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Il Percorso Professionale

collocamento a riposo

L’età massima di permanenza in servizio dei magistrati è fissata dalla legge al compimento del settantesimo di età, con collocamento a riposo obbligatorio (art. 5 del R.D.Lgs. 31 maggio 1946, n. 511).

Il decreto legge  n. 90 del 2014 ha disposto l’abrogazione dell’articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, che prevedeva per tutti i dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici la facoltà di permanere in servizio oltre il limite di età per il collocamento a risposo previsto in via ordinaria. Tale permanenza, prevista nella misura massima di due ulteriori anni per la generalità dei rapporti di lavoro, era estesa “per le categorie di personale di cui all'articolo 1 della legge 19 febbraio 1981, n. 27” - magistrati ordinari e amministrativi,  magistrati della giustizia militare ed avvocati dello Stato  - fino al compimento del settantacinquesimo anno di età (comma 1 bis art. 16 citato).

Per attenuare gli effetti negativi sull’organizzazione degli uffici giudiziari dell’immediato e contestuale pensionamento di tutti coloro che avessero già superato il limite massimo di permanenza, la legge ha previsto una applicazione graduale del nuovo assetto normativo, cosicché i magistrati che all'entrata in vigore della legge avevano raggiunto i settantadue anni di età sono stati collocati a riposo il 31 dicembre 2015, mentre per quelli con un’età inferiore il collocamento in quiescenza è stato differito al  31 dicembre 2016 anche ove essi avessero superato i settanta anni. Successivamente, per i soli magistrati con funzioni direttive e direttive apicali presso la Suprema corte tale termine è stato prorogato di un anno.

Prima del raggiungimento del limite di età massimo per il collocamento in quiescenza, i magistrati possono essere collocati a riposo a richiesta, quando abbiano raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità, secondo le regole ordinarie applicabili tutti i lavoratori pubblici.

Naturalmente, mentre il collocamento a riposo per raggiungimento del limite massimo di età è effetto automatico della previsione di legge, e non necessita di alcun atto di volontà, il collocamento a riposo anticipato può essere disposto solo su richiesta dell’interessato e necessita, per avere effetto, del provvedimento di accoglimento da parte del Consiglio superiore – e del decreto ministeriale di recepimento –, che ha effetto costitutivo.


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