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Sentenza n. 178/2016

Provvedimenti


Sentenza n. 178/2016

Presidente: LEGNINI                                                Estensore: FORTELEONI

 

 

Illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni - Doveri del magistrato – Diligenza – Reiterato, grave e ingiustificato ritardo nel compimento degli atti relativi all’esercizio delle funzioni – Giudice civile – Ritardato ed omesso deposito di sentenze – Numerosi ritardi superiori all’anno – Circostanze idonee a giustificare i ritardi – Gravosissimi carichi di lavoro - Scelta organizzativa - Assunzione in decisione di un elevato numero di processi – Riduzione del ruolo - Riduzione dei tempi di durata dei processi – Produttività ai vertici dell’ufficio – Rilevanza – Conseguenze - Illecito disciplinare - Insussistenza

Non integra l’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per reiterato, grave ed ingiustificato ritardo nel compimento degli atti relativi all’esercizio delle funzioni, la condotta del giudice il quale depositi, od ometta di depositare, numerose sentenze in materia civile, con ritardi gravi, in molti casi superiori ad un anno, qualora detti ritardi siano maturati nell’ambito di un ruolo - gravato da un numero molto elevato di controversie – gestito da un magistrato con una produttività ai vertici dell’ufficio e per effetto di una scelta organizzativa caratterizzata dall’assunzione in decisione di un numero di cause molto elevato - superiore alle ordinarie capacità di smaltimento del giudice – ma finalizzata all’abbattimento del ruolo ed alla riduzione dei tempi di durata dei processi, atteso che la complessiva valutazione di tale condotta consente di ritenere giustificati i ritardi (nella specie, il giudice - titolare di un ruolo di milletrecentoquarantatre cause, nel periodo dal 10 ottobre 2007 al 1° ottobre 2012, pur depositando, in media annua, duecentosettantatre sentenze e definendo, sempre in media annua, quattrocentosessantasette procedimenti, esclusi i decreti ingiuntivi, e pur facendo registrare una produttività ai vertici dell’ufficio in ben otto semestri su sedici - che aveva, peraltro, determinato la drastica riduzione della percentuale dei  procedimenti ultratriennali presenti sul proprio ruolo, passata, dal 55% iniziale, al 6% della fine del periodo - aveva depositato, in ritardo, cinquecentottantacinque sentenze civili monocratiche, con ritardi compresi tra ventuno e cinquecentodiciotto giorni (oltre i centoventi giorni), di cui centosessantaquattro sentenze depositate oltre l’anno dalla scadenza dei termini di cui all’art. 190 c.p.c.; nove sentenze civili collegiali, con ritardi compresi tra cinquantaquattro e cinquecentoquattro giorni (oltre i centoventi giorni) e trentaquattro sentenze non depositate alla data della fine del periodo oggetto di ispezione per le quali era già trascorso un ritardo del triplo del termine previsto dalla legge per il deposito della sentenza)

Riferimenti normativi:
Decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109,  art. 2, comma 1, lett. q)

 

allegati

Sentenza n. 178 del 2016 (55,3 kB)

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