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Delibere del CSM di interesse internazionale

Linee programmatiche sulla formazione e l'aggiornamento professionale dei magistrati per l'anno 2016

Il  Decreto Legislativo 30 gennaio 2006, n. 26, modificato dalla Legge 30 luglio 2007, n. 111, ha definito il contesto normativo e l’ambito dei compiti rispettivi del Consiglio superiore della magistratura e della Scuola superiore della magistratura nella materia della formazione e dell’aggiornamento professionale dei magistrati.  Sulla base del vigente assetto normativo  il C.S.M. deve procedere annualmente  all’elaborazione delle ‘Linee programmatiche’ relative all’attività di formazione permanente e di aggiornamento professionale.

La risoluzione in esame  muove dalla considerazione che per ogni magistrato la formazione costituisce una delle condizioni della legittimazione del suo operato e della sua indipendenza, sicché essa deve essere diretta non solo ad assicurare l’acquisizione ed il mantenimento di una adeguata preparazione tecnico-giuridica ma anche a rafforzare la consapevolezza del ruolo e degli effetti del proprio agire, favorendo la connessione tra conoscenze teoriche, pratiche, e deontologiche, che dovrebbero  aggiungersi  a quelle derivanti dal lavoro quotidiano.

Le linee guida elaborate per il 2016 attengono a tre diversi settori di intervento:

a) Metodologie:

La delibera in esame  prevede che le iniziative di formazione siano ispirate alla “flessibilità” degli strumenti didattici. Alla relazione frontale deve accompagnarsi la utilizzazione di metodi formativi dialogici, quali ad esempio: il c.d. “dibattito guidato” (finalizzato a mettere a fuoco esperienze, approcci ermeneutici o protocolli condivisibili per realtà omogenee, attraverso l’illustrazione sintetica, da parte del relatore, di specifiche questioni per sollecitare l’intervento dei partecipanti, rapido e informale su ogni singolo punto, per poi passare agilmente al punto successivo); il laboratorio di autoformazione (adattabile a gruppi di lavoro ristretti, sotto la guida di un “metodologo” o di un esperto nel settore della formazione ed organizzazione, per analizzare singoli settori dell’esperienza giuridico-professionale ed elaborare criteri ed orientamenti per la gestione dei casi critici); la simulazione di casi o la discussione in ordine a vicende giudiziarie specifiche.

Si stabilisce, inoltre,  che sia rafforzato  l’impiego di strumenti di supporto virtuale e l’utilizzo dello strumento della ripresa audiovisiva ed il maggiore utilizzo di  modalità di insegnamento telematiche, quali la teleconferenza.

b) Pari opportunità di accesso ai corsi

La selezione dei partecipanti dovrà fondarsi, principalmente, sul criterio territoriale e su quello della funzione concretamente esercitata dai richiedenti. In tale prospettiva dovranno essere  indicate le percentuali dei partecipanti tra magistrati di merito e magistrati di legittimità ovvero tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti.

Si stabilisce che dovrà essere garantita la pari opportunità di accesso ad ogni evento formativo, anche prevedendo la preferenza di coloro che siano stati assenti dagli uffici per l’assolvimento di doveri di cura verso la propria persona o verso componenti del nucleo familiare.

c) Criteri di selezione del corpo docente

La selezione del corpo docente dovrà avvenire suddividendoli  per categorie professionali e per materie di interesse, tenuto conto delle diverse sensibilità culturali dei docenti e, quindi, cercando il giusto equilibrio tra esigenze della didattica , la varietà delle opinioni e  la rotazione e del corpo docente.

Si chiede che vi sia un coinvolgimento adeguato dei magistrati quali docenti, rimarcando che tale impegno rientra nei doveri di ufficio.

Si sollecita il reclutamento di esperti di scienza della formazione, non solo per i  corsi di formazione dei formatori, ma anche per una preventiva interlocuzione degli stessi con gli organi della Scuola nella fase di predisposizione dei programmi.

d) Indicazioni operative

Le indicazioni operative si articolano, in sintesi, sui seguenti punti:

1. Formazione ed autoformazione dei magistrati. Si prevede il coinvolgimento dei magistrati nei processi di formazione ed autoformazione. Nelle attività di formazione un’attenzione crescente dovrà essere dedicata ai temi ordinamentali e ai profili deontologici dell’attività dei magistrati. 2.. Il pluralismo culturale e l’apertura a saperi diversi. Nei corsi, devono essere garantiti il “pluralismo culturale” e l’“apertura a saperi diversi”. Deve essere favorito un confronto reale tra i relatori, per sviluppare  una consapevolezza critica e sistematica dello strumento giuridico utilizzato e delle scelte operate. Deve essere, inoltre favorita, l’apertura a saperi diversi, anche  propri di altre culture, assicurando al magistrato le  basi di conoscenza che gli consentano di essere  consapevole delle potenzialità e dei limiti delle diverse discipline che possono essergli di ausilio nell’espletamento della sua funzione. Al fine di evitare il rischio sempre incombente di una formazione ‘chiusa’ dei magistrati, perché sostanzialmente ‘autoreferenziale’, si dovrà aver cura di sviluppare un costante dialogo mirato alla conoscenza dei punti di vista sulla giustizia, sui suoi servizi e sulle sue stesse criticità, di altri operatori nei diversi campi giuridici e giudiziari (avvocati; docenti e ricercatori universitari), ma anche in altri e diversi ambiti scientifici variamente connessi ai saperi giuridici.  3. L’omogeneità territoriale della formazione. La ripartizione dei partecipanti ai corsi deve avvenire con modalità tali da salvaguardare, quale valore irrinunciabile, l’omogeneità qualitativa della formazione ed il confronto costante tra prassi interpretative formatesi in distretti ed in realtà territoriali tra loro differenti, delle quali dovrà, dunque, essere sempre assicurata un’adeguata rappresentanza. 4. La formazione per le funzioni specialistiche. Una particolate attenzione dovrà essere prestata alla formazione dei magistrati con funzioni specializzate (quali quelli del minorile, della sorveglianza, del lavoro) o con funzioni specialistiche (quali quelli assegnati alla sezione fallimentare o dell’esecuzione, a quella dei gip-gup, ai magistrati che operano in grado di appello o in sede di legittimità), con iniziative dirette a  favorire  il raccordo tra le varie funzioni giurisdizionali e le relative esperienze. 5. La formazione ‘multilivello’. Si chiede la  realizzazione di corsi multilivello, che tengano conto dei diversi livelli di formazione (avanzata, iniziale, etc.) e della differente specializzazione dei discenti. Si chiede, inoltre, che sia prevista l’organizzazione di più corsi, a distanza di tempo, per gli stessi discenti,  al fine di favorire il graduale, maggiore, approfondimento dei temi in precedenza loro sottoposti.

e)  Temi da trattare nei corsi

La delibera in esame indica i seguenti temi prioritari da affrontare: deontologia , ordinamento giudiziario e organizzazione degli uffici, uso delle nuove tecnologie, formazione europea e linguistica, la formazione dei capi degli uffici.

E’  raccomandata  l’attenzione ad una formazione interdisciplinare e quindi, ai temi dell’arte di giudicare, dell’etica del giudice, del ragionamento giuridico, della discrezionalità del giudice, della tecnica della motivazione, dei rapporti tra scienza e giurisdizione , della comunicazione ,  del multiculturalismo. 

La Scuola Superiore della Magistratura  è, inoltre,  invitata a porre particolare attenzione ai temi dei rapporti tra magistratura e globalizzazione economica e giuridica e del rapporto tra attività giurisdizionale e dati tecnico-scientifici