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Sportelli di prossimità: la giustizia diventa un bene del territorio - Modello 28



Se la giustizia è distante


La geografia della giustizia è in evoluzione: tra tribunali soppressi e cittadini che, per fruire dei servizi, devono raggiungere più interlocutori e spesso lontani, nasce una nuova prospettiva, la giustizia di prossimità, cioè la presenza sul territorio di punti di contatto e accesso al sistema giudiziario. Si fa strada, insomma, l’dea della giustizia come bene che deve essere presente sul territorio.






La risposta degli uffici

Gli uffici si attivano, in collaborazione con gli enti locali, per delocalizzare alcune funzioni e avvicinarsi agli utenti. Nascono gli sportelli di prossimità, “l’ultima frontiera” del sistema giudiziario. Essi permettono ai cittadini  di avere un unico punto di contatto, un riferimento vicino al luogo in cui vivono e di disporre di un servizio completo di orientamento e di consulenza. Gli sportelli di prossimità sono la risposta del welfare state al cittadino in difficoltà. Tali iniziative, infatti, sono fiorite e operano nell’ambito delle amministrazioni di sostegno, tutele (anche di minori) e curatele, il settore della giurisdizione più prossimo alle esigenze delle persone fragili.



Gli sportelli, in pratica

Gli sportelli forniscono, anche grazie alle tecnologie del Pct e alle banche dati del Ministero della giustizia, servizi diversi:

  • orientano e  informano sugli istituti di protezione giuridica (tutele, tutele minori, amministrazioni di sostegno), anche attraverso materiale informativo
  • distribuiscono la modulistica vigente presso gli uffici giudiziari
  • danno supporto per predisporre il ricorso, la raccolta e la verifica degli allegati in tema di amministrazione di sostegno
  • ricevono e depositanopresso la cancelleria del tribunale i ricorsi anche mediante strumenti informatici
  • aiutano gli amministratori di sostegno a compilare i rendiconti periodici di amministrazione di sostegno e tutele, provvedono alla raccolta e deposito presso la cancelleria del tribunale anche mediante strumenti informatici
  • aiutano gli amministratori di sostegno a compilare gli atti di straordinaria amministrazione, secondo la modulistica del tribunale, e provvedono allaraccolta e deposito presso la cancelleria del tribunale anche mediante strumenti informatici
  • forniscono consulenza sugli istituti di protezione giuridica per casi complessi: tale consulenza è fornita, a seconda dei casi, da assistenti sociali, da assistenti sanitari, da personale medico specialistico, da avvocati volontari, da funzionari di cancelleria.



Allo spartiacque tra due opposte esigenze

Gli sportelli di prossimità nascono dall’incontro di due opposte esigenze:da un lato il tribunale, alla ricerca di luoghi di mediazione con il territorio che riducanola distanza anche fisica tra cittadino e ufficio giudiziario; dall’altro i servizi sul territorio, tra cui volontariato, alla ricerca di una casa comune ma, soprattutto, di una interlocuzione forte e continuativa con il giudice tutelare per conoscerne orientamenti e prassi[1].Non è un caso che queste due esigenze si siano incontrate a metà strada. Gli uffici giudiziari delocalizzano i punti di accesso alla giustizia, riducendo l’impatto sulle cancellerie, i servizi sul territorio costruiscono un unico punto di contatto con il cittadino in modo  che possa trovare in un solo punto, il più possibile vicino a lui, rispostecomplete, univoche e chiare.

Ne nasce un servizio condiviso. Ovviamente il giudice mantiene il suo ruolo per cui la decisione sul ricorso rimane una decisione giudiziaria che esprime l’applicazione della legge al caso concreto: ma il sistema giudiziario, in tali progetti, mette in gioco la propria capacità di progettare e rendere un servizio secondo uno dei valori più importanti della giurisdizione, la prevedibilità delle decisioni.



Il ruolo degli uffici giudiziari

Gli uffici giudiziari collaborano a tali iniziative fornendo:

  • modulistica standard, che già di per sé impone il rispetto di alcune regole nella descrizione dei fatti e nella produzione dei documenti;
  • un percorso formativo per gli operatori agli sportelli: essi veicolano gli orientamenti del tribunale e quindi il cittadino può già capire se il suo caso rientri o meno tra quelli per cui è previstal’amministrazione di sostegno;
  • un canale diretto con l’ufficio giudiziario che permette una rapida interlocuzione nei casi in cui occorre approfondire, con ulteriori passaggi, i contenuti della richiesta.



Risorse e condizioni necessarie

Gli sportelli di prossimità sono inattuabili senza un serio investimento degli enti territoriali. Occorrono quindi:

  • tavoli di coordinamento (istituiti con accordi, protocolli, leggi regionali e così via) che istituzionalizzino la collaborazione tra i diversi attori tra cui l’ufficio giudiziario;
  • luoghi fisici (anche presso enti già operanti, come servizi sociali, Asl...) per l’apertura degli sportelli;
  • personale degli enti territoriali che devono presidiare tali sportelli e l’eventuale integrazione con volontari;
  • la formazione di tale personale e dei volontari con la collaborazione di tutti gli attori coinvolti;
  • modulistica standard per le varie tipologie di atti che i cittadini possono presentare al giudice tutelare e pubblicazione di tale modulistica su un sito web;
  • un canale di comunicazione diretta tra il personale degli sportelli di prossimità e le cancellerie degli uffici giudiziari o comunque un punto di contatto presso il tribunale;
  • sistemi informatici per trasmettere i ricorsi e le istanze dagli sportelli di prossimità al tribunale attraverso l’utilizzo del Pct e, nelle forme più evolute, punti di accesso al pct[2];
  • servizi di teleconferenza per l’audizione a distanza dei beneficiari delle amministrazioni di sostegno.

La replicabilità di tale progetto dipende dal coinvolgimento degli Enti Territoriali in quanto, a carico degli uffici giudiziari, vi sono solo oneri di formazione e di standardizzazione delle proprie procedure e modulistiche.I benefici per l’ufficio giudiziario sono peraltro elevati sia in termini di miglioramento della qualità dei ricorsi, sia in termini di minor afflusso di persone presso le cancellerie.



Controlli e rendicontazione

Il personale attivo presso gli sportelli deve gestire l’attività di rendicontazione. Può censire la tipologia di utenza, la tipologia di informazioni richieste, la tipologia di ricorsi presentati nonché il numero delle persone che hanno accesso al sistema e delle richieste avanzate.

Un’attività analoga va svolta per i servizi web.

Occorre poi un periodico confronto nei tavoli di coordinamento. Essi devono programmare gli obiettivi su base periodica (annuale/triennale), analizzare i risultati raggiunti e valutare le modifiche da apportare al progetto (e l’eventuale modifica degli accordi che sorreggono il progetto stesso).



Normativa di riferimento

Legge6 del 9 gennaio 2004  istitutiva dell’Amministrazione di sostegno

Legge regionale 19 del Friuli Venezia Giulia del 16 novembre 2010, Interventi per la promozione e la diffusione dell'amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli

Legge regionale 2 della Liguriadel 28 Gennaio 2015,  Norme regionali per la promozione e la valorizzazione dell'amministrazione di sostegno, istituto previsto dalla legge 6 del 9 gennaio 2004

Legge regionale 11 dell’Emilia romagna del 24 luglio 2009, Norme per la promozione e la valorizzazione dell'amministrazione di sostegno, istituto previsto dalla legge 6 del 9 gennaio 2004

Legge regionale 3 della Lombardia  del 12 marzo 2008, Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario



Uffici coinvolti

Tribunale di Monza

Tribunale di Torino

Tribunale di Genova

Tribunale di Vicenza

Tribunale di Milano



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