Il Palazzo dei Marescialli sede del Consiglio Superiore della Magistratura

Roma papalina era riuscita a contenere le sedi dei suoi tribunali nella semplice Curia Innocenziana. Essendo questa stata promossa a sede della Camera dei Deputati, le funzioni della Giustizia dovettero emigrare altrove. E, per quante dislocazioni siano state successivamente escogitate, si può dire che la Giustizia in Roma stia ancora cercando le sue case definitive.

...la stessa Costituzione ha creato un altro solenne organismo, pari in dignità a Camera e Senato e cioè il Consiglio Superiore della Magistratura, organo di governo e di disciplina dell'ordine giudiziario. Nelle difficoltà già esistenti per tutti gli alti livelli giudiziari, si dovettero "inventare" le sedi idonee per i due grandi organismi...Si presentava invece meno semplice assicurare una sede di dignità proporzionata al nuovo organismo supremo della Magistratura.

Finalmente, nello spirito di liquidazione del formale apparato della nazione guerriera, si affacciò l'idea di utilizzare per il nuovo organismo un edificio ancor nuovo, collocato a piazza Indipendenza e che era stato creato come sede d'apparato dei Marescialli d'Italia.

La nuova sede dei Marescialli ... venne edificata, nell'incredibile spazio di pochi mesi, fra il 1937 e il 1938, sul posto di una modesta palazzina esistente all'angolo di piazza Indipendenza con via S. Martino della Battaglia. ...attorno alla piazza erano sorti villini molto distinti...tutti erano stati progettati dai migliori architetti del momento... Questa situazione edilizia della piazza ha resistito fino a questo dopoguerra quando notevoli edifici ... hanno sovvertito gli equilibri volumetrici del luogo. In questo il palazzo dei Marescialli aveva già dato l'esempio accrescendo la volumetria della vecchia costruzione e avanzandone il fronte, che prima era arretrato di una diecina di metri, fino a portarlo alla linea della piazza. La sistemazione dell'edificio venne appaltata ad una grossa impresa romana, che realizzò un progetto dell'architetto Michele Oddini del Genio militare, coadiuvato dall'ingegnere Calogero Butera. L'edificio, di linee semplici ma con riquadrature decorative alla finestre sulle quali spiccavano teste di fanti ed aquile, ottenne un certo rilievo, proporzionato alla sua funzione di rappresentanza, sia per la nobilità complessiva dell'aspetto esterno in pietra sperone e travertino, sia per la separazione degli ingressi (quello principale con portale in bronzo opposto a quello del personale, aperto sulla piazza stessa, ed un ingresso separato per le auto). Le vie d'accesso all'intorno confluivano verso il cortile, nel quale, in lugo del precedente ninfeo, era stata ricavata una nicchia per la statua di Giulio Cesare. I tre piani avevano ricevuto questa destinazione: al pianterreno sale di convegni e di lettura; al piano nobile, al quale si accedeva tramite uno scalone marmoreo, c'erano gli studi dei Marescialli ...L'arredo era quale si poteva immaginare all'epoca per un ambiente di alta rappresentanza: mobili di noce scura di stile rinascimentale. L'inaugurazione avvenne nel complesso delle cerimonie celebrative del 21 aprile 1938, festa del lavoro e Natale di Roma. La destinazione per la quale il palazzo era stato apprestato con tanta sollecitudine di tempo e di opere doveva durare pochi anni,... Il palazzo cadde in un sostianzale abbandono. Pero' il 15 febbraio 1962 esso trovava un motivo di rinascita che lo collocava tra le alte sedi delle Istituzioni repubblicana e fra quelle di massimo prestigio dell'Ordine giudiziario. Vi si era insediato il Consiglio Superiore della Magistratura.

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