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Confronto al CSM sulle prospettive italiane ed europee in tema di “integrità” della magistratura giudicante

Confronto al CSM sulle prospettive italiane ed europee in tema di “integrità” della magistratura giudicante

09 giugno 2017
riunione CCJE

Le prospettive italiane ed europee sull’integrità della magistratura giudicate è il tema della conferenza che si è svolta nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura nell’ambito dei lavori del Consiglio Consultivo dei Giudici Europei (CCJE) ospitati a Palazzo dei Marescialli dal 7 al 9 giugno.

“L’integrità – ha sottolineato il Vice Presidente Giovanni Legnini nel suo indirizzo di saluto – è una qualità indispensabile del giudice che ne sostiene la terzietà, proteggendolo da ogni tipo di influenza diretta o indiretta. Si tratta di un elemento determinante per favorire il consenso di una comunità intorno all’operato del magistrato e, in ultima analisi, sulla sua funzione”. “Non dobbiamo dimenticare – ha aggiunto Legnini - che l’integrità, se riferita al giudice che esercita un potere diffuso e non accentrato, è un predicato che dal singolo, si estende e si riflette sull’intero ordine giudiziario di un Paese. Si tratta, dunque, di un fondamentale baluardo perché proliferino fiducia e affidamento nel compito di chi è chiamato a rendere giustizia”.

L’incontro, promosso dalla IX Commissione presieduta da Alessio Zaccaria, ha visto gli interventi del presidente norvegese del Consiglio Consultivo dei Giudici Europei Nils Engstad, del vicepresidente della IX Commissione del CSM Lucio Aschettino, del Consigliere del CSM Lorenzo Pontecorvo e del Consigliere della Corte di Cassazione Raffaele Sabato. Al centro del dibattito le prospettive italiane ed europee in tema di integrità della magistratura giudicante, i diversi sistemi di monitoraggio e gli standard di integrità secondo il Consiglio d’Europa.

“In Italia l'integrità dell'autorità giudiziaria – ha detto il Consigliere Pontecorvo nel suo intervento sul sistema italiano di monitoraggio dell’integrità della Magistratura - è garantita dalla sua indipendenza dall'esecutivo. Il rafforzamento dell'integrità individuale include misure relative al miglioramento del sistema di comportamento e delle regole deontologiche e al miglioramento del sistema di responsabilità disciplinare. Ciò significa, da un lato, i doveri di giudici e di procuratori; dall'altro, la reazione del sistema in caso di violazione di tali doveri”.

“Il Consiglio Superiore della Magistratura italiana – ha sottolineato Aschettino – sta coltivando con sempre maggiore impegno e interesse  una serie di iniziative per favorire lo scambio e il confronto con le realtà internazionali, e in particolare con quelle europee. Siamo convinti che questo possa servire non solo a migliorare la conoscenza da parte nostra, ma ad individuare dei percorsi più appropriati per quello che è l’obiettivo primario: ovvero garantire l’indipendenza e l’autonomia della magistratura italiana”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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