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Magistrati fuori ruolo

Il collocamento fuori ruolo dei magistrati ordinari è attualmente disciplinato dalla legge 13 novembre 2008 n. 181, che prevede che siano al massimo 200 i magistrati destinati a funzioni non giudiziarie. Essi possono svolgere funzioni amministrative presso il Ministero della Giustizia, l’Ispettorato Generale, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Camera dei Deputati, gli altri Ministeri, le Autorità indipendenti, le Commissioni Parlamentari, gli Organismi Internazionali, la Scuola Superiore della Magistratura.

La disciplina legislativa è integrata da quella, di rango secondario, contenuta nella circolare del CSM n. 13778 del 24 luglio 2014 (e successive modifiche). In particolare, essa prevede ulteriori condizioni che devono essere rispettate affinché il Consiglio possa autorizzare il collocamento fuori ruolo: la sussistenza di un interesse per l’amministrazione di appartenenza del magistrato rispetto alle attività da svolgere fuori ruolo; il conseguimento – da parte del magistrato - quanto meno della II valutazione di professionalità; la sussistenza, nell’ufficio di provenienza dell’interessato, di una scopertura non superiore al 20%; il fatto che il magistrato non sia impegnato nella trattazione di delicati processi; la riduzione del numero massimo consentito di collocamenti fuori ruolo nella misura di due unità per ogni punto percentuale di scopertura dell’organico.

Il limite massimo di 200 non riguarda lo svolgimento di particolari funzioni giudiziarie presso organi costituzionali o di rilevanza costituzionale. La stessa legge del 2008 prevede difatti che tale limite non trovi applicazione nei confronti dei magistrati collocati fuori ruolo presso la Presidenza della Repubblica, la Corte Costituzionale e il Consiglio Superiore della Magistratura.

Ulteriori, particolari, ipotesi di collocamento fuori ruolo sono disciplinate da leggi specifiche.

Ai sensi della legge 195 del 1958 (istitutiva del Consiglio Superiore della Magistratura) i magistrati eletti al Consiglio (i consiglieri c.d. togati) sono collocati fuori ruolo per l’intera durata del mandato. Il numero dei componenti togati, che non rientra nel computo complessivo dei 200, è attualmente fissato dalla legge in 16.

Una ulteriore categoria di collocamento fuori ruolo attiene poi all’esercizio del diritto di elettorato passivo dei magistrati e allo svolgimento di funzioni politiche o amministrative. Vi sono cioè ipotesi in cui il collocamento fuori ruolo discende dall’aspettativa:

  • per mandato parlamentare (elezioni al Parlamento italiano ed europeo).
  • per assumere funzioni di governo (sottosegretari di Stato).
  • per mandato amministrativo (nello specifico per elezioni regionali o comunali).
  • aspettativa per effetto di nomina ad assessore esterno.
  • aspettativa per ricongiungimento con il coniuge all’estero, ai sensi della legge 11 febbraio 1980 n. 26 e della legge 25 giugno 1985 n. 333.

Magistrati attualmente fuori ruolo

Di seguito, gli elenchi dei magistrati che sono collocati fuori ruolo o in aspettativa per una delle ragioni sopra indicate. I dati sono aggiornati con cadenza settimanale sulla base delle delibere del Consiglio relative al collocamento fuori ruolo e al ricollocamento in ruolo, senza considerare la presa di possesso nell'ufficio di destinazione.



Albo dei magistrati fuori ruolo

La pagina web sottostante contiene l'elenco completo dei magistrati collocati fuori ruolo nel tempo

Albo dei magistrati fuori ruolo



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