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Risoluzione di programma sulle nuove competenze della Sesta Commissione in materia di contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata e terroristica

circolari e risoluzioni - VI commissione e CPO


06 dicembre 2016
Risoluzione di programma sulle nuove competenze della Sesta Commissione in materia di contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata e terroristica

Con decreto del Vice presidente del Consiglio superiore della magistratura del 13 ottobre 2016, adottato in attuazione dell’art. 3 della legge n. 195 del 1958, in base alla delega del Presidente della Repubblica del 30 settembre 2014, sono state rideterminate le competenze delle Commissioni consiliari ed è stata attribuita alla Sesta Commissione anche la competenza in relazione ai problemi posti all’amministrazione della giustizia in materia di corruzione e contrasto alla criminalità organizzata e terroristica, affidandole l’adozione di pareri e proposte di cui all’art. 10, comma 2, della legge n. 195 del 1958 nonché di iniziative volte a promuovere l’efficienza e la funzionalità degli uffici giudiziari preposti.

L’orizzonte teleologico verso cui muove il lavoro di detta commissione consiliare è, per un verso, quello della valorizzazione del patrimonio di esperienze giurisdizionali, organizzative e ordinamentali sul versante del contrasto alla criminalità mafiosa, terroristica e corruttiva  e, per l’altro, quello dell’implementazione e della  diffusione delle migliori prassi in materia.

A tal fine, il metodo di lavoro sino a oggi sperimentato volto a coltivare risposte “di sistema” ai menzionati fenomeni criminali, con l’istituzione dapprima di comitati e gruppi di lavoro e poi di una apposita commissione, rappresenta un mero punto di partenza per realizzare questo progetto di studio, scambio di informazioni, cooperazione, e proposta; esso deve, infatti, evolvere verso nuovi metodi di lavoro ed originali focus di approfondimento che siano adeguati all’attuale contesto istituzionale ed ordinamentale ed idonei a fornire un reale contributo al nuovo e più avanzato  scenario criminale.  

In tal senso, è necessario abbandonare un metodo di pura analisi dei fenomeni criminali di riferimento, per approfondire alcuni temi settoriali che, attraverso l’acquisizione e l’elaborazione di dati statistici ed informazioni dagli uffici giudiziari, consenta di offrire idee e suggerimenti organizzativi, non senza procedere in un percorso di dialogo con gli uffici e con i soggetti istituzionali competenti, capace, anche attraverso visite presso gli uffici competenti, di far pervenire il senso di una fattiva e reale vicinanza del Consiglio al fianco di coloro che quotidianamente operano nei tre distinti settori di intervento evidenziati.

Appare, pertanto, opportuno fissare l’attenzione su specifici punti che, nel dichiarato fine di favorire la verifica e lo sviluppo dei sistemi organizzativi, possono schematicamente fissarsi rispettivamente

  • quanto al contrasto alla criminalità organizzata, un focus di approfondimento del settore dell’aggressione ai patrimoni illeciti nel processo penale e nelle misure di prevenzione, con il conseguente strategico ambito della gestione dei beni in sequestro e della destinazione finale di quelli confiscati, che impone di verificare l’idoneità delle soluzioni organizzative degli uffici giudiziari requirenti e giudicanti;
  • quanto al contrasto al terrorismo, la verifica del nuovo assetto del coordinamento investigativo interno a seguito dell’istituzione della nuova competenza della procura nazionale, e dell’effettività della cooperazione e del coordinamento internazionale, in particolare con riferimento alle attività di Eurojust ed allo stato di attuazione del progetto di istituzione della Procura europea;
  • quanto al contrasto ai fenomeni corruttivi ed in generale ai reati contro la Pubblica amministrazione, il tema del rapporto fra attività di prevenzione e strumenti di repressione, e fra  ANAC e Procure della Repubblica nella duplice direzione di scambio e interazione tra le diverse istituzioni; con particolare attenzione ai protocolli investigativi ed a quelli organizzativi più avanzati;                                                                          ed infine, nel complessivo quadro di una continua osmosi tra i tre settori di intervento, ai temi dell’impatto di sistema sugli uffici distrettuali della gestione dei collaboratori di giustizia e dei cd. maxiprocessi, nonché avendo riguardo al rapporto di interferenza e reciproca influenza del delitto ex art. 416 bis cp, come declinato nella sua più avanzata realizzazione, e la corruzione ed a quello, in diverso settore, della interazione degli uffici con il variegato mondo che comunemente si semplifica con il termine dell’antimafia sociale.

I punti fondamentali del programma di lavoro dei diversi settori potranno ricevere un primo impulso nell’ambito di preliminari giornate di lavoro con la partecipazione di vari soggetti istituzionali e della Scuola Superiore della Magistratura, con la quale sarà opportuno ulteriormente incrementare la collaborazione nell’ambito della formazione permanente dei magistrati.

allegati

file Risoluzione del 6 dicembre 2016 Risoluzione del 6 dicembre 2016 (26,6 kB)

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