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Ristabilire le precedenti competenze territoriali su misure di prevenzione per Santa Maria Capua Vetere e Trapani

News


07 dicembre 2017

Ristabilire le precedenti competenze territoriali su misure di prevenzione per Santa Maria Capua Vetere e Trapani
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Su iniziativa della Sesta commissione (relatori i cons. Ardituro, Balducci e Cananzi), è stata approvata una proposta al Ministro della Giustizia di modifica del c.d. Codice Antimafia (l. 161/17), per evitare che molti procedimenti in materia di applicazione delle misure di prevenzione vengano trattati, per effetto della competenza distrettuale, non più a Santa Maria Capua Vetere e Trapani ma, rispettivamente a Napoli e Palermo, impedendo quindi una adeguata risposta  giudiziaria nel contrasto alla criminalità organizzata

Nello specifico, il nuovo Codice antimafia prevede che, per i tribunali di Trapani e Santa Maria Capua Vetere, il criterio attributivo di competenza territoriale per le misure di prevenzione di cui all’art. 2 del medesimo codice sia la dimora “nel rispettivo circondario” dell’interessato alla misura stessa, a differenza di quanto previsto nel previgente testo dell’art. 5 d.lgs. 159/11, che prevedeva una competenza provinciale, ben più ampia quindi.

Ciò comporta una forte contrazione della competenza per territorio, per effetto della quale restano escluse proprio quelle aree che, in quanto storicamente caratterizzate da forte presenza criminale (da un lato si tratta dell’area connotata - fra le altre - dalle attività camorristiche del clan dei Casalesi, e dall’altro del territorio di provenienza di un latitante del calibro di Matteo Messina Denaro), avevano indotto il legislatore a derogare alla competenza distrettuale.

Il nuovo assetto normativo determina, inoltre, gravi disfunzioni organizzative: come ha sottolineato il relatore Antonio Ardituro, se la norma restasse invariata si avrebbe, infatti, un ulteriore aggravio di lavoro per i Tribunali distrettuali, ovvero per  Napoli e Palermo

Per tali ragioni, il Consiglio chiede al Ministro della Giustizia di attivarsi, nell’ambito delle proprie attribuzioni, per modificare l’art. 2 nel senso di radicare la competenza in relazione alla provincia di dimora dell’interessato.

La proposta approvata dal Plenum del CSM è stata trasmessa al Ministro con l’auspicio che la modifica stessa possa essere recepita già nella legge di stabilità che il Parlamento sta per approvare, attesa l’urgenza di consentire agli uffici giudiziari di operare con efficienza ed efficacia.

Il testo della delibera può essere consultato nella sezione del sito che raccoglie pareri e proposte al Ministro.

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