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Il Percorso Professionale

mobilità

La Costituzione, all’art. 107 stabilisce la garanzia dell’inamovibilità per i magistrati, per evitare che il trasferimento forzato ad altra sede od ad altre funzioni del magistrato possa essere utilizzato quale strumento di pressione o minaccia per condizionarne l’esercizio della giurisdizione.

La regola è quindi che la sospensione, la dispensa e il trasferimento del magistrato sono possibili solo con il suo consenso o nei casi tassativi previsti dalla legge, e sempre sulla base di una deliberazione del Consiglio superiore della magistratura.


Trasferimenti ordinari

I trasferimenti ordinari sono i passaggi da un ufficio a un altro o da una funzione all’altra e possono essere “orizzontali” (nell’ambito di uffici dello stesso grado) o “verticali” (fra uffici di grado diverso).

Essi avvengono attraverso una procedura concorsuale a domanda, al fine di garantire il massimo della trasparenza e della pubblicità.

La procedura inizia con l’individuazione dei posti vacanti da mettere a concorso (la c.d. pubblicazione delle sedi vacanti), che avviene tendenzialmente una o due volte l’anno; successivamente vi è la fase di presentazione delle domande e della relativa documentazione; infine, viene predisposta una graduatoria i cui punteggi sono stabiliti sulla base dell’anzianità di servizio, delle attitudini a ricoprire il posto richiesto, del merito (produttività, esercizio di funzioni in sedi disagiate etc.), nonché di motivi di famiglia (ricongiungimento al nucleo familiare, presenza di figli minori) o di salute (la disciplina di dettaglio è contenuta nella circolare consiliare n. 13778 del 2014, disposizioni in tema di trasferimenti dei magistrati). La Commissione del Csm che si occupa della mobilità è la Terza. All’esito, i vincitori del concorso vengono trasferiti con delibera di plenum.

Per la partecipazione ai concorsi sono fissati dall’ordinamento giudiziario specifici requisiti, che variano in relazione al posto per il quale si intende concorrere (ad esempio, il periodo trascorso in un determinato ufficio prima di richiedere un nuovo trasferimento, il possesso di una determinata valutazione di professionalità, etc.).

Per alcune specifiche funzioni, quali le funzioni di legittimità o quelle di sostituto presso la direzione nazionale antimafia e antiterrorismo sono previste specifiche regole di concorso, dovendo in tali casi il Consiglio valutare specifiche attitudini. A titolo esemplificativo, per il conferimento delle funzioni di legittimità (il trasferimento, cioè, alle funzioni di consigliere della Corte di Cassazione o di sostituto procuratore presso la Procura generale della Cassazione), il d.lgs. 160/06 prescrive che gli aspiranti debbano avere “capacità scientifica e di analisi delle norme”; per la valutazione di tale requisito, è previsto l’intervento di un organo tecnico, la Commissione tecnica per la valutazione della capacità scientifica e di analisi delle norme, che deve esprimere un giudizio di idoneità, sulla base del quale il Consiglio esprimerà le proprie valutazioni sui candidati.


Trasferimenti extra ordinem.

In specifici casi, il trasferimento da un ufficio a un altro non avviene sulla base di procedure concorsuali. Si tratta del c.d. trasferimento extra ordinem, che può avvenire, sempre a domanda del magistrato, in tassativi casi (dettagliatamente previsti dalla normativa primaria o secondaria del Consiglio), nei quali non è possibile attendere l’espletamento della procedura concorsuale. A titolo esemplificativo, tale trasferimento può avvenire per ragioni di salute, per la necessità di assistere familiari gravemente malati o ancora per ragioni di sicurezza personale del magistrato.


Trasferimenti d’ufficio

Il trasferimento d’ufficio ha luogo in assenza di consenso del magistrato, sempre previo provvedimento del CSM.

Le ipotesi in cui ciò può avvenire sono previste dalla legge e sono tassative. Si tratta dei casi di: soppressione dell’ufficio di appartenenza del magistrato (art. 2, comma 3, R.D.Lgs. 511/46); incompatibilità parentale (cioè qualora il magistrato abbia parenti magistrati o che esercitano la professione forense nel proprio stesso ufficio e tale situazione comprometta l’esercizio indipendente e imparziale delle funzioni giudiziarie); ovvero quando per qualsiasi causa indipendente da loro colpa il magistrato non possa, nella sede occupata, svolgere le proprie funzioni con indipendenza ed imparzialità” (art. 2, comma 2, R.D.Lgs. 511/46).

Negli ultimi due casi il provvedimento viene adottato all’esito di una procedura amministrativa c.d. garantita (in contraddittorio, cioè, con l’interessato).

Una particolare forma di trasferimento d’ufficio è prevista dalla l. n. 133 del 1998 (e successive modifiche) che consente tale trasferimento per la copertura delle c.d. sedi disagiate (quelle cioè che presentano un elevato indice di scopertura e sono andate deserte in precedenti concorsi a domanda). In realtà, però, anche in questo caso, il trasferimento avviene sulla base di una procedura concorsuale e della manifestazione di disponibilità degli aspiranti.

I provvedimenti di trasferimento d’ufficio sono impugnabili dall’interessato davanti al giudice amministrativo.

Mette conto segnalare che il trasferimento d’ufficio è previsto anche nell’ambito del procedimento disciplinare, quale sanzione accessoria comminata a seguito dell’accertamento di responsabilità del magistrato, o quale misura cautelare. In tal caso l’organo competente non è il plenum del CSM, ma la Sezione disciplinare, nell’esercizio delle sue funzioni giurisdizionali, e il provvedimento (sentenza o ordinanza) è adottato secondo le regole del codice di procedura penale (in tal caso l’impugnazione è il ricorso per cassazione davanti alle Sezioni unite della suprema Corte).


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