Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella sezione note legali.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie.

Il Percorso Professionale

incompatibilità

 

L’istituto

La disciplina delle incompatibilità dei magistrati è giustificata dalla necessità di evitare che sui magistrati gravino sospetti di non imparzialità nell’esercizio delle funzioni.

Difatti, ciascun magistrato deve esercitare le funzioni giurisdizionali in maniera autonoma e indipendente da ingerenze interne o esterne e in posizione di terzietà rispetto ai soggetti coinvolti nel processo (art. 111 della Costituzione).

Tali requisiti consentono al singolo magistrato e alla stessa magistratura di godere della fiducia di quel popolo in nome del quale pronunciano le sentenze.

Per tale ragione, è stata introdotta una serie di regole che hanno l’obiettivo di evitare che possano sorgere dubbi sulla effettiva imparzialità del magistrato, atteso che anche il mero sospetto che quest’ultima possa mancare compromette la credibilità del magistrato e dei suoi provvedimenti.

Una di queste è l’incompatibilità, che, in linea generale, riguarda i casi in cui l’esercizio delle funzioni in un determinato ufficio non è possibile, perché viene meno, o vi è il dubbio che possa venir meno, la garanzia di imparzialità.


Le ipotesi di incompatibilità.

In primo luogo, il processo civile (artt. 51 e ss. c.p.c.) e quello penale (artt. 34 e ss. c.p.p.) contengono regole specifiche che disciplinano i casi in cui un giudice o un pubblico ministero non possono esercitare le proprie funzioni nel singolo processo, e quindi devono astenersi dalla trattazione.

In secondo luogo, l’ordinamento giudiziario (di cui specificamente si occupa il Consiglio Superiore) disciplina le ipotesi in cui la stessa permanenza del magistrato nell’ufficio in cui presta servizio può far nascere il sospetto di scarsa imparzialità.

In particolare le ipotesi previste dalla legge sono:

  • il caso in cui il magistrato abbia parenti fino al secondo grado, affini in primo grado, coniuge o convivente che esercitano la professione di avvocato davanti all’ufficio in cui il magistrato presta servizio (art. 18 r.d. n. 12 del 1941);
  • il caso in cui i rapporti di parentela o affinità riguardino due magistrati appartenenti allo stesso ufficio (art. 19 r.d. n. 12 del 1941);
  • il caso in cui i rapporti di parentela o affinità riguardino un magistrato e un agente o ufficiale di polizia giudiziaria appartenenti allo stesso ufficio (art. 19 r.d. n. 12 del 1941);
  • il caso in cui il magistrato non possa esercitare le funzioni con indipendenza e imparzialità per ragioni indipendenti da sua colpa (art. 2 r.d.lgs. n. 511 del 1946).

I poteri del Consiglio Superiore.

Il CSM è chiamato a verificare se si sia verificata una delle situazioni sopra descritte.

È cioè necessario, rispetto a ciascuna delle prime tre ipotesi tassative previste dalla legge, che la situazione di incompatibilità “sussista in concreto”, rispetto alla grandezza dell’ufficio in cui presta servizio il magistrato interessato, all’organizzazione dello stesso, all’attività svolta.

Più delicato è invece l’accertamento della quarta ipotesi, perché rilevano condotte poste in essere dal magistrato o altri fatti oggettivi, ma in cui non si riscontri “colpevolezza” del magistrato. Difatti, qualora si riscontrino condotte volontarie contrarie ai doveri di imparzialità e indipendenza del magistrato, l’accertamento dei fatti e la sanzione spettano agli organi competenti per eventuali procedimenti penali e/o disciplinari (sempre che i fatti stessi costituiscano illeciti penali o disciplinari).


Il procedimento.

Il Consiglio superiore procede ad accertare la sussistenza in concreto di una delle ipotesi di incompatibilità attraverso:

  • il parere motivato del dirigente dell’ufficio di appartenenza del magistrato e del Consiglio giudiziario del distretto nel quale egli presta servizio (tali organi sono quelli che, per la vicinanza al magistrato, meglio conoscono la situazione effettiva nella quale l’interessato opera), nonché, nel caso di incompatibilità con avvocati, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo;
  • l’eventuale acquisizione di atti e documenti;
  • l’eventuale audizione degli interessati;
  • l’eventuale interlocuzione con il dirigente dell’ufficio di appartenenza, per individuare una soluzione che, specie negli uffici di grandi dimensioni, consenta di evitare ogni sospetto di imparzialità.

All’esito dell’attività istruttoria, il procedimento si conclude con l’archiviazione, qualora si verifica che non sussiste in concreto alcuna incompatibilità, o con il trasferimento d’ufficio del magistrato ad altra sede.


Normativa di riferimento

  • Email
immagine organizzazione innovazione e statistiche organizzazione innovazione
e statistiche
immagine international corner area internazionale international corner
area internazionale