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Risoluzione in ordine ai criteri per la selezione dei consulenti nei procedimenti concernenti la responsabilità sanitaria

circolari e risoluzioni - VII commissione


25 ottobre 2017
Risoluzione in ordine ai criteri per la selezione dei consulenti nei procedimenti concernenti la responsabilità sanitaria

La delibera del 25 ottobre 2017 prende le mosse per un verso dalla constatata necessità di individuare e promuovere buone prassi nel settore dell’affidamento degli incarichi da parte dei giudici e, per altro verso, dall’analisi delle problematiche poste dall’entrata in vigore della l. n. 24/2017, che incide sul quadro normativo relativo alla nomina dei periti e dei consulenti nei procedimenti civili e penali in materia di responsabilità sanitaria. In particolare, l’art. 15 prevede che debbano essere nominati almeno due professionisti (un medico legale e uno specialista nel settore oggetto del procedimento)e introduce disposizioni relative alla formazione degli albi, con riferimento, in particolare, alla necessità di indicare negli albi la specializzazione di ciascuno degli iscritti, nonché numero e tipologia degli incarichi ricevuti, al fine di offrire all’autorità giudiziaria tutti gli elementi conoscitivi funzionali a scegliere medici idonei e qualificati.

In questa prospettiva, l’intervento consiliare tende a garantire ai magistrati la possibilità di avvalersi di conoscenze tecniche adeguate e di effettuare scelte trasparenti.

Con riferimento alla revisione degli albi, si rileva che tale attività deve essere compiuta tempestivamente e con modalità tali da offrire tutti gli elementi atti a guidare l’individuazione dello specialista più adeguato. Si evidenzia, inoltre, che la revisione deve essere effettuata con una metodologia uniforme su tutto il territorio nazionale, con l’intervento della Federazione nazionale degli ordini dei medici, sia in fase di individuazione di specifici indicatori dell’esperienza maturata dai vari professionisti sia in fase di aggiornamento dei dati contenuti negli albi.

La delibera, inoltre, detta indicazioni relative alla possibilità di accesso – anche attraverso adeguati strumenti informatici – ai dati relativi a tutto il territorio nazionale, potendo l’autorità giudiziaria avere bisogno di competenze specifiche non disponibili nel proprio albo di riferimento.

Inoltre, la risoluzione si impegna a valutare come garantire ai magistrati gli strumenti più efficaci per selezionare consulenti non iscritti agli albi.

Infine, vengono evidenziati i nodi problematici dell’attuale assetto normativo, con riguardo alla disomogeneità delle disposizioni fra procedimenti civili e penali e alla liquidazione dei compensi.

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