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Delibere del CSM di interesse internazionale

Nuova circolare sugli incarichi extragiudiziari

E’ l’atto normativo mediante il quale il C.S.M. disciplina lo svolgimento, da parte dei magistrati ordinari professionali, di attività diverse dall’esercizio delle funzioni giurisdizionali e, in specie, dei cc.dd. “incarichi extragiudiziari”, attività compatibili con l’ordinario servizio giudiziario - in quanto non comportanti un collocamento fuori ruolo o un esonero totale dall’attività giudiziaria - conferiti ai magistrati da enti pubblici o privati, anche di natura internazionale.

La ratio sottesa alla circolare consiste nella ricerca del giusto contemperamento tra l’interesse del magistrato alla libera esplicazione della propria personalità e quello all’esplicazione in totale indipendenza della funzione giudiziaria, giacché lo svolgimento di talune attività extragiudiziarie può pregiudicare gravemente la credibilità e il prestigio del magistrato e, di riflesso, dell’ordine giudiziario.  

La circolare, prendendo le mosse dalle norme di legge di ordinamento giudiziario e da quelle applicabili alla generalità dei pubblici  dipendenti, individua tre fondamentali categorie nelle:

  1. attività liberamente esercitabili dal magistrato (tra cui, ad esempio, quelle che costituiscono espressione di diritti fondamentali, quali la libertà di manifestazione scritta e verbale del pensiero, di associazione, di esplicazione della personalità);
  2. attività radicalmente vietate (i magistrati non possono, ad esempio, svolgere attività o atti di consulenza consistenti in prestazioni abitualmente fornite da liberi professionisti);
  3. attività soggette ad autorizzazione da parte del C.S.M. (quale, ad esempio, la partecipazione retribuita a convegni o seminari).

Il rilascio dell’autorizzazione presuppone la presenza di talune condizioni che sono determinate in  ragione di vari fattori: così, ad esempio, gli incarichi conferiti da enti pubblici sono assoggettati ad una disciplina meno rigorosa di quelli conferiti da soggetti privati, per i quali il C.S.M. verifica:

a) se sussista un effettivo ed obiettivo interesse pubblico all’espletamento dell’incarico;

b) che siano escluse situazioni pregiudizievoli, anche solo potenzialmente, per l’immagine di imparzialità del magistrato e per il prestigio della magistratura.

La procedura di autorizzazione dipende dalla natura dell’incarico e dal complesso delle attività svolte in un determinato periodo di tempo dal magistrato, prevedendosi, nei casi in cui la valutazione è più agevole, una procedura semplificata.

Regole più restrittive sono previste per gli incarichi dei dirigenti degli uffici giudiziari, mentre, al contrario, con maggior favore sono considerati quelli da svolgersi presso la Scuola Superiore della Magistratura.

L’elenco degli incarichi autorizzati ai magistrati ordinari è pubblicato sul sito Internet del C.S.M. ed aggiornato con cadenza semestrale.