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Relazioni istituzionali

I progetti di educazione alla legalità

“Educare alla giustizia e alla corresponsabilità, nel rispetto dei diritti e dei doveri del cittadino”: è la frase che si legge nell’intestazione della carta di intenti sottoscritta dal MIUR e dal CSM a Palermo il 23 maggio 2015, in occasione della commemorazione dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone.

L’obiettivo del Consiglio è dunque quello di promuovere e diffondere fra i giovani la cultura della legalità e i valori connessi alla cittadinanza e alla democrazia, in stretta collaborazione con altri enti e organi istituzionali.


La carta di intenti sottoscritta da MIUR e CSM

Nella prospettiva sopra descritta, il Ministero dell’Istruzione e il CSM hanno stipulato il 23 maggio del 2015 un accordo finalizzato a offrire agli studenti e alla società civile tutti gli strumenti idonei a favorire la conoscenza e, dunque, la prevenzione dei fenomeni criminali. Per raggiungere tale scopo, si prevedono, ad esempio, incontri di approfondimento che consentano ai docenti e agli studenti di intraprendere un percorso formativo orientato all’educazione alla convivenza civile. In questo contesto, viene dato rilievo essenziale al coinvolgimento nell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, per la loro funzione di presidio di legalità sul territorio.

In particolare, il MIUR si impegna a fornire una offerta formativa orientata in tal senso.

Il Consiglio, a sua volta, si impegna a coinvolgere i magistrati dei diversi distretti, in quanto portatori del necessario patrimonio di conoscenze idoneo a educare i giovani, in collaborazione con le istituzioni scolastiche e la società civile.

Infine, anche la Scuola superiore della magistratura partecipa, attraverso le proprie strutture sul territorio, all’offerta formativa nei confronti degli studenti.

In concreto, sulla base della convenzione, possono essere organizzati incontri e seminari; possono essere predisposti materiali didattici e divulgativi; possono essere coinvolti soggetti istituzionali diversi, che possano contribuire alla efficace diffusione dei concetti di legalità e cittadinanza.


Il Protocollo di intesa tra CSM, ANAC, DNAA e LUISS

Dopo la Carta di intenti sottoscritta con il MIUR, il Consiglio ha ampliato il progetto che ha come scopo ultimo quello di diffondere la cultura della legalità.

È cioè ferma consapevolezza del Consiglio che il contrasto alla criminalità organizzata e all’illegalità non possa essere affidato solo agli strumenti repressivi, essendo invece necessario promuovere e diffondere nella società civile, e in particolare presso giovani e studenti, la cultura della legalità e sensibilizzare al rispetto dei diritti e dei doveri civici.

Sulla base di tali premesse, il Consiglio, la DNAA, l’ANAC e la LUISS hanno sottoscritto l’allegato protocollo di intesa. L’importanza del coinvolgimento di tali enti deriva dal fatto che la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo è l’organo che, svolgendo funzioni di coordinamento nazionale rispetto alle Procure impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata, possiede un ingente patrimonio di conoscenze dei fenomeni mafiosi. L’Autorità Nazionale Anticorruzione, a sua volta, ha come proprio scopo costitutivo quello di prevenire i fenomeni corruttivi. La Luiss Guido Carli è una università privata che nell’ambito delle attività formative dedica specifica attenzione ai “percorsi di eccellenza della legalità”. Ciascuno dei soggetti coinvolti, dunque, può apportare un proprio specifico contributo al raggiungimento dell’obiettivo del protocollo, cioè le “attività di sensibilizzazione e formazione nelle scuole per promuovere la cultura della legalità”. Difatti, le competenze e il patrimonio informativo verranno utilizzati per sviluppare specifici percorsi didattici nelle scuole; per realizzare piani di formazione, orientamento e tutorato; per organizzare corsi universitari di formazione per la promozione dell’educazione alla legalità.


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