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Rapporto tra politica e giurisdizione, con particolare riferimento al tema del rientro nel ruolo della magistratura di coloro i quali abbiano ricoperto incarichi di Governo ed attività politica e parlamentare. Candidabilità e, successivamente non ricollocamento in ruolo dei magistrati che siano candidati ad elezioni politiche od amministrative, ovvero che abbiano assunto incarichi di governo nazionale, regionale e negli enti locali.

pareri e proposte


emanato il 21 ottobre 2015
Rapporto tra politica e giurisdizione, con particolare riferimento al tema del rientro nel ruolo della magistratura di coloro i quali abbiano ricoperto incarichi di Governo ed attività politica e parlamentare. Candidabilità e, successivamente non ricollocamento in ruolo dei magistrati che siano candidati ad elezioni politiche od amministrative, ovvero che abbiano assunto incarichi di governo nazionale, regionale e negli enti locali.

Con la delibera del 21 ottobre 2015, il CSM si rivolge al Ministro della Giustizia per sollecitarlo a promuovere la modifica delle disposizioni di legge relative all’impegno dei magistrati in politica, avuto riguardo all’esigenza di contemperare il diritto dei magistrati di partecipare all’attività di rappresentanza politica o di governo con l’inderogabile necessità che i magistrati siano non soltanto superiori ad ogni parzialità, ma anche al di sopra di ogni sospetto di parzialità.

Il CSM analizza funditus la normativa vigente e ne indica, sotto una molteplicità di profili, insufficienze e contraddizioni, cui suggerisce di ovviare mediante l’approvazione di nuove disposizioni volte a:

  • introdurre, a livello di fonte primaria, la regola per cui, indipendentemente dalla localizzazione dell'ente territoriale e dalla modalità di accesso alla funzione amministrativa occorre, comunque, il collocamento in aspettativa del magistrato;
  • promuovere un intervento legislativo che impedisca che un magistrato si proponga come amministratore attivo nel medesimo territorio nel quale, senza soluzioni di continuità, ha appena svolto attività giurisdizionali;
  • promuovere un intervento legislativo, prevedendo che i magistrati non possano candidarsi nelle circoscrizioni sottoposte, in tutto o in parte, alla giurisdizione degli uffici ai quali si sono trovati assegnati o presso i quali hanno esercitato le loro funzioni per un congruo periodo antecedente la data di accettazione della candidatura;
  • introdurre, quanto agli assessori cosiddetti "esterni", disposizioni limitative più incisive, in quanto nominati senza rivestire una carica nell'organo elettivo corrispondente, e sostanzialmente cooptati dal leader regionale o locale di turno;
  • disciplinare i casi in cui il prolungato svolgimento di attività politico istituzionali imponga il transito, alla fine della esperienza politica, nei ranghi dell'Avvocatura dello Stato o della dirigenza pubblica;
  • disciplinare, in alternativa, la garanzia al mantenimento del posto da parte del magistrato transitato per lunghi periodi nelle attività politico-istituzionali anche con l'attribuzione di una funzione pubblica diversa, purché equivalente sotto il profilo della responsabilità del livello retributivo e del prestigio professionale;
  • introdurre, nei casi di rientro in ruolo dopo avere ricoperto incarichi politici, limiti all'esercizio delle finzioni giudicanti, con la previsione dell'obbligo di designazione a funzioni collegiali (di primo o di secondo grado).

allegati

file Delibera del 21 ottobre 2015 Delibera del 21 ottobre 2015 (83 kB)

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