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Antifascismo e resistenza

Immunità dalla giurisdizione degli stati stranieri per crimini di guerra e contro l'umanità

E' il 23 settembre del 1998 quando Luigi Ferrini, cittadino italiano deportato durante la guerra in Germania, e costretto ai lavori forzati, si rivolge ai giudici italiani per chiedere la condanna della Germania al risaricimento dei danni patiti.

La domanda fu respinta sia in primo grado che in appello: le Corti territoriali accolsero infatti l'eccezione di difetto di giurisdizione, sollevata dalla difesa tedesca, riconoscendo il principio di diritto internazionale dell'immunità degli Stati sovrani di fronte alla giurisdizione di ogni altro Stato.


  • Il giudizio di legittimità e il ricorso alla CIG

    Il Giudice di legittimità, investito del gravame, ribaltava le precedenti decisioni stabilendo (SSUU n. 5044 dell' 11 marzo 2004)  che  l'immunità degli Stai per gli atti d'imperio non si estende ai crimini di guerra ed ai crimini contro l'umanità.

    Avverso tale decisione la Germania propose ricorso alla Corte internazionale di giustizia dell'Onu che, con sentenza del 3 febbraio 2012, accoglieva il ricorso sulla base del fatto che il diritto internazionale continua a "prevedere che ad uno Stato sia riconosciuta l'immunità in procedimenti per illeciti presumibilmente commessi sul territorio di un altro Stato dalle proprie forze armate nel corso di un conflitto armato".

    Alla predetta pronuncia si uniformarono le successive pronuncie della Corte di cassazione (alcune qui allegate) riconoscendo il difetto di giurisdizione nei confronti della Germania.


    Allegati
    Corte di cassazione SSUU 11 marzo 2004 n. 5044

    Le successive pronunce della Corte di Cassazione

  • Le eccezioni di incostituzionalità del Tribunale di Firenze e la decisione della Consulta

    Ma ad oltre 10 anni da quel primo ricorso, il Tribunale di Firenze, istruendo un nuovo giudizio avente ad oggetto la richiesta di risarcimento di danni subiti a causa di crimini di guerra, sollevò questione di legittimità costituzionale, asserendo che l'adattamento dell'ordinamento italiano ai principi ed alle convenzioni internazionali non può superare il limite (invalicabile) della tutela dei diritti fondamentali.

    Il 22 ottobre 2014, la Corte costituzionale, con una sentenza che può definirsi storica (la n. 283/2014, qui allegata) statuì che "il totale sacrificio che si richiede ad uno dei principi supremi dell’ordinamento italiano, quale senza dubbio è il diritto al giudice a tutela di diritti inviolabili, sancito dalla combinazione degli artt. 2 e 24 della Costituzione repubblicana, riconoscendo l’immunità dello Stato straniero dalla giurisdizione italiana, non può giustificarsi ed essere tollerato quando ciò che si protegge è l’esercizio illegittimo della potestà di governo dello Stato straniero, quale deve ritenersi in particolare quello espresso attraverso atti ritenuti crimini di guerra e contro l’umanità, lesivi di diritti inviolabili della persona"....


    Allegati
    Ordinanza del Tribunale di Firenze del 21 gennaio 2014

    Corte costituzionale 29 ottobre 2014 n. 238

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