<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Funzionamento del CSM
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IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Attribuzioni
Composizione
La posizione costituzionale
Attività paranormativa
I Consigli Giudiziari

L'ACCESSO ALLA MAGISTRATURA ORDINARIA

Il concorso
La nomina diretta
LA CARRIERA DEI MAGISTRATI ORDINARI
Le valutazioni di professionalità
Il passaggio di funzioni
I DIRIGENTI DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
La temporaneità degli incarichi direttivi
L'ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DI PROCURA
L'organizzazione degli uffici di Procura
LA FORMAZIONE DEI MAGISTRATI
L’attività svolta dal Consiglio Superiore della Magistratura
La Scuola Superiore della Magistratura
LA RESPONSABILITA' DISCIPLINARE DEL MAGISTRATO
Gli illeciti disciplinari
Le sanzioni disciplinari
Il procedimento disciplinare
LA RESPONSABILITA' CIVILE DEL MAGISTRATO
LA RESPONSABILITA' PENALE DEL MAGISTRATO
I DIRIGENTI DEGLI UFFICI GIUDIZIARI

Il Presidente della Corte di cassazione, il Procuratore generale presso la Corte medesima e i magistrati dirigenti degli uffici giudiziari di primo e secondo grado, giudicanti e requirenti, provvedono alla direzione degli uffici, svolgendo compiti di «amministrazione della Giurisdizione» nel rispetto delle direttive consiliari, nonché «funzioni amministrative»
strumentali rispetto all’esercizio di quelle giudiziarie.
Il conferimento degli uffici direttivi è deliberato dal C.S.M., previo concerto con il Ministro della giustizia (cfr. art. 11 l. 24 marzo 1958, n. 195; art. 22 reg. int. C.S.M.). I criteri in base ai quali sono scelti i dirigenti sono le attitudini ed il merito, opportunamente integrati tra loro, nonchè l’anzianità, oggi dalla riforma ordinamentale trasformata sostanzialmente da criterio di valutazione a criterio di legittimazione per concorrere a determinati posti direttivi.
La valutazione comparativa degli aspiranti è finalizzata a selezionale per l’ufficio da ricoprire il candidato più idoneo, con riguardo alle esigenze di funzionalità dell’ufficio ed, eventualmente, a particolari profili ambientali (cfr. circolare C.S.M. n. 13000 del 7 luglio 1999 e ss. modifiche).
Per il conferimento degli uffici di vertice della Corte di Cassazione e del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, la procedura di valutazione comparativa è circoscritta ai magistrati
che, negli ultimi quindici anni, siano stati titolari di uffici direttivi superiori per almeno due anni, che abbiano esercitato funzioni di legittimità per almeno quattro anni e che, interpellati
dal C.S.M., abbiano manifestato la loro disponibilità (cfr. circolare n. 13000 del 7 luglio 1999, come integrata dalla delibera del 7 marzo 2001).

La temporaneità degli incarichi direttivi

La legge di riforma dell’ordinamento giudiziario ha introdotto la temporaneità degli incarichi direttivi e semidirettivi.
Le funzioni direttive e semidirettive hanno ora natura temporanea e sono conferite per la durata di quattro anni, al termine dei quali il magistrato può essere confermato, per altri
quattro anni solo a seguito di valutazione positiva da parte del Consiglio superiore della magistratura circa l’attività svolta. In caso di valutazione negativa, il magistrato non può partecipare a concorsi per il conferimento di altri incarichi direttivi per almeno cinque anni.
Alla scadenza del termine il magistrato che ha esercitato funzioni direttive é assegnato alle funzioni non direttive nel medesimo ufficio, anche in soprannumero, da riassorbire con la
prima vacanza.
Le funzioni direttive e semidirettive possono essere conferite esclusivamente ai magistrati che, al momento della data della vacanza del posto messo a concorso, assicurano almeno
quattro anni di servizio prima della data di collocamento. In Italia il collocamento in pensione è previsto all’età di 70 prorogabile a 75 su richiesta del magistrato da formularsi sei
mesi prima del compimento dei 70 anni.