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Incarichi extragiudiziari: circolare e quesiti

circolari e risoluzioni - I commissione


22 luglio 2020
Incarichi extragiudiziari: circolare e quesiti

Provvedimenti di carattere generale

1 - Circolare n. P 22581 del 9 dicembre 2015 (Delibera del 2 dicembre 2015), aggiornata al 12 aprile 2017

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2 - Risoluzioni

  • 4 marzo 2020

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3 - Risposte a quesito

  • 22 maggio 2019
  • 12 giugno 2019
  • 10 luglio 2019
  • 25 settembre 2019
  • 20 novembre 2019
  • 18 dicembre 2019
  • 22 gennaio 2020
  • 19 febbraio 2020
  • 22 luglio 2020

NB: i testi dei provvedimenti sono disponibili in allegato in calce.

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CIRCOLARE

La circolare, approvata in data 2 dicembre 2015, prende le mosse dal disposto dell’art. 16, commi 1 e 2, ord. giud., secondo cui “ i magistrati non possono assumere pubblici o privati impieghi od uffici, ad eccezione di quelli di senatore, di consigliere nazionale o di amministratore gratuito di istituzioni pubbliche di beneficenza. Non possono nemmeno esercitare industrie o commerci, nè qualsiasi libera professione.

Salvo quanto disposto dal primo comma dell’art. 61 dello statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, non possono, inoltre, accettare incarichi di qualsiasi specie né possono assumere le funzioni di arbitro, senza l’autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura”.

Nello sforzo di conciliare i diritti della personalità del magistrato, in primis quelli di libera manifestazione del pensiero e di insegnamento, con la necessità che la funzione giudiziaria sia esercitata in condizioni di totale indipendenza, il C.S.M. ribadisce di essere titolare del potere di autorizzare gli incarichi extragiudiziari, potere connotato da forte discrezionalità, per la ricorrente necessità di apprezzare la compatibilità dell’incarico con le esigenze del servizio e con le funzioni giudiziarie in concreto svolte e l’inesistenza di compromissioni del prestigio della magistratura, e ciò pur quando una norma di legge sancisca la possibilità di conferimento di un incarico ad un magistrato.

In concreto, viene mantenuta la distinzione tra le attività liberamente espletabili dal magistrato, quelle a lui radicalmente precluse e quelle esercitabili previa autorizzazione dell’Organo di autogoverno.

Le varie ipotesi – diversificate a seconda, tra l’altro, della natura e del contenuto dell’attività, del soggetto conferente, dell’impegno richiesto, dell’importo eventualmente percepito - sono oggetto di dettagliata previsione, cui corrispondono autonomi schemi procedurali.

Con la delibera in data 12 aprile 2017, il Consiglio superiore ha provveduto ad adeguare la circolare sugli incarichi extragiudiziari nella parte relativa alla funzione del giudice tributario, sostituendo il riferimento, contenuto nell’art. 2 commi 2.6 e 2.7, al Ministero delle Finanze con quello, istituzionalmente più corretto, al Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria. In tal guisa ha dato riscontro alle sollecitazioni in tal senso pervenute sia dal Presidente di detto Consiglio di Presidenza, sia dal Presidente dell’Associazione Magistrati Tributari.

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RISOLUZIONI

La risoluzione del 4 marzo 2020 affronta il problema della autorizzabilità degli incarichi extragiudiziari di Presidente o componente dei comitati di sorveglianza sulle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, incarichi conferiti dal Ministero dello Sviluppo economico. In proposito, la delibera – rivedendo una precedente posizione del plenum – afferma che tali incarichi sono in contrasto con la circolare 22581/2015 poiché:

  • tali incarichi implicano lo svolgimento di attività di natura consultiva, istruttoria o di amministrazione attiva, peraltro in relazione ad imprese di grandi dimensioni e quindi a notevoli interessi economici, elementi che potrebbero offuscare il prestigio, l’indipendenza e l’imparzialità della magistratura
  • le attività svolte potrebbero interferire con le funzioni giurisdizionali, atteso che gli atti di valutazione e gestione posti in essere potranno essere oggetto di valutazione da parte del giudice delegato e del tribunale, che verrebbero a giudicare su provvedimenti di amministrazione attiva adottati da altri magistrati, con conseguente rischio di appannamento dell’immagine di imparzialità e indipendenza
  • l’impegno elevato e costante richiesto per incarichi de quibus e la relativa (elevata) remunerazione finiscono per sconfinare in quelle “prestazioni abitualmente fornite da liberi professionisti” vietate dalla circolare.

 

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RISPOSTE A QUESITO

Nelle risposte a quesito del 22 maggio 2019 è stato affermato che:

- l’incarico di componente del Comitato di indirizzo del corso di studi presso il Dipartimento di giurisprudenza è attività che può essere espletata senza necessità di autorizzazione, ai sensi dell’art. 1.1 della Circolare sugli incarichi extragiudiziari

- i magistrati non possono rilasciare pareri pro veritate in quanto essi rientrano fra le attività di consulenza consistenti in prestazioni abitualmente fornite da liberi professionisti e, quindi, come tali non autorizzabili, ai sensi dell’art. 3.1 della circolare sugli incarichi extragiudiziari

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Nella risposta a quesito del 12 giugno 2019 è stato affermato che è compatibile con le funzioni di MOT la mera iscrizione all’albo dei giornalisti, atteso che la pubblicistica è attività liberamente espletabile e non richiede autorizzazione, a differenza della direzione di un quotidiano o di un periodico.

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Nella risposta a quesito del 10 luglio 2019 si afferma che l’incarico di componente del consiglio di una fondazione non è autorizzabile, atteso che si verserebbe in una situazione vietata dalla circolare in quanto – in relazione ai compiti di tale organo – l’incarico stesso si risolverebbe nell’assunzione di ruoli direttamente incidenti sull’amministrazione attiva o sul controllo dell’ente in questione.

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Nella risposta a quesito del 25 settembre 2019 si afferma che l’attività amatoriale di arbitro di calcio e di responsabile degli arbitri del Comitato provinciale è autorizzabile ai sensi dell’art. 4 lett. F della circolare sugli incarichi extragiudiziari (n. 22581 del 2015 e succ.mod.).

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Nella risposta a quesito del 20 novembre 2019 si afferma che l’attività consistente in produzione scientifica, anche se dia luogo a compensi, è liberamente espletabile, ai sensi dell’art. 1.1 della circolare n. 22851/2015 sugli incarichi extragiudiziari.

Nella risposta a quesito del 18 dicembre 2019 si afferma che l’accettazione della liquidazione delle royalties derivanti da una collaborazione ad attività scientifica (aggiornamento di un codice commentato) è riconducibile alle attività liberamente espletabili, senza autorizzazione, ai sensi della Circolare n. 22581/15 in materia di incarichi extragiudiziari.

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Nella risposta a quesito del 22 gennaio 2020 si afferma che è autorizzabile l’incarico di componente del Comitato scientifico di una associazione privata (che si occupa dell’organizzazione di corsi, non finalizzati alla preparazione a concorsi ed esami), in quanto ai sensi dell’art. 4.2 della circolare n. 22851/2015 nel caso di specie sussiste un effettivo ed obiettivo interesse all’espletamento dell’incarico, attesa l’opportunità di accrescimento professionale.

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Nella risposta a quesito del 19 febbraio 2020, è stato affermato che i magistrati in servizio non possono assumere l’incarico (extragiudiziario) di Presidente dell’articolazione provinciale dell’Autorità regionale per le opposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica (organo previsto dall’art. 12 del regolamento 11/2019 della Regione Campania), atteso che tale organo svolge attività di mediazione di conflitti ed esprime pareri che possono incidere “direttamente sull’amministrazione attiva” dell’ente conferente, attività vietate dall’art. 3.5 della circolare 22851/2015 e inoltre potenzialmente suscettibili di sovrapporsi all’esercizio della giurisdizione da parte dei magistrati eventualmente designati, in caso di impugnazioni.

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Nella risposta a quesito del 22 luglio 2020 è stato affermato che un magistrato non può svolgere incarichi di natura giudiziaria presso la Repubblica di San Marino. Difatti, tale attività si porrebbe in contrasto con il divieto di cui all’art. 3.5 della circolare 22581/2015, che vieta lo svolgimento di attività di mediazione di conflitti, concetto che va inteso in senso ampio, come ogni incarico di risoluzione di conflitti fra più soggetti, nel cui ambito rientra l’esercizio di attività giurisdizionale diversa da quella “di servizio”, ivi compreso quello effettuato per uno stato estero.

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Nella risposta a quesito del 22 luglio 2020 è stato affermato che ai sensi dell’art. 3.3. della circolare 22581/2015 (che vieta l’organizzazione e la partecipazione a scuole private di preparazione al concorso in magistratura) è vietata anche l’attività di correzione in forma anonima degli elaborati dei discenti. Difatti, posto che il divieto di circolare riguarda ogni forma di collaborazione alla gestione economica, organizzativa e scientifica delle scuole privati, l’attività di collaborazione degli elaborati si sostanzia in un supporto all’attività di docenza. Inoltre, poiché tale forma di collaborazione potrebbe essere oggetto di pubblicità da parte della scuola interessata (e in ogni caso una forma di pubblicità si avrebbe comunque con l’eventuale delibera consiliare di autorizzazione all’incarico extragiudiziario), tale evidenza pubblica si porrebbe in contrasto con la ratio del divieto, che è quella di preservare la trasparenza e la correttezza delle procedure concorsuali.


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