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Il Consiglio Direttivo della Corte di Cassazione

Il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25, recante “Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera c), della legge 25 luglio 2005, n. 150”, ha introdotto nell’ordinamento giudiziario un organo, interno alla Corte di Cassazione, corrispondente ai Consigli giudiziari presso la Corte d’Appello: il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione.

 

Finalità

Il Consiglio Direttivo è competente a formulare pareri sulle tabelle di organizzazione della Corte di Cassazione, sulle valutazioni di professionalità e sugli incarichi extragiudiziari dei magistrati in servizio presso la Corte stessa o la Procura generale oltre che ad esprimere pareri a richiesta del Consiglio Superiore della Magistratura su materie attinenti alle competenze ad esso attribuite e ad avanzare proposte alla Scuola Superiore della Magistratura in materia di programmazione dell’attività didattica della Scuola.


Composizione e durata

Di esso fanno parte, come componenti di diritto, il Primo Presidente della Corte, il Procuratore Generale nonché il Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

Ad essi si affiancano alcuni membri togati (sei magistrati giudicanti e due magistrati requirenti, “eletti da tutti e tra tutti i magistrati in servizio presso la Corte e la Procura generale”) e non togati (due professori ordinari di unversità in materie giuridiche e un avvocato designato dallo stesso Consiglio Nazionale Forense tra gli avvocati con almeno 20 anni di esercizio effettivo della professione e iscritto da almeno cinque anni nell'Albo degli avvocati cassazionisti, scelti rispettivamente dal consiglio universitario nazionale e dal consiglio nazionale forense).

Il Consiglio Direttivo, nella prima seduta, elegge a scrutinio segreto tra i componenti togati il segretario “ed adotta le disposizioni concernenti l’organizzazione dell’attività e la ripartizione degli affari”.

L’organo ha durata quadriennale e i componenti non di diritto non sono immediatamente rieleggibili o rinominabili.



Normativa di riferimento



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