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Applicabilità al personale di magistratura della disciplina introdotta con l’art. 42 bis T.U. 151/2001 (assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti di amministrazioni pubbliche con figli di età inferiore a tre anni). Modifiche alla circolare n.15098 del 30.11.1993

circolari e risoluzioni - III commissione


23 febbraio 2005
Applicabilità al personale di magistratura della disciplina introdotta con l’art. 42 bis T.U. 151/2001 (assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti di amministrazioni pubbliche con figli di età inferiore a tre anni). Modifiche alla circolare n.15098 del 30.11.1993

La delibera ha ad oggetto l’applicabilità ai magistrati dell’art. 3, comma 105, della legge n.350 del 24 dicembre 2003, che aggiunge il nuovo art. 42-bis del T.U. 151/2001, introducendo la possibilità dell’assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti di amministrazioni pubbliche con figli di età inferiore a tre anni.

Il Consiglio, nel vagliare l’istanza di applicazione del beneficio così introdotto avanzata da alcuni magistrati, ritiene che esso abbia per destinatari i dipendenti di amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 comma 2° del decreto legislativo n.165/2001, tra i quali non sono compresi i magistrati, e che la disciplina in esame, inoltre, non appare suscettibile di applicazione estensiva ai magistrati attesa la particolare disciplina che regola il rapporto di lavoro degli appartenenti alla magistratura e l’organizzazione giudiziaria, volta a garantire l’effettività e l’efficienza dell’esercizio della funzione giudiziaria nel rispetto dei principi costituzionali dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.

Contestualmente, tuttavia, la situazione considerata dalla norma, ovvero l’esistenza di prole di età inferiore a tre anni di età, è oggetto di autonoma attenzione da parte del Consiglio, che, nell’occasione, introduce una duplice modifica della vigente circolare sui tramutamenti, avuto riguardo al punteggio attribuito per la salvaguardia del nucleo familiare, nonché mediante la previsione di un tetto massimo per l’ipotesi di cumulo dei punteggi riconoscibili sulla base della disciplina consiliare.

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