<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Funzionamento del CSM
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IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Attribuzioni
Composizione
La posizione costituzionale
Attività paranormativa
I Consigli Giudiziari

L'ACCESSO ALLA MAGISTRATURA ORDINARIA

Il concorso
La nomina diretta
LA CARRIERA DEI MAGISTRATI ORDINARI
Le valutazioni di professionalità
Il passaggio di funzioni
I DIRIGENTI DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
La temporaneità degli incarichi direttivi
L'ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DI PROCURA
L'organizzazione degli uffici di Procura
LA FORMAZIONE DEI MAGISTRATI
L’attività svolta dal Consiglio Superiore della Magistratura
La Scuola Superiore della Magistratura
LA RESPONSABILITA' DISCIPLINARE DEL MAGISTRATO
Gli illeciti disciplinari
Le sanzioni disciplinari
Il procedimento disciplinare
LA RESPONSABILITA' CIVILE DEL MAGISTRATO
LA RESPONSABILITA' PENALE DEL MAGISTRATO
LE VALUTAZIONI DI PROFESSIONALITA'

La progressione nelle carriere è unica per i magistrati che esercitano funzioni giudicanti ovvero requirenti.
La riforma dell’ordinamento giudiziario, realizzata con il D.Lgs. 160/2006 come modificato dalla L. 111/2007, prevede che tutti i magistrati siano sottoposti a valutazione ogni quattro
anni, sino al superamento della settima valutazione di professionalità, che interviene al ventottesimo anno di servizio. La periodicità delle richiamate valutazioni pone in evidenza che la professionalità dei magistrati, nei suoi diversi profili, è oggetto di reiterati ed Approfonditi controlli, durante l'intero arco della loro vita professionale.
Posto che l’indipendenza, l’imparzialità e l’equilibrio del magistrato costituiscono imprescindibili condizioni per un corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali, la valutazione di professionalità riguarda, segnatamente: la capacità professionale, la laboriosità, la diligenza e l’impegno.
Quali indicatori dei richiamati parametri di valutazione vengono in rilievo: la preparazione giuridica, la padronanza delle tecniche utilizzate nei diversi settori della giurisdizione; l’esito,
nelle successive fasi e nei gradi del procedimento, dei provvedimenti giudiziari emessi; la quantità e qualità del lavoro giudiziario svolto; il rispetto dei termini per la redazione ed il
deposito dei provvedimenti; il grado di partecipazione e di fattivo concorso del magistrato al buon andamento dell'ufficio nel quale opera (disponibilità alle sostituzioni, frequenza di corsi
di aggiornamento, apporto alla soluzione di problemi organizzativi etc.).
In particolare si rileva che la riforma prevede l’individuazione di standard medi di definizione dei procedimenti, ai quali parametrare l’attività svolta da ogni singolo magistrato.
A salvaguardia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati, in nessun caso la valutazione di professionalità può giungere a realizzare una riconsiderazione del diritto applicato al caso di specie.
Nella raccolta di elementi di conoscenza utili al fine di svolgere la valutazione di professionalità, particolare rilevanza viene assegnata ai rapporti redatti dai dirigenti degli uffici giudiziari.
Il Consiglio superiore della magistratura procede alla valutazione di professionalità sulla base del parere espresso dal Consiglio Giudiziario e della documentazione acquisita.
Il C.S.M. formula un giudizio positivo di professionalità, quando la valutazione del magistrato risulta sufficiente in relazione a ciascuno dei parametri sopra richiamati. In tal caso il
magistrato consegue la valutazione di professionalità corrispondente all’anzianità di servizio maturata.
Il giudizio è <non positivo> quando la valutazione evidenzia carenze in relazione a uno o più dei richiamati parametri.
Il giudizio è <negativo> quando la valutazione evidenzia carenze gravi in relazione a due o più dei suddetti parametri.
La legge prevede specifiche conseguenze, professionali ed economiche, per effetto dei giudizi <non positivo> e <negativo>; è prevista, in particolare, la dispensa dal servizio del magistrato, in caso di un duplice giudizio <negativo>.
Il Consiglio superiore della Magistratura con propria circolare, la n. 20691 deliberata il 4 ottobre 2007, ha dato attuazione alla normativa primaria, disciplinando criteri, fonti e parametri di giudizio che devono orientare le quadriennali valutazioni di professionalità.