Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella sezione note legali.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie.

indietro

Controlli amministrativo-contabili e possibili interferenze con l’attività giurisdizionale. Rilievi mossi nella relazione di verifica amministrativo-contabile dell'Ispettorato generale di finanza del Ministero dell'economia e delle finanze e possibili lesioni del principio di autonomia ed indipendenza nell'esercizio della funzione giudiziaria.

circolari e risoluzioni - VI commissione e CPO


08 marzo 2017
Controlli amministrativo-contabili e possibili interferenze con l’attività giurisdizionale. Rilievi mossi nella relazione di verifica amministrativo-contabile dell'Ispettorato generale di finanza del Ministero dell'economia e delle finanze e possibili lesioni del principio di autonomia ed indipendenza nell'esercizio della funzione giudiziaria.

Con la risoluzione in esame, definito il concetto di ispezione amministrativo-contabile, elencate le complessive disposizioni di riferimento, il Csm, in primo luogo, ribadisce che l’attività di accertamento svolta dal Ministro della giustizia per il tramite dell’Ispettorato generale, quando abbia ad oggetto l’attività giudiziaria dei magistrati, deve essere svolta secondo regole procedurali, tempi e finalità tali da renderla compatibile con il principio fondamentale che impone il rispetto dell’autonomia della funzione giudiziaria e la sua immunità da possibili interferenze esterne. Ricorda, in particolare, che le forme e le modalità di accesso da parte degli Ispettori ad atti segretati debbono essere concordate ed in ultima istanza decise dal magistrato titolare delle indagini, il quale ha il potere-dovere di negare l’accesso qualora questo possa determinare rischi per l’indagine o la richiesta non appaia giustificata.

Transitando all’aspetto di più stretto interesse, il Consiglio chiarisce che gli accertamenti di competenza del Ministero della giustizia e quelli di competenza del Ministero dell’economia hanno natura evidentemente ben diversa: mentre i primi riguardano l’organizzazione e l’andamento degli uffici giudiziari, nonchè il lavoro, in termini quantitativi e temporali, dei magistrati, i secondi si risolvono in una mera verifica amministrativo-contabile svolta nell’ottica di assicurare il migliore utilizzo delle risorse dedicate dallo Stato all’Amministrazione ispezionata.

Va da sé che, in linea generale, la condotta dei dirigenti degli uffici ispezionati deve essere improntata al rispetto dell’obbligo di piena e leale collaborazione istituzionale.

Il che, però, non impedisce di esplicare un’attenta sorveglianza volta a non superare ben precisi limiti di “invasività”, che, se debbono valere per l’attività di accertamento svolta dall’Ispettorato Generale del Ministero della giustizia, che ha direttamente per oggetto l’attività svolta negli uffici giudiziari, a maggior ragione valgono per l’attività di accertamento di competenza del Ministero dell’economia, per quanto concerne la quale l’attività svolta negli uffici giudiziari costituisce solo l’occasione.

In particolare, il Consiglio precisa che non può essere ammesso – pena la lesione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura – l’esame valutativo delle conseguenze contabili di scelte che siano espressione di opzioni procedimentali rimesse all’esclusiva discrezionalità tecnica dell’organo inquirente, unico titolare del potere di ponderare l’opportunità e la convenienza degli atti da lui posti in essere nell’esercizio della funzione giudiziaria.

Va, in altri  termini, recisamente escluso che una verifica amministrativo-contabile possa risolversi in un’attività suscettibile di porre a rischio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura allorché si pretenda per questa via di porre in discussione le scelte giurisdizionali che hanno generato la spesa.

Occorre, allora, verificare, caso per caso, in relazione alle singole specifiche ipotesi di accertamento ed a ciascuno specifico rilievo eventualmente sollevato, se, tenuto conto della natura propria dell’atto in concreto esaminato, della modalità dell’esame, dell’oggetto e del tenore delle contestazioni, l’attività svolta per conto del Ministero dell’economia sia – legittimamente – rimasta nell’ambito della censura di legittimità dell’esercizio di funzioni meramente amministrative di carattere vincolato oppure sia – illegittimamente – sconfinata nel merito delle valutazioni discrezionali di opportunità e convenienza proprie di determinazioni procedimentali rimesse in via esclusiva ed incondizionata alle prerogative giudiziarie affidate esclusivamente all’ufficio che ne è titolare. In questo contesto, si deve tener conto dell’impossibilità di rimettere in  discussione il risultato dell’attività strettamente interpretativa di norme giuridiche (rispetto al quale può anche essersi formato un giudicato), ovvero le scelte dei provvedimenti istruttori adottati dal magistrato, sia con riguardo alla congruità dei mezzi di ricerca della prova adottati rispetto al fine perseguito, sia con riguardo agli specifici atti di indagine posti in essere: atti rispetto ai quali eventuali doglianze vanno formulate in sede giurisdizionale nel procedimento dalle parti interessate.

Da ultimo, il Consiglio tiene a puntualizzare che, in ogni caso, a differenza di quanto vale per gli ispettori del Ministero della giustizia, ai quali può essere consentito l’accesso anche ad atti segretati, l’indagine svolta dagli ispettori del Ministero delle finanze trova sempre un insuperabile limite istituzionale nella necessità di tutelare il segreto investigativo, rispetto a singoli atti o anche, a seconda dei casi, rispetto all’intero procedimento.

 

 

 

 

 

  • Email

immagine organizzazione innovazione e statistiche organizzazione innovazione
e statistiche
immagine international corner area internazionale international corner
area internazionale