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Proposta al Ministro della Giustizia, ai sensi dell'art. 10 L. 195 del 1958, volta all'introduzione nell'ambito del procedimento disciplinare dell'istituto della riabilitazione o di istituto simile.

pareri e proposte


emanato il 11 dicembre 2013
Proposta al Ministro della Giustizia, ai sensi dell'art. 10 L. 195 del 1958, volta all'introduzione nell'ambito del procedimento disciplinare dell'istituto della riabilitazione o di istituto simile.

Con delibera dell’11 dicembre 2013 il C.S.M. si è rivolto al Ministro della Giustizia per proporre l’introduzione nell'ambito del procedimento disciplinare dell'istituto della riabilitazione o di altro simile.

A tal fine, ha osservato che, in ragione di quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale 22 giugno 1992, n. 289, l’istituto della riabilitazione non è previsto nel sistema disciplinare riguardante i magistrati, in particolare non potendo essere applicato a costoro, attraverso il combinato disposto con l’art. 276 O.G., la figura disciplinata dall’art. 87 D.P.R. n. 3/1957.

Ha aggiunto che nel sistema amministrativo sanzionatorio dei pubblici dipendenti si ravvisano alcune ipotesi di applicazione dell’istituto della riabilitazione, tuttavia realizzate per il tramite di norme di settore ricettizie della figura generale di cui all’art. 87 D.P.R. n. 3/1957 - come detto inapplicabile ai magistrati -.

La citata sentenza della Corte Costituzionale n. 289/1992, tuttavia, non esclude in toto la possibilità di applicazione dell’istituto della riabilitazione ai magistrati, previa adeguata modifica normativa del D. Lgs. n. 109/2006.

Il C.S.M., poi, ha rilevato che, per il caso di un ipotetico, successivo, intervento normativo, sarebbe comunque opportuno suggerire al legislatore di valutare dettagliatamente le ipotesi in cui consentire la riabilitazione ad un magistrato attinto da condanna disciplinare, permettendo l’accesso a tale istituto solo dopo il decorso di un adeguato lasso temporale ed in costanza di un illecito disciplinare dal minimo o moderato disvalore, ovvero di condanna ad una delle sanzioni disciplinari meno afflittive.

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