Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella sezione note legali.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Delibere del CSM di interesse internazionale

Problematiche relative alla nuova formulazione dell’art. 2 Legge Guarentigie

L’art. 2 del Regio Decreto Legislativo n. 511/1946 (c.d. “legge sulle guarentigie della magistratura”) prevede, tra l’altro, che i magistrati ordinari - i quali, di regola, non  possono  essere  trasferiti ad altra sede o destinati ad altre funzioni, se non col loro consenso – “tuttavia possono,  anche  senza  il  loro  consenso, essere trasferiti ad altra sede o destinati ad altre funzioni … quando, per qualsiasi causa indipendente da loro colpa non possono, nella sede occupata, svolgere le  proprie  funzioni con piena indipendenza e imparzialità”.

La norma appena riportata è stata modificata dal decreto legislativo 23 febbraio 2006 n. 109, che ha diversamente delineato, rispetto al passato, il presupposto del trasferimento d'ufficio, oggi esclusivamente riferito alle cause indipendenti da colpa del magistrato, mentre, invece, i comportamenti colpevoli trovano sanzione, anche attraverso il trasferimento d’ufficio, nella distinta sede disciplinare.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, preso atto della modifica normativa, ha adattato la propria disciplina interna, a partire dalle informative ad esso indirizzate – in relazione, ad esempio, a procedimenti penali che coinvolgono magistrati ordinari – che sono funzionali ad acquisire elementi conoscitivi tali da consentire una completa individuazione dei profili della fattispecie concreta e, dunque, da accertare l’eventuale sussistenza dell'impossibilità di svolgere le funzioni del magistrato nelle condizioni richieste dall'art. 2 legge guarentigie derivante o meno da una «causa incolpevole».

La risoluzione esamina, poi, l’incidenza del nuovo assetto normativo sull’attività della Prima Commissione referente del C.S.M., competente a valutare la situazione di incompatibilità, e le interconnessioni con attività e competenze delle altre articolazioni consiliari.