Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella sezione note legali.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie.

Relazioni istituzionali

Comitato paritetico CSM Ministero della Giustizia

Il "Comitato paritetico per l'individuazione di soluzioni condivise in ordine alle questioni in materia di organizzazione giudiziaria", in questa consiliatura coordinato dal cons. Antonio Ardituro, viene costituito con delibera del 18 maggio 2011, su iniziativa congiunta del CSM e del Capo del Dipartimento per l’Organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, con lo scopo di istituire una sede stabile di confronto fra i due organi che, in base alla Costituzione, si “ripartiscono” le competenze in materia di organizzazione degli uffici giudiziari e dei connessi servizi.


La composizione del Comitato paritetico

Il Comitato paritetico è composto, per quanto riguarda i membri designati dal Consiglio superiore, dal coordinatore (che attualmente è il cons. Antonio Ardituro), dal Presidente della Settima Commissione (commissione competente in materia di organizzazione degli uffici giudiziari), dal Segretario Generale del CSM, dal coordinatore della Struttura tecnica per l’organizzazione del Consiglio, da uno o più magistrati segretari addetti alla Settima Commissione e dal direttore della Settima Commissione.

Per il Ministero della Giustizia ne fanno parte: il Capo di Gabinetto, il Capo del Dipartimento per l'organizzazione giudiziaria e il Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia.


Le attività del Comitato paritetico

Nella consiliatura attuale, il Comitato paritetico - coerentemente con la sua natura di sede destinata al confronto tecnico e politico sui temi dell'organizzazione - si è occupato di organizzazione delle risorse degli uffici giudiziari; di definizione delle piante organiche; del datawarehouse; della predisposizione dei sistemi di disaster recovery relativamente al progetto di reingegnerizzazione del Consiglio; di processo civile telematico e informatizzazione del processo penale; di ufficio del processo; di organizzazione dei tirocini formativi; di soluzioni organizzative in materia di intercettazioni telefoniche (con specifico riferimento alle prescrizioni del Garante della privacy); delle iniziative legate al progetto Strasburgo 2 (relativo alla riduzione dell'arretrato in materia civile).

Con specifico riferimento alle piante organiche, il lavoro congiunto di analisi dei dati statistici, delle pendenze e delle sopravvenienze, dei carichi di lavoro e dei bacini di utenza ha portato al recente decreto ministeriale di ridefinizione degli organici degli uffici giudiziari giudicanti e requirenti di primo grado.


Il protocollo sul datawarehouse

In data 18 marzo 2015 il Consiglio ha deliberato di stipulare un Protocollo d'intesa con il Ministro della giustizia “per lo sviluppo di azioni volte al miglioramento qualitativo della messa a disposizione dei dati statistici di interesse del Consiglio superiore della magistratura dal sistema datawarehouse e dai registri del Ministero della giustizia”.

Il punto di partenza è che il Consiglio, nell’ambito del processo di reingegnerizzazione, si pone come obiettivo strategico la realizzazione di un proprio datawarehouse (DWH), cioè un sistema centrale di raccolta di dati informatizzati, che consenta al Consiglio stesso di ampliare il proprio patrimonio di informazioni relative all’attività degli uffici giudiziari nel settore civile e nel settore penale. Attraverso tale strumento sarà possibile effettuare analisi statistiche fondamentali per l’adozione di talune decisioni consiliari, che presuppongono una elaborazione numerica dei flussi di lavoro relativi a magistrati o uffici: si pensi alla pubblicazione di posti vacanti, all’analisi degli standard di produttività degli uffici e dei magistrati, alla valutazione dei programmi di gestione dei carichi di lavoro degli uffici, alla valutazione delle attitudini professionali dei magistrati.

Per ottenere i dati, è stata stipulata una convenzione tra il CSM e il Ministero della Giustizia, in forza della quale il CSM può acquisire copia della banca dati del Datawarehouse della Giustizia civile (DWH/GC), che diventa la fonte dei dati per la costruzione del DWH/CSM. Per il settore penale, in attesa della costruzione del Datawarehouse ministeriale dedicato, il CSM ha stabilito uno schema alternativo di raccolta dei dati basato sulla collaborazione degli uffici medesimi.


  • Email
immagine organizzazione innovazione e statistiche organizzazione innovazione
e statistiche
immagine international corner area internazionale international corner
area internazionale