degli uffici requirenti, il punto di partenza è la constatata necessità di un approccio “specialistico” ai procedimenti per violenza di genere, che consente lo sviluppo di prassi investigative efficaci e il consolidamento di un background di conoscenze non solo giuridiche, così da consentire alle autorità inquirenti un migliore vaglio sulla fondatezza della notitia criminis, anche in funzione preventiva di eventuali escalation, e un più corretto rapporto con la vittima. Si rileva, quindi, che l’assetto organizzativo migliore coincida con la costituzione di dipartimenti/gruppi di lavoro specializzati, valorizzando le specifiche attitudini dei singoli magistrati in fase di assegnazione a tali raggruppamenti. A tal fine, il Consiglio reputa necessaria di una puntuale formazione da parte della Scuola superiore, necessità ancor più marcata per quegli uffici di ridotte dimensioni ove non è possibile la costituzione di gruppi di lavoro specializzati.

Quanto alle tipologie di reato, ferma restando l’autonomia organizzativa dei procuratori, le indicazioni contenute nella delibera vanno nel senso di allargare la sfera dei reati a tutti quelli contro la libertà sessuale e la famiglia, il femminicidio, la prostituzione minorile, i maltrattamenti, la pedopornografia, nonché quelli ex artt. 583 bis, 591, 593 bis e ter, 574 e 574 bis, 609 undecies, 414 bis c.p.

La stessa esigenza di specializzazione si pone per gli uffici giudicanti, per una migliore gestione della delicata fase dibattimentale. Viene quindi auspicata la creazione di sezioni specializzate in materia, o comunque di gruppi di lavoro nell’ambito della sezione o, infine, l’assegnazione ai collegi predeterminati con giudici specializzati.

Inoltre, attesa la complessità e delicatezza di tali procedimenti, si segnala l’opportunità di introdurre strumenti correttivi di riequilibrio rispetto alle pendenze medie sui ruoli.

Ovviamente, il criterio della specializzazione dovrebbe connotare anche la fase in cui è previsto l’intervento del GIP o del GUP, cui sono demandati incombenti delicati quali l’incidente probatorio per le vittime vulnerabili, o la definizione del giudizio mediante riti speciali.

Per quanto concerne i magistrati onorari, cui spesso sono affidati i procedimenti monocratici, è emersa la necessità di potenziarne la formazione, anche decentrata, e di garantire, ove possibile, una forma di specializzazione anche per costoro.

Altra positiva prassi organizzativa è l’utilizzo dello strumento processuale di cui all’art. 132 bis att. c.p.p., che consente corsie preferenziali per la trattazione dei procedimenti per violenza di genere e domestica.

In questa prospettiva, è auspicabile un’intesa fra gli uffici giudicanti e requirenti per un coordinamento e raccordo nell’individuazione dei criteri di priorità e nella scelta degli incombenti processuali più adeguati a garantire la protezione della vittima.

In parzialmente diversa ottica, la delibera si concentra sulle prassi virtuose che consentono a magistratura e forze di polizia di riconoscere gli indici sintomatici della violenza di genere e di garantire alla vittima una protezione efficace al di là dell’applicazione di misure cautelari.

In proposito, vanno valorizzati i protocolli operativi che garantiscono la specializzazione delle forze di polizia, un efficace coordinamento delle stesse con l’autorità giudiziaria, onde prevenire i rischi per la vittima, un’accurata attività di raccolta delle notizie di reato, la previsione – nelle Procure – di un c.d. “turno violenza”; l’adozione di strumenti ed accorgimenti – in fase investigativa e dibattimentale – tali da evitare danni emotivi alle vittime (si pensi alle modalità di ascolto della vittima, che – per il trauma psicologico subito – può avere bisogno della presenza di esperti in psicologia o psichiatria che supportino gli inquirenti). Sotto il profilo della protezione della vittima, si auspica poi la diffusione di informazioni complete, comprensibili e chiare alle potenziali vittime di violenza.

Ulteriori profili rilevanti riguardano l’opportunità di un coordinamento con la magistratura minorile, i giudici civili, le reti antiviolenza, i presidi sanitari e i servizi sociali, onde mettere a disposizione della magistratura tutti gli strumenti utili a prevenire i reati o, comunque, a fornire protezione e supporto alle vittime.

 

Su iniziativa della Settima commissione, sono state approvate le linee guida relative all'attuazione della banca dati della giurisprudenza di merito, nell’ambito di Italgiureweb, facendo così seguito alla delibera del 31 ottobre 2017.

Punto di partenza è stata la constatazione della rilevanza di una osmosi conoscitiva fra le statuizioni della Corte di legittimità e gli arretes dei giudici di merito, specialmente per i settori in cui si registrano interventi legislativi innovativi, che rendono necessaria la circolarità delle informazioni sui percorsi interpretativi dei diversi organi giudiziari rispetto al novum.

A tal fine, la delibera – sulla base dell’elaborazione del gruppo di lavoro costituito presso il CSM – individua in primo luogo i criteri di selezione della giurisprudenza di merito da inserire nel database, sulla base delle suindicate linee di fondo:

  • decisioni aventi ad oggetto disposizioni (anche comunitarie) di nuova introduzione, o che costituiscano orientamenti innovativi della Suprema Corte o delle corti sovranazionali o, infine, applicazione di pronunce della Corte costituzionale
  • decisioni vertenti su materie non oggetto di sentenze della Cassazione (in tal caso, la selezione deve tenere in considerazione la presenza nell’archivio di provvedimenti dello stesso distretto, sulla medesima materia e di analogo tenore)
  • decisioni su questioni particolarmente rilevanti
  • decisioni di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE.

Vengono quindi individuati nel dettaglio i provvedimenti civili e penali acquisibili e vengono delineate le regole da osservare per garantire il trattamento dei dati contenuti nei provvedimenti rispetto della privacy (anonimizzazione dei provvedimenti e garanzie tecniche a tutela della riservatezza).

Infine, vengono stabilite le modalità di raccolta dei provvedimenti, attraverso apposite strutture distrettuali, i referenti distrettuali per gli archivi di merito (inquadrati nell’ambito dell’ufficio distrettuale dell’innovazione).

 

 

 

I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum. Nella sezione concorsi e interpelli, inoltre, sarà disponibile nei prossimi giorni l’interpello per i posti di referente distrettuali per l’archivio di merito.

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