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Francesca Laura Morvillo

L’impegno quale magistrato minorile.

 

 

La sezione raccoglie i seguenti documenti:

 


 

L’impegno nella materia minorile è la cifra distintiva di 17 anni di vita professionale di Francesca Morvillo.

Il primo dato che emerge è che la scelta di esercitare le funzioni in tale settore appare la naturale prosecuzione di un’attenzione all’infanzia e ai giovani iniziata ben prima di entrare in magistratura. In forza della propria naturale inclinazione, già durante gli studi universitari, nonostante la giovane età, Francesca Morvillo si dedicava (volontariamente e gratuitamente) all’insegnamento presso alcuni istituti per l’infanzia e presso un centro di assistenza per i figli dei detenuti, distinguendosi per la “capacità di comprendere la psicologia dei minori” (come le attesta l’Opera diocesana di Monreale) e per la “innata sensibilità e spiccata, matura conoscenza delle complesse e delicate esigenze della psicologia minorile” (come attesta il Procuratore di Palermo). Per sviluppare tali attitudini, peraltro, ha anche frequentato un corso - autorizzato dal Ministero della Pubblica istruzione - di “fisiopatologia dello sviluppo fisico e psichico del fanciullo”.

Efficaci nel descrivere l’approccio di Francesca Morvillo alle delicate funzioni di sostituto procuratore presso la Procura per i Minorenni sono le parole utilizzate dal parere del Consiglio giudiziario di Palermo del 26 marzo 1990: “le sue doti umane, non disgiunte dal necessario rigore, sono servite sia a mitigare l’asprezza della pena che a ricondurre sulla retta via minori disadattati e dalla condotta irregolare. Il suo intuito e la sua sensibilità sono stati di grandissimo ausilio nella istruzione delle pratiche […] aventi per oggetto l’infanzia abbandonata con tutti i delicati problemi sociali che comporta tale cura”. Prosegue l’estensore del parere affermando che le “doti giuridiche e umane […] hanno avuto modo di rifulgere nel preminente interesse dei minori”. Altre parole sarebbero state, forse, superflue. Nello stesso senso, l’encomio del Procuratore per i minorenni di Palermo del 8 luglio 1988.

Anche nei precedenti pareri trovava spazio il riconoscimento delle particolari attitudini alla materia: quello del 21 marzo 1983 richiama la capacità di cogliere le “implicazioni socio-psicologiche” dei procedimenti trattati e quello del 17 marzo 1975 dà atto della “specifica preparazione quale magistrato minorile”.

Ancor prima, queste doti in nuce emergevano dal parere del 9 ottobre 1972 per la nomina ad aggiunto giudiziario (parere adottato da un Consiglio giudiziario nel quale sedevano, fra gli altri, Angelo Piraino Leto, suocero di Paolo Borsellino, Rocco Chinnici e Pietro Giammanco, che, peraltro, forse un ulteriore segno del destino, era anche il p.m. di udienza il giorno in cui Francesca Morvillo prese possesso come uditore giudiziario).

Infine, uno sguardo ai prospetti del lavoro svolto (le c.d. statistiche, qui e qui) consente una immediata valutazione dell’abnegazione e dello spirito di servizio che la animava.


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