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Mandato e funzioni

Le funzioni del CSM sono previste dalla Costituzione (artt. 104 ss.), che stabilisce che la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere dello Stato (cioè quello legislativo ed esecutivo) e disciplina il CSM, l’organo, cioè, chiamato a garantire questa autonomia e questa indipendenza.

Ciò avviene affidando esclusivamente al CSM l’adozione di tutte le decisioni che riguardano la vita professionale del magistrato e, più in generale, l’amministrazione della giustizia. Il Consiglio decide quindi su tutti gli aspetti della vita professionale del magistrato:

- l’accesso e il tirocinio

- le progressioni in carriera (le c.d. valutazioni di professionalità)

- la formazione

- lo svolgimento di incarichi extragiudiziari

- i trasferimenti ad altra sede o altre funzioni

- il collocamento fuori del ruolo organico

- la nomina a incarichi direttivi (o semidirettivi)

- le assenze e i congedi

- il collocamento a riposo

- l’irrogazione di sanzioni disciplinari.

Le nomine dei dirigenti degli uffici sono l’unico caso in cui il Ministro della Giustizia interviene nel procedimento, esprimendo il “concerto”, una sorta di parere necessario sul magistrato individuato dal Consiglio. Ciò si giustifica perché, secondo l’art. 110 Cost., il Ministro della Giustizia è competente per l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Pertanto, poiché i dirigenti degli uffici giudiziari hanno notevoli poteri in materia organizzativa, è coerente che il Ministro della Giustizia possa esprimere la propria valutazione.

Inoltre, il CSM ha rilevanti poteri in materia di organizzazione degli uffici e informatica giudiziaria, poiché – ferme restando le competenze del Ministro della giustizia – stabilisce le regole generali, oggettive e predeterminate, per l’assegnazione dei giudici alle sezioni e dei procedimenti ai singoli giudici, così tutelando l’autonomia del giudice da interferenze esterne e il principio costituzionale della precostituzione del giudice (art. 25 Cost.).

Infine, il CSM ha il potere di dare pareri al Ministro della Giustizia (su richiesta dello stesso) sugli atti normativi all’esame del Parlamento e di formulare proposte di legge a quest’ultimo. Deve, ovviamente, trattarsi di materie direttamente o indirettamente connesse all’ordinamento giudiziario e al funzionamento della giustizia.

Il CSM svolge le funzioni sopra indicate sia per i magistrati ordinari sia per quelli onorari.

La particolare collocazione del CSM nell’ambito dei rapporti fra poteri dello Stato ha come conseguenza che il Consiglio stesso non rientra nel novero delle pubbliche amministrazioni che fanno capo al Governo dello Stato o delle regioni.

Gli atti del CSM

Il CSM, accanto alle delibere relative ai singoli magistrati, ha il potere di adottare atti (para)normativi di carattere generale:

- il regolamento interno e il regolamento di amministrazione e contabilità, con il quale il Consiglio esercita la propria autonomia, autodisciplinando la propria attività, anche con riferimento ai profili economici e finanziari.

- il regolamento di disciplina del personale, che regola il contratto di lavoro subordinato dei dipendenti del CSM in maniera autonoma rispetto al pubblico impiego

- il regolamento per il tirocinio dei magistrati, che disciplina durata e modalità dello stesso

- le circolari, che fissano i criteri e le regole generali che disciplinano l’attività del Consiglio in una determinata materia

- le risoluzioni e le direttive, delibere di carattere generale che fissano principi o propongono linee guida o orientamenti interpretativi.

L’organizzazione del CSM

Su ognuna delle materie di propria competenza (fatta salva quella disciplinare, che segue un autonomo procedimento, di natura giurisdizionale), il CSM decide con un procedimento di tipo amministrativo.

Le Commissioni referenti

Le Commissioni sono organi composti da 6 consiglieri (fatte salve la Commissione per il bilancio e la Commissione verifica titoli, che ne hanno 3), che cambiano annualmente (ad eccezione della II Commissione, della Commissione per il bilancio e della Commissione verifica titoli).

Le materie di competenza di ciascuna Commissione sono prestabilite dal regolamento interno.

Ciascuna commissione, nel proprio settore di competenza, gestisce la prima fase del procedimento amministrativo, detta “fase referente”: esse, cioè, esaminano ciascuna pratica, possono svolgere attività istruttoria, se necessario (acquisendo documenti, richiedendo informazioni agli uffici giudiziari, ascoltando gli interessati), e, infine, formulano una proposta di delibera.

Il plenum

Tutte le proposte provenienti dalle Commissioni sono esaminate, discusse e approvate (o respinte) dal plenum, che è l’organo cui spetta il potere di assumere la decisione finale e del quale fanno parte tutti i componenti del CSM, ivi compresi quelli di diritto.

Le decisioni del plenum relative a magistrati sono recepite da un decreto del Ministro della Giustizia. Gli atti del CSM sono impugnabili davanti al TAR.

Attività internazionale del C.S.M.

Il Consiglio Superiore della Magistratura dedica una parte significativa delle proprie risorse e del suo impegno all’intrattenimento di relazioni internazionali strettamente connesse con i propri compiti istituzionali e con le materie di proprio specifico interesse.

Il Consiglio, in particolare, intrattiene rapporti con gli organismi di governo autonomo della magistratura operanti negli altri Paesi, anche attraverso la partecipazione alle attività delle Rete Europea dei Consigli di Giustizia; inoltre, il medesimo organizza incontri a livello internazionale, effettua studi di diritto comparato con particolare riguardo alle materie di Ordinamento giudiziario, avvalendosi anche della collaborazione dell’Ufficio Studi interno.

Alcune attività vengono svolte tramite la Rete Europea di formazione giudiziaria, in parte in partnership bilaterale con Istituzioni di altri Paesi, anche extra europei, in parte, ancora, in collaborazione con la Commissione Europea che, ogni anno, finanzia attività di formazione culturale e professionale in favore delle magistrature dei Paesi europei.

Un ulteriore settore di grande rilievo, nell’ambito dell’attività internazionale del Consiglio superiore, è poi, costituito dai progetti Twinnings projects, finalizzati a supportare i Paesi di nuovo o di prossimo accesso all’Unione Europea, nello sforzo di adeguare gli ordinamenti e le istituzioni nazionali ai parametri comuni agli altri Stati europei. A tal fine le Istituzioni europee finanziano specifici progetti basati sulla trasmissione di conoscenze ed esperienze da un Paese ad un altro.