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Anno Giudiziario: il Presidente Mattarella alla cerimonia solenne in Cassazione

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26 gennaio 2017

Anno Giudiziario: il Presidente Mattarella alla cerimonia solenne in Cassazione
cerimonia Anno Giudiziario 2017 in Cassazione

Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è svolta presso la Suprema Corte di Cassazione l’Assemblea generale, pubblica e solenne, per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2017.  

Cerimonia che il Primo Presidente, Giovanni Canzio, ha voluto dedicare quest’anno alla memoria del suo predecessore alla Suprema Corte, Giorgio Santacroce, recentemente scomparso.

E' stata anche l'occasione per il consueto bilancio sul funzionamento del sistema giudiziario. “La Corte  - ha sottolineato il Primo Presidente Canzio - ha avviato un serio percorso di autoriforma, ispirato a una logica di semplificazione, accelerazione e razionalizzazione dei modelli procedimentali, mettendo in campo una serie di misure organizzative con riguardo agli snodi decisivi del giudizio di legittimità”.  

Per quanto riguarda il settore penale, il Primo Presidente della Cassazione ha auspicato che si arrivi presto ad un’approvazione della  “riforma del processo penale”, seppure il disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è fermo da oltre un anno in Senato. Un testo di riforma questo - ha aggiunto Canzio - che “per la parte che riguarda le impugnazioni reca incisive modifiche quanto all’esclusione del ricorso personale dell’imputato, ai limiti della ricorribilità avverso il patteggiamento e alla semplificazione della procedura d’inammissibilità, così mirando a preservare  la Corte  da un evidente dispendio di risorse e a rafforzarne la funzione nomofilattica”.

Le "distorsioni del processo mediatico” sono state stigmatizzate dal Presidente Canzio che, anzi, ha sollecitato la “necessità e l’urgenza dell’intervento riformatore, diretto a restaurare le linee fisiologiche del giusto processo, ridando respiro, a fronte delle aspettative di giustizia, alla ricostruzione probatoria del fatto e all’accertamento della verità nel giudizio, secondo criteri di efficienza, ragionevole durata e rispetto delle garanzie”.

Nel suo intervento, anche il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, ha sottolineato come “l’inefficienza e i tempi lunghi del rendere giustizia possono, purtroppo, produrre conseguenze inaccettabili”. “In mancanza di processi tempestivi – ha spiegato Legnini - l’ipotesi dell’accusa penale, spesso, rimane troppo a lungo l’unica verità sul campo. E ciò produce un danno al cittadino indagato, alle stesse vittime e alla fiducia collettiva in una giustizia eguale per tutti”.

“La grande scommessa, e non da oggi – ha detto ancora il Vice Presidente del CSM - è dunque quella dei tempi del processo poiché una giustizia che arriva troppo tardi è ingiusta per definizione. Nel rapporto tra tempo e processo, dunque, si situa una grande battaglia di civiltà la cui posta in palio sono i diritti fondamentali e la credibilità del giudice. Mi auguro – ha concluso -  che questo Parlamento possa individuare le priorità per provvedere all'approvazione delle riforme organiche del processo penale, del processo civile, del diritto di risoluzione delle crisi di impresa; l’avanzata fase di esame di tali provvedimenti legislativi impone di non frustrare un'attesa che dura da troppi anni”.

Infine, nell'affrontare il tema della fuga di notizie su indagini in corso, il Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione, Pasquale Ciccolo, ha definito la questione “grave perché rischia di ledere il principio costituzionale di non colpevolezza”.

 

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