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Riforma del Regolamento Interno del Consiglio superiore della magistratura. Risoluzione preliminare sulle linee guida

circolari e risoluzioni - II commissione


08 giugno 2015
Riforma del Regolamento Interno del Consiglio superiore della magistratura. Risoluzione preliminare sulle linee guida

Nel 2015 il C.S.M. ha avviato una importante iniziativa riformatrice finalizzata alla riscrittura del proprio Regolamento Interno.

L’ambiziosa operazione, che si giova anche dei risultati del lavoro svolto in precedenza nell’esame di singole pratiche già pendenti, ha trovato un primo riscontro nella delibera dell'8 giugno 2015, nella quale si sottolinea l’esigenza di fornire al Consiglio superiore della magistratura uno strumento più organico, che tenga conto delle sempre più numerose, ampie e gravose competenze attribuite al Consiglio stesso, consentendogli di rendere più adeguati i procedimenti decisionali degli organi consiliari, eliminando eventuali “strozzature” e favorendo, eventualmente anche con una ridefinizione delle competenze ed una “velocizzazione” dei percorsi deliberativi, una maggiore efficienza dell’operato dell’intera struttura consiliare.

Al contempo, viene segnalata la concorrente esigenza di un riordino formale del testo normativo, con l’eliminazione di incongruenze causate dalla ‘stratificazione’ delle disposizioni, con la migliore e più razionale distribuzione degli oggetti all’interno dell’articolato e con l’assorbimento, in normale ordine numerico, degli articoli o dei commi bis o ter, frutto di interpolazioni succedutesi nel tempo.

La rielaborazione integrale del Regolamento Interno costituisce, nel contesto delineato, uno degli strumenti principali attraverso cui valorizzare la centralità dell'organo assembleare nell’attività del CSM, in quanto il cosiddetto Plenum costituisce, secondo la Costituzione e la legislazione ordinaria, la sintesi delle diverse istanze e delle differenti sensibilità di cui sono portatori i singoli componenti, fermo restando l’obiettivo strategico di velocizzare e rendere internamente e intimamente compatibili i tre principi-cardine della collegialità, della trasparenza e dell’efficienza del Consiglio superiore della magistratura.

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