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Parere sullo schema di decreto legislativo recante la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace, nonché la disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio, a norma della legge 28 aprile 2016, n. 57

pareri e proposte


emanato il 15 giugno 2017
Parere sullo schema di decreto legislativo recante la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace, nonché la disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio, a norma della legge 28 aprile 2016, n. 57

Con la delibera in oggetto il Consiglio superiore della magistratura, nel formulare, a norma dell’art. 10 della L. n. 195/58, il parere sul decreto legislativo con cui è stata varata la riforma organica della magistratura onoraria, rilevando talune criticità, avanza le seguenti proposte di modifica:

in tema di competenza del Giudice di Pace

- propone di valutare se esercitare, in tutto o in parte, la delega di cui all’art. 1, lett. p), della L. n. 57/2016 ovvero intervenire con autonoma norma primaria al fine di modificarne il contenuto, eliminando o riducendo significativamente l’aumento di competenze, nel settore civile, di tali magistrati onorari;

- ove ciò non accada, propone di modificare comunque l’art. 27, lasciando al giudice professionale tutta la materia dei diritti reali e della comunione, salve le ipotesi di cui alla lett. c), nn. 3 quinquies), 3 sexies), 3 septies) e 3 octies);

in tema di impegno professionale esigibile dalla magistratura onoraria

- propone di sostituire, nei termini che seguono, l’art. 1, 3° comma, 2° periodo, della legge delega: “Al fine di assicurare tale compatibilità, a ciascun magistrato onorario non può essere richiesto un complessivo impegno lavorativo superiore a tre giorni di lavoro a settimana, comprensivo della partecipazione a non più di due udienze a settimana”;

in tema di indennità spettanti ai magistrati onorari

- propone di modificare l’art. 23, 2° comma, prevedendo: che l’importo dell’indennità sia ancorato a parametri obiettivi, che consentano l’individuazione della base di calcolo; che l’importo sia corrispondente all’impegno lavorativo indicato dall’art. 1, 3° comma, nel testo come riformulato nel presente parere; che l’importo sia ulteriormente elevato in misura pari ai 2/3 dei complessivi contributi previdenziali e assistenziali previsti per legge e dovuti rispetto all’indennità percepita; che la determinazione delle indennità avvenga in modo che sia assicurato il rispetto dei principi costituzionali di indipendenza, anche economica, sanciti dalla sentenza n. 223/2012 della Corte Costituzionale;

- propone di sostituire, all’art. 25, 2° comma, le parole “senza diritto all’indennità prevista dall’articolo 23, durante i” con quelle “con diritto all’indennità prevista dall’articolo 23, limitatamente ai”;

- propone di specificare, all’art. 23, 6° comma, che gli “obiettivi da raggiungere nell’anno solare” sono riferiti non alla sola produttività, ma anche ad altri indicatori, quali la puntualità nel deposito dei provvedimenti, le modalità di gestione dell’udienza, i rapporti con i colleghi, i magistrati professionali, il foro e il personale amministrativo, la partecipazione alle attività di formazione, l’entità percentuale delle impugnazioni azionate contro i provvedimenti da loro emessi e il relativo esito, il rispetto delle direttive fornite dal magistrato professionale;

in tema di partecipazione dei magistrati onorari all’interno dell’Ufficio per il Processo

- propone di valutare se esercitare, in tutto o in parte, la delega di cui all’art.  2, 5° comma, lett. b), della L. 57/2016 ovvero intervenire con autonoma norma primaria per modificarne il contenuto, rendendo meno stringenti i requisiti per la destinazione dei giudici onorari di pace nei collegi civili e penali;

- propone di valutare l’opportunità di rendere meno stringenti i criteri di assegnazione dei procedimenti civili e penali ai giudici onorari, riducendo le soglie o le percentuali di cui all’art. 11, lett. a), b), c) e d) o alcune di esse o, addirittura, eliminandole del tutto, con previsione però, in quest’ultimo caso, di limitazioni di valore per il giudizio civile;

- propone di aggiungere all’art. 10, 12° comma, la seguente lett. h): “i procedimenti previsti dall’articolo 550 del codice di procedura penale”;

in tema di disciplina transitoria

- propone di prevedere che, per il secondo quadriennio successivo all’entrata in vigore della legge delegata, tanto per i giudici di pace quanto per i giudici onorari di Tribunale e per i vice procuratori onorari già in servizio, il complessivo impegno lavorativo possa essere elevato, su domanda del singolo magistrato onorario, a quattro giorni di lavoro a settimana, comprensivi della partecipazione a non più di tre udienze a settimana, con conseguente proporzionale incremento dell’importo dell’indennità rispetto a quello previsto dall’art. 23, 2° comma, nel testo riformulato nel presente parere;

in materia disciplinare

- propone di riscrivere interamente l’art. 21, esercitando la delega in maniera conforme a quanto previsto dall’art. 2, 11° comma, della legge;

ulteriormente

- propone di sopprimere l’art. 4, 1° comma, lett. f);

- propone di sostituire, all’art. 6, 1° comma 1, le parole “entro il 30 marzo di ogni anno” con le quelle “ad anni alterni, entro il 30 marzo dell’anno in cui deve provvedersi”;

- propone di indicare, all’art. 4, 3° comma, dopo il titolo di preferenza di cui alla lett. a), nell’ordine, quello attualmente previsto alla lett. e), quello attualmente previsto alla lett. c), quello attualmente previsto alla lett. d) e, da ultimo e con pari valore, quelli attualmente previsti alle lett. f) e b);

- propone di precisare meglio i presupposti di cui all’art. 7, 10° comma, chiarendo le modalità con cui possono essere proposte ed esaminate le domande di assegnazioni a sedi vacanti e specificando che lo svolgimento con esito positivo del tirocinio consente comunque il conferimento dell’incarico qualora, prima dell’emanazione del successivo bando, intercorrano rinunzie dei magistrati onorari già incaricati o loro eventuali revoche;

- propone di precisare che, nel caso previsto dall’art. 33, 10° comma, competono ai giudici onorari di tribunale destinati in supplenza o in applicazione le indennità di cui all’art. 11 della L. n. 374/91, per tutto il periodo della supplenza o dell’applicazione;

- propone di precisare che, nel caso di cui all’art. 31, 3° comma, e relativamente ai collegi penali, la destinazione è mantenuta sino alla definizione dei relativi procedimenti;

- propone di eliminare dall’art. 31, 3° comma, l’inciso “secondo quanto previsto dall’articolo 12”;

- propone di aggiungere all’art. 31, 1° comma, lett. b), la parola “anche” prima delle parole “la trattazione dei nuovi procedimenti civili e penali…”.   

 

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