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Relazioni istituzionali

Rapporti con la Scuola superiore della Magistratura

La formazione iniziale e permanente dei magistrati, a seguito del d.lgs. n. 26 del 2006, è affidata alla Scuola superiore della magistratura.

La formazione è una materia di estrema delicatezza, che si lega strettamente alle garanzie di autonomia e indipendenza dei magistrati (atteso che la formazione è strumento essenziale per fornire ai magistrati l’aggiornamento e gli approfondimenti scientifici necessari a svolgere le funzioni giudiziarie con competenza e preparazione). Per tale ragione, non può essere del tutto eliminato il contributo del Consiglio superiore, in quanto espressione diretta del ruolo del Consiglio stesso di garante dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura.


I compiti del Tavolo tecnico

Il "tavolo tecnico" permanente fra Consiglio superiore, Scuola superiore della magistratura e Ministero della giustizia, è stato costituito con lo scopo di individuare uno strumento di fattiva fra i tre soggetti principali della formazione iniziale e permanente dei magistrati. Il tavolo tecnico è dunque il “luogo stabile” di confronto organizzativo e di regolamentazione dell'azione di ciascuno dei diversi soggetti istituzionali coinvolti nel circuito della formazione (CSM, Scuola della magistratura e Ministero della Giustizia).

Il tavolo tecnico è stato istituito con delibera del plenum del 25 gennaio 2012.

Il tavolo è così composto:

  • il Presidente e tre componenti della Nona Commissione;
  • il Presidente e tre componenti del Comitato Direttivo della Scuola superiore della Magistratura;
  • il Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia e due componenti del Dipartimento Organizzazione Giudiziaria dello stesso Ministero;
  • il Presidente delle Commissioni permanenti per il regolamento e per il bilancio ed un rappresentante della Segreteria Generale del Consiglio superiore della magistratura;
  • il Segretario Generale della Scuola Superiore della Magistratura.

Gli scambi informativi con la Scuola

La complessiva attività di reingegnerizzazione del sistema informativo del Consiglio ha rappresentato anche l’occasione per raggiungere un obiettivo atteso sin dall’istituzione della Scuola: lo scambio costante di informazioni fra i due organi.

Difatti, le attività formative della Scuola hanno un legame diretto e rilevante con il percorso professionale dei magistrati: la partecipazione ai corsi è oggetto di valutazione sia nei periodici giudizi di professionalità (a partire dall’idoneità al conferimento delle funzioni ai magistrati in tirocinio), sia in sede di procedure per il conferimento di uffici direttivi e semidirettivi.

Per tale ragione, con delibera del 1 dicembre 2016 il Consiglio ha approvato la sottoscrizione di un protocollo di intesa con la Scuola, in base al quale:

  • il Consiglio mette a disposizione della Scuola i dati relativi alla c.d. anagrafica dei magistrati;
  • la Scuola condivide con il Consiglio i dati relativi alla partecipazione dei magistrati ai corsi di formazione centrali e decentrati sia quali discenti che quali relatori, nonché l’albo dei docenti;
  • entrambi gli organi si impegnano a condividere e mettere a disposizione dei propri utenti il patrimonio documentale in materia di formazione.

La formazione decentrata

I rapporti fra Consiglio superiore e Scuola della magistratura si estendono anche alla formazione decentrata, che viene erogata dalla Scuola attraverso le proprie strutture didattiche decentrate, sulla base di linee programmatiche condivise con il Consiglio.

Anche in questo settore, il tavolo tecnico è la sede privilegiata di confronto, con specifico riferimento all'individuazione delle modalità di selezione dei formatori decentrati, materia sulla quale coesistono le competenze dei due organi, Consiglio e Scuola.


La formazione internazionale

I rapporti di collaborazione fra Consiglio e Scuola si estendono anche alle iniziative di formazione c.d. internazionale, che riguardano sia la partecipazione di magistrati italiani a corsi organizzati all'estero, da organi dell'Unione europea o da altri Paesi, sia la partecipazione di magistrati stranieri a corsi organizzati dalla Scuola.


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