Documento Programmatico approvato dal Comitato Direttivo in data 22 gennaio 2010 da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea generale della Rete del 22 gennaio 2010

La programmazione annuale della Rete dei Comitati per le pari opportunità prende ancora una volta le mosse dalle finalità stabilite  dallo Statuto (in corso di revisione), ma anche dall’esperienza maturata dopo un intenso anno di lavori.

L’obiettivo fondamentale rimane naturalmente quello di trarre nuovi e sempre migliori risultati dalla cooperazione dei CPO nel promuovere la posizione delle donne, garantire loro condizioni professionali paritarie nell’ambito delle professioni legali e superare gli aspetti critici che derivano dalla difficoltà di conciliare il ruolo di cura della famiglia con l’attività lavorativa, la formazione e l’aggiornamento professionale
Sul piano operativo nell’anno appena trascorso la novità più importante è rappresentata dagli esiti delle attività del modulo sperimentato dei Gruppi di Lavoro, istituiti nel 2008 dal Comitato Direttivo su indicazione dell’Assemblea Generale, che hanno operato raccogliendo dati, avviando dibattiti, fino a giungere a conclusioni sottoposte alle valutazioni della stessa Assemblea.
In particolare il WG Asili Nido, prendendo spunto anche dalla delibera del C.S.M. del 15 luglio 2009, propone la realizzazione di un protocollo di intesa per la reale fruizione di un servizio in tal senso ovvero di servizi integrativi all’interno degli uffici giudiziari italiani.
Il WG Buone prassi, tenendo presente sempre gli obiettivi fissati dalla normativa italiana e comunitaria, e considerando che si tratta di materia trasversale ed immanente all’intero progetto della Rete, propone di concentrare i propri obiettivi nell’anno in corso sulle tematiche seguenti: 1)  procedere ad un monitoraggio, con l’ausilio dei risultati di lavoro degli altri work group (in particolare del gruppo “focal point e banca dati”), della attuale situazione delle buone prassi sviluppatesi negli ultimi anni sotto la spinta delle direttive sopramenzionate;  2) favorire la introduzione del processo telematico, che come effetto indiretto vede anche la velocizzazione delle procedure lavorative e la conciliazione al femminile delle esigenze di cura; 3) verificare la effettiva attuazione  nelle sedi giudiziarie delle disposizione normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche; 4) focalizzare i settori e gli ambiti  nei quali si annidano, anche a seguito dello studio di eventuali segnalazioni, i principali comportamenti discriminatori ed elaborare, di conseguenza, in alternativa ed a rimedio, comportamenti positivi (buone prassi) di attuazione sostanziale del principio di pari opportunità e di rimozione delle discriminazioni. Uno dei settori dovrebbe riguardare la tutela dei diritti delle lavoratrici in congedo di maternità “a non subire un deterioramento delle condizioni di lavoro per aver usufruito del congedo di maternità”. Importante, ancora, risulterebbe il coltivare lo sviluppo di una “cultura di genere”, e quindi individuare momenti di sensibilizzazione dei dirigenti fra il personale delle magistrature, dei Presidenti dei Consigli degli ordini professionali anche nell’ambito degli incontri di studio, di formazione ed aggiornamento professionale, che abbiano ad oggetto proprio la materia delle pari opportunità. Viene ribadita, infine, la necessità di un’organizzazione dei corsi di formazione professionale che siano rispettosi della esigenza di una conciliazione tra vita professionale e vita familiare; per cui si potrebbero implementare progetti di studio e approfondimento secondo il metodo di partecipazione <virtuale>.
Il WG  Tetto di cristallo, una volta individuati ed analizzati gli elementi distintivi del lavoro femminile, propone di agire - per raggiungere una reale maggiore presenza del genere femminile nella composizione degli organi istituzionali e direttivi del mondo associativo - se del caso anche attraverso la previsione di quote di posizione, se non addirittura di risultato, nelle diverse liste elettorali. In tale prospettiva, auspica che il gruppo di lavoro, verificato l’attuale assetto normativo, stimoli l’elaborazione di proposte di legge sul punto.
Nell’ambito delle magistrature dovranno essere ancora monitorate le presenze femminili negli incarichi direttivi e semidirettivi, promuovendo iniziative che incentivino le donne magistrato a partecipare ai concorsi e che ne valorizzino adeguatamente le professionalità.
In tale direzione dovranno essere incentivate sul piano della formazione di avvocati, magistrati e professioni legali in genere, iniziative mirate a rimuovere gli ostacoli all’accesso alle cariche di rappresentanza, anche con la promozione di corsi di autostima e di migliore utilizzo delle risorse umane.
Il WG Focal Point, infine, propone la realizzazione che nella pagina web della Rete di un link che a) illustri composizione ed attività dei CPO della Rete, b) contenga dati aggiornati, da acquisire a cura di ciascun CPO, riguardanti la presenza femminile nelle varie professioni legali, nei diversi settori della categoria (ad es. giudici e P.M., avvocati civilisti e penalisti, ecc.) ed ogni altro elemento utile a rappresentare il ruolo delle donne nelle professioni legali.
 Per questa ragione auspica una collaborazione fattiva ed efficace – anche attraverso lo stesso gruppo di lavoro della Rete - di tutte le istituzioni coinvolte, nella comunicazione e nell’aggiornamento di detti dati. Inoltre, appare necessario prevedere una sufficiente diffusione di tali dati, anche attraverso la pubblicazione degli stessi nelle pagine web dei vari organi: l’informazione è, infatti, il primo passo verso la sensibilizzazione e la risoluzione del problema.
Per quanto attiene la Commissione Regolamento Interno, si tratterà di attendere l’esito dei lavori della Commissione c.d. <Costituente> prima di redigere ulteriori disposizioni interne.
            Di interesse, inoltre, appare introdurre un’analisi, attraverso la costituzione di un apposito gruppo di lavoro, sulle politiche di genere in relazione alle professioni legali in ambito europeo, il quale avrà anche il compito di creare un effettivo raccordo fra la Rete,  l’Istituto Europeo e il suo Forum di esperti, per l’uguaglianza di genere.

Tanto premesso, si propone all’Assemblea Generale di:

  1. approvare il programma dei lavori sopra illustrato;
  2. di prorogare i Gruppi di lavoro già costituiti e di istituirne uno nuovo sul tema “Parità di genere e professioni legali in Europa”;
  3. di invitare la Commissione c.d. <Costituente> a procedere nella revisione dello Statuto ed a formulare proposte che saranno valutate dal Comitato Direttivo e sottoposte all’approvazione dell’Assemblea Generale, anche in via straordinaria.

 

Per le ulteriori attività, in dettaglio, di programmazione viene delegato il Comitato direttivo della Rete.