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Partecipazione dei magistrati al governo degli enti locali (comuni, province, regioni) - esercizio di Uffici politico-amministrativi da parte di magistrati che svolgono o non svolgono funzioni giurisdizionali.

pareri e proposte


emanato il 28 aprile 2010
Partecipazione dei magistrati al governo degli enti locali (comuni, province, regioni) - esercizio di Uffici politico-amministrativi da parte di magistrati che svolgono o non svolgono funzioni giurisdizionali.

La Risoluzione costituisce il frutto di una riflessione sull’attuale assetto ordinamentale in tema di partecipazione dei magistrati alle competizioni elettorali, relativa in particolare a quelle concernenti gli enti locali, nonché sul coinvolgimento dei magistrati in ruoli di amministrazione attiva presso i medesimi enti.Il CSM, dato atto del quadro normativo vigente e ricordato, tra l’altro, che il mandato elettivo o assimilato, in quanto espressione del fondamentale diritto all’elettorato passivo, non tollera limitazioni non espressamente previste - sicché il suo esercizio non è, pertanto, soggetto a preventiva autorizzazione -, pone l’accento sulla necessità di introdurre innovazioni volte a meglio preservare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, che potrebbe essere potenzialmente appannata nella sua immagine dal contestuale esercizio di funzioni giudiziarie e funzioni di governo locale da parte dei magistrati.In tale prospettiva, il CSM propone, tra l’altro, che sia introdotta, a livello di fonte primaria, la previsione in base alla quale per svolgere le funzioni di sindaco, presidente della Provincia, presidente della Regione, consigliere ovvero assessore comunale, provinciale e regionale occorre comunque il collocamento in aspettativa del magistrato.Per le medesime ragioni, il CSM reputa indispensabile che i magistrati non si candidino nelle circoscrizioni sottoposte, in tutto o in parte, alla giurisdizione degli uffici ai quali si sono trovati assegnati o presso i quali hanno esercitato le loro funzioni per un congruo periodo antecedente la data di accettazione della candidatura; del pari occorre, a giudizio dell’Organo di governo autonomo, che i magistrati che sono stati candidati e non sono stati eletti non possano esercitare per un periodo di cinque anni le loro funzioni nella circoscrizione nel cui ambito si sono svolte le elezioni.

allegati

file Risoluzione del 28 aprile 2010 Risoluzione del 28 aprile 2010 (57,9 kB)

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